
Al Forum di Davos il governatore della Bce ha lasciato anzitempo la cena di gala, offesa dalle parole del segretario al Commercio Usa, Howard Lutnick, che aveva criticato duramente le scelte economiche e politiche adottate dall'Ue negli ultimi anni.
La cena di martedì sera al World economic forum di Davos, in Svizzera, deve essere andata di traverso alla presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde che ha lasciato frettolosamente l’evento di gala. A far alzare da tavola la numero uno della Bce sono state le parole del segretario statunitense al Commercio Howard Lutnick che ha sparato a zero sul Vecchio Continente e il suo sistema economico, definito come «sempre meno competitivo» sullo scenario globale.
Pare la platea di vip che ascoltava le parole del rappresentante del governo Usa, si sia divisa tra chi applaudiva e chi fischiava Lutnick. Come riportato dall’Ansa, che ha sentito «fonti presenti alla cena». Per la stessa agenzia, un portavoce di Lutnick ha minimizzato l’episodio, affermando che «solo una persona ha fischiato» e che «nessuno ha lasciato la sala in fretta». La Bce non ha invece commentato. Altre fonti citate l’agenzia Reuters, l’organizzatore dell’evento, ovvero il numero uno del fondo BlackRock, Larry Fink, ha annullato l’evento prima che fosse servito il dolce.
Le parole di Lutnick sono state la miccia che ha fatto esplodere la «polveriera Davos» ancora prima che arrivasse il presidente Usa, Donald Trump, visto da molte cancellerie e media mainstream europei come se fosse un Leviatano pronto a divorare la Groenlandia.
Fatto sta che, dopo l’uscita di scena dalla cena di gala, Lagarde ha colto l’occasione offertale da un’intervista alla radio francese Rtl per ribattere parole di Lutnick. L’ex ministro francese poi volata a dirigere la Bce, ha prima brontolato per la mossa degli Usa vista come un modo per non «dar prova di un comportamento molto alleato». Poi ha ricordato che tra Usa e Ue “siamo passati da dazi medi intorno al 2% poco più di un anno fa a circa il 12% e qualcosa, di media nell’area euro. E con le minacce che incombono, potremmo salire verso un 15% medio». La capo della Bce ha poi mostrato un certo interesse più per i cittadini americani che per quelli europei, dichiarando che «se il 96% di questo costo (dei dazi, ndr.) ricade sul consumatore e sull’importatore statunitense, non mi sembra affatto un buon risultato». E dire che Lagarde ha prodotto qualche non proprio «buon risultato».
Come dimenticare quando, all’inizio della pandemia di Covid, nel marzo 2020 l’ex ministro di Parigi aveva dichiarato: «Non siamo qui per ridurre gli spread. Non è questa la funzione né la missione della Bce». Ne scaturì un terremoto che provocò il crollo delle principali piazze finanziarie. Milano chiuse con la peggiore seduta della sua storia, ovvero -16.92%; Parigi si «limitò» a perdere l’11,02%, Londra il 10,85% e Francoforte il 9,81%. Un trionfo al contrario che fece perdere un sacco di soldi a tanta gente, mica ha fatto fallire una cena di gala.






