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La crisi fa bene alle tasche di Putin. Il petrolio frutta 87 miliardi in più

La crisi fa bene alle tasche di Putin. Il petrolio frutta 87 miliardi in più
Vladimir Putin (Ansa)
  • Mosca, in due anni di impennata dei prezzi dell’oro nero, ha realizzato guadagni favolosi. E l’Unione europea contribuisce minacciando nuove sanzioni. Il governo italiano sborsa altri 4 miliardi per le bollette.
  • Nel giorno del presunto attacco all’Ucraina la situazione resta in stallo. Usa e Nato non si fidano delle promesse del Cremlino: «Quello che dice è diverso da quello che fa».

Lo speciale contiene due articoli.

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FoodTalk | Un capolavoro di dolce: sembra cioccolato ma non è

La chef di Futura Anastasia Parisi crea una sorprendente opera di alta cucina: l'aspetto è quello di un dolce al cioccolato, ma "il cacao lascia spazio a una stratigrafia di fegato di manzo, fegatini di pollo e foie gras". Creatività, riuso e tradizione si fondono per un risultato eccellente.

La dottrina progressista terrorizza. L’uomo normale è costretto alla fuga
Zohran Mamdani, sindaco di New York (Ansa)
Tasse sui ricchi, scuole woke, gender: sindaci e governatori di sinistra non si accaniscono più «solamente» sui paperoni, ora i loro soprusi dogmatici spaventano la classe media. Che abbandona città e Stati intolleranti.

Non si tratta di arroganza ma di idiozia e sono due cose molto diverse: l’arroganza proviene dall’eccesso di confidenza mentre l’idiozia dall’incapacità di comprendere le cose.

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Il calcio nostrano sopravvive in provincia
Getty Images
Como e Lecce viaggiano su due traiettorie opposte ma speculari: i lombardi possiedono milioni, talento e hanno fatto la storia entrando in Champions, mentre i salentini si sono salvati col cuore. La Serie A è asfittica e questi club sono ventate d’aria fresca.

Qui Como, a voi Lecce. Nella serata che gettava nello sconforto più cupo i tifosi di Milan e Juventus, entrambe fuori - evento senza precedenti- dalla Champions League perché finite rispettivamente quinta (con 70 punti) e sesta (69) nella classifica di serie A, le due città, ciascuna con meno di 100.000 abitanti, separate da 1.000 chilometri in linea d’aria, festeggiavano il loro entusiasmante «scudetto».

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La cultura di destra rigettò D’Annunzio: troppo ingombrante
Gabriele D'Annunzio (Getty Images)
Il poeta soldato è stato più un mito del regime che dei letterati. Per Evola era «un imbecille», duri scontri anche con Marinetti.

Ma Gabriele D’Annunzio è stato davvero un mito per la destra culturale e politica? A quella domanda, Giuseppe Parlato ha dedicato il suo ultimo libro che esce postumo venerdì prossimo, a un anno dalla scomparsa dello storico (D’Annunzio. Un mito per la destra, edito da Cantagalli e curato da Simonetta Bartolini e Andrea Ungari).

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