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La remigrazione spiegata senza pregiudizi

La remigrazione spiegata senza pregiudizi
iStock
I nemici dei diritti umani? Sono i fan dell’accoglienza illimitata, che permette alle multinazionali di sfruttare gli irregolari. Lo spiega Martin Sellner, accusato di razzismo da chi non ha letto il suo libro. Che dal 25 marzo è disponibile con «La Verità» e «Panorama».

Provate per un attimo a cambiare prospettiva. È un esercizio semplice, in fondo, ma richiede un piccolo sforzo iniziale che non è da tutti. Occorre infatti liberarsi dei condizionamenti e dei pregiudizi che anni di propaganda martellante hanno conficcato nelle menti di chiunque, soprattutto a sinistra ma anche a destra. Provate allora a pensare per qualche istante che l’immigrazione non sia un «fenomeno epocale» e «inevitabile», e che l’accoglienza non sia «una questione di umanità». Si tratta, appunto, di ribaltare il punto di vista, e di ancorarlo alla realtà.

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Il piano degli Usa: essere superpotenza delle fonti fossili e domare la Cina
Ansa
Con l’export di Gnl e greggio l’America tiene in riga gli alleati. Intanto stringe la morsa sulla Cina, che domina la filiera «verde».

Forse c’è del razionale nel reale. Forse Donald Trump non è un matto. Forse la sua condotta rientra in una più ampia strategia americana: ottenere il primato di superpotenza energetica fossile, contrappunto al controllo cinese delle filiere green. E così aumentare la pressione su Pechino, che vende all’Europa le tecnologie «pulite», ma continua a lavorare «sporco», con greggio, carbone e gas.

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Trump randella ancora la Meloni. Tregua col Papa: «Nulla contro di lui»
Donald Trump (Ansa)
Il tycoon abbassa i toni con il Santo Padre: «Non ho intenzione di litigare, deve capire che l’Iran ha ucciso più di 42.000 persone negli ultimi mesi. Questo è il mondo reale». Rancori verso l’Italia: «Non ci sarò per voi».

Donald Trump sta iniziando ad ammorbidire i toni con Leone XIV. «È molto semplice. Non ho nulla contro il Papa. Non ho intenzione di litigare con lui», ha detto il presidente americano, per poi aggiungere: «Il Papa può dire quello che vuole e io voglio che dica quello che vuole, ma posso non essere d’accordo».

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La missione dei volenterosi: comandano Francia e Uk, ma solo a problema risolto
Friedrich Merz, Emmanuel Macron, Keir Starmer e Giorgia Meloni (Ansa)
Parigi e Londra guidano le danze del vertice. Starmer: «Agiremo a cessate il fuoco definitivo». Meloni: «Pure Roma è pronta a mandare navi, ma serve l’ok dell’Aula».

Mentre Donald Trump continua a polemizzare con gli alleati europei, al di qua dell’Atlantico si rafforza sempre di più l’asse tra Parigi e Londra, con il Vecchio continente che si muove di conseguenza.

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Hormuz riaperto (e appeso a Netanyahu). Trump: «La Nato ora stia alla larga»
Ansa
Teheran sblocca lo Stretto: «Finché regge la tregua tra Tel Aviv e Beirut». Poi avvisa gli States: «Liberate pure voi il transito o richiudiamo». Trump ringrazia e si professa ottimista. Verso un altro round in Pakistan.

La riapertura dello Stretto di Hormuz, annunciata ieri nel quadro della tregua in Libano e dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, segna un passaggio delicato in un contesto ancora carico di tensioni militari e diplomatiche. I fatti si sono susseguiti rapidamente, tra dichiarazioni ufficiali, smentite, minacce e aperture che restano, almeno per ora, parziali.

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