Il rinvio delle sanzioni contro la Cina esalta i titoli hi tech, ma anche le catene della grande distribuzione, l’abbigliamento e i giocattoli. I rendimenti possono arrivare a tre cifre. Più sicuri gli Etf legati al Nasdaq.

Il crollo dei listini di Wall Street dovuto alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina in questo momento non deve spaventare gli investitori. Dopo la botta iniziale che la piazza americana ha accusato, infatti, ci sono diversi titoli su cui vale la pena mettere gli occhi.

«Il rinvio dei dazi su alcuni prodotti tech come i chip per i telefonini, portatili e video console al 15 dicembre ha fatto volare il comparto dei semiconduttori, che aveva sofferto molto la battaglia commerciale in atto da più di un anno a questa parte», spiega alla Verità Carlo De Luca, responsabile risparmio gestito di Gamma capital markets.

«I titoli legati al comparto dei semiconduttori che spiccano sono Nvidia, Xilinx, Microchip technology, Teradyne, che beneficeranno direttamente “tregua” pattuita», continua l’esperto. «Oltre al comparto dei chip, hanno beneficiato indirettamente anche società che utilizzano i chip per i loro prodotti come Apple, catene di vendita come Best buy e società che producono giocattoli, come Hasbro, o abbigliamento, come Nike. Questi titoli dovrebbero continuare a fare bene nelle prossime settimane, considerando che avevano sofferto molto in alcuni casi», dice.

Certamente la notizia di un rinvio dei dazi farà bene alla Borsa americana in generale, perché allontana lo spettro del protezionismo che sarebbe deleterio per un’economia globalizzata che ormai non può più prescindere dal libero mercato.

Va detto che la scelta di Donald Trump di tornare sui propri passi è legata probabilmente a una delle peggiori sedute di Borsa a Wall Street, quella del 6 agosto, in cui la Cina decise di svalutare la propria moneta portando il cambio al di sopra dei sette yuan per dollaro, proprio come risposta alla guerra commerciale. Inoltre, Pechino aveva minacciato di bloccare le importazioni di prodotti agricoli dagli Stati Uniti.

«Trump sa bene che questa guerra si sta prolungando troppo e a rischio c’è proprio una potenziale recessione nel 2020, cosa da evitare se vuole vincere il secondo mandato. Il mese di dicembre infatti non è stato scelto a caso, si sa che il periodo natalizio conta quanto tutto il resto dell’anno per i consumi», spiega De Luca.

«Se si vuole rischiare meno diversificando su più titoli si può, invece di investire su singoli titoli, utilizzare gli Etf che replicano gli indici statunitensi, meglio quello sul Nasdaq che replica l’indice del comparto tech o meglio ancora quello che replica proprio il comparto dei semiconduttori». A ogni modo, nonostante le difficoltà con la Repubblica Popolare, Wall Street nel medio lungo periodo si dimostra sempre un porto abbastanza sicuro. Il titolo Nvidia in tre anni ha guadagnato il 169%, quello Teradyne il 156% e quello Best buy il 103%. Persino le azioni della Apple, azienda ora alla ricerca di un rinnovamento dopo il calo delle vendite dell’iPhone, in tre anni hanno registrato un rendimento del 94%.

Da non perdere

Uncategorized

Affari con Tether, il Pd non si fida di Calabresi

Dem spaccati sul candidato sindaco di Milano: la segreteria tifa per Majorino, il partito regionale vuole Sciuto o Ambrosoli, quello cittadino spinge per il giornalista. I cui intrecci col colosso delle criptovalute lasciano molti perplessi. Si deciderà alle primarie

Petrolio, ai greci 3,3 miliardi per scortare barili russi
Geopolitica

Petrolio, ai greci 3,3 miliardi per scortare barili russi

Secondo il «Financial Times», negli ultimi tre anni gli armatori ellenici hanno guadagnato cifre esorbitanti per trasportare carichi di petrolio della Federazione, riuscendo ad aggirare il tetto ai prezzi imposto dal G7. L’applicazione del quale, però, è frammentaria.

Le Pen sfida i giudici e corre per l’Eliseo
Mondo

Le Pen sfida i giudici e corre per l’Eliseo

Le toghe danno il via libera all’eleggibilità, ma con l’obbligo di portare il braccialetto elettronico. La leader di Rn si rifiuta di condurre una campagna con il guinzaglio e annuncia il ricorso in Cassazione, che sospende la sentenza e dunque il dispositivo di controllo.