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2020-12-26
Qatar 2022, il Kosovo è già un caso politico
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Ansa
Il 7 dicembre a Zurigo, in Svizzera, si sono tenuti i sorteggi per definire i gironi europei di qualificazione ai prossimi mondiali di calcio, in programma dal 21 novembre al 18 dicembre 2022 in Qatar. Come in ogni sorteggio, che sia per nazionale o per club, la Uefa ha messo dei paletti geopolitici per evitare incroci tra squadre o nazionali i cui Paesi sono in conflitto. Per esempio, in Champions ed Europa League non possono essere sorteggiate nello stesso girone Dinamo Kiev e Cska Mosca, così come Ucraina e Russia non possono finire nello stesso gruppo delle qualificazioni per gli Europei o per i Mondiali, da quando, il 6 aprile 2014, è scoppiata la cosiddetta guerra del Donbass. Evitati anche possibili incroci tra Armenia e Azerbaigian, ancora coinvolte nell'annosa questione del Nagorno Karabakh, che per altro quest'anno ha vissuto momenti di altissima tensione. Così come quelli tra Spagna e Gibilterra, in quanto quest'ultima non è stata ancora riconosciuta dal Paese iberico. Lo stesso discorso vale per il Kosovo, il quale non poteva essere accoppiato né con la Serbia, né con la Bosnia-Erzegovina, né con la Russia. Il fato, però, ha voluto che proprio il Kosovo sia stato protagonista di un caso politico, visto che è stato sorteggiato in un girone con Spagna, Grecia, Georgia e Svezia, dove solamente il Paese scandinavo lo ha riconosciuto ufficialmente come Stato. Sia la Uefa che la Fifa, non hanno ritenuto che ci fossero le condizioni per evitare un incrocio tra le due Nazionali. Alla base della mancata legittimazione del Kosovo da parte della Spagna c'è la vicenda catalana: tradotto, per una questione di coerenza, visto che più volte il Kosovo è stato paragonato alla Catalogna e un eventuale riconoscimento del Kosovo da parte della Spagna rappresenterebbe una sorta di apertura alle mire indipendentiste della Catalogna, Madrid si è finora dimostrata contraria al processo di allargamento voluto da Bruxelles nei confronti del Paese balcanico. Anche la Georgia ha una situazione simile: Tbilisi non ha intenzione di riconoscere Pristina perché ciò verrebbe subito interpretato come un via libera alle due repubbliche separatiste della Georgia, l'Ossezia del Sud e l'Abcasia. La Grecia, invece, si è schierata fin da subito al fianco di Belgrado e quando il 17 febbraio 2008 fu dichiarata l'indipendenza del Kosovo, Atene reagì con questo comunicato emesso dal portavoce del ministero degli Esteri: «Il principio fondamentale del rispetto dell'integrità territoriale e dell'indipendenza degli stati è da tempo importante e costituisce una costante fondamentale della politica estera greca di tutti i governi greci».
La palla, nel frattempo, è passata subito ai diplomatici, non solo quelli sportivi, al lavoro per stabilire dove e come si disputeranno le partite di qualificazione ai prossimi mondiali che vedranno coinvolte le Nazionali di Spagna, Georgia e Grecia contro quella kosovara. Il punto è che, per non incorrere in sanzioni, quando queste tre Nazionali ospiteranno il Kosovo nel proprio Paese, dovranno autorizzare la bandiera, l'inno e il visto sul passaporto di ogni membro della squadra. Il quotidiano spagnolo El Pais ha citato alcune fonti diplomatiche secondo cui «la Spagna non riconoscerà il Kosovo per essere sicura di andare al Mondiale. Se lo farà, sarà per altre ragioni».
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Nel percorso di qualificazione alla prossima coppa del mondo la nazionale balcanica è stata inserita in un girone dove tre Paesi su quattro, Spagna, Grecia e Georgia, non hanno riconosciuto ufficialmente lo Stato proclamatosi indipendente il 17 febbraio 2008.Il 7 dicembre a Zurigo, in Svizzera, si sono tenuti i sorteggi per definire i gironi europei di qualificazione ai prossimi mondiali di calcio, in programma dal 21 novembre al 18 dicembre 2022 in Qatar. Come in ogni sorteggio, che sia per nazionale o per club, la Uefa ha messo dei paletti geopolitici per evitare incroci tra squadre o nazionali i cui Paesi sono in conflitto. Per esempio, in Champions ed Europa League non possono essere sorteggiate nello stesso girone Dinamo Kiev e Cska Mosca, così come Ucraina e Russia non possono finire nello stesso gruppo delle qualificazioni per gli Europei o per i Mondiali, da quando, il 6 aprile 2014, è scoppiata la cosiddetta guerra del Donbass. Evitati anche possibili incroci tra Armenia e Azerbaigian, ancora coinvolte nell'annosa questione del Nagorno Karabakh, che per altro quest'anno ha vissuto momenti di altissima tensione. Così come quelli tra Spagna e Gibilterra, in quanto quest'ultima non è stata ancora riconosciuta dal Paese iberico. Lo stesso discorso vale per il Kosovo, il quale non poteva essere accoppiato né con la Serbia, né con la Bosnia-Erzegovina, né con la Russia. Il fato, però, ha voluto che proprio il Kosovo sia stato protagonista di un caso politico, visto che è stato sorteggiato in un girone con Spagna, Grecia, Georgia e Svezia, dove solamente il Paese scandinavo lo ha riconosciuto ufficialmente come Stato. Sia la Uefa che la Fifa, non hanno ritenuto che ci fossero le condizioni per evitare un incrocio tra le due Nazionali. Alla base della mancata legittimazione del Kosovo da parte della Spagna c'è la vicenda catalana: tradotto, per una questione di coerenza, visto che più volte il Kosovo è stato paragonato alla Catalogna e un eventuale riconoscimento del Kosovo da parte della Spagna rappresenterebbe una sorta di apertura alle mire indipendentiste della Catalogna, Madrid si è finora dimostrata contraria al processo di allargamento voluto da Bruxelles nei confronti del Paese balcanico. Anche la Georgia ha una situazione simile: Tbilisi non ha intenzione di riconoscere Pristina perché ciò verrebbe subito interpretato come un via libera alle due repubbliche separatiste della Georgia, l'Ossezia del Sud e l'Abcasia. La Grecia, invece, si è schierata fin da subito al fianco di Belgrado e quando il 17 febbraio 2008 fu dichiarata l'indipendenza del Kosovo, Atene reagì con questo comunicato emesso dal portavoce del ministero degli Esteri: «Il principio fondamentale del rispetto dell'integrità territoriale e dell'indipendenza degli stati è da tempo importante e costituisce una costante fondamentale della politica estera greca di tutti i governi greci».La palla, nel frattempo, è passata subito ai diplomatici, non solo quelli sportivi, al lavoro per stabilire dove e come si disputeranno le partite di qualificazione ai prossimi mondiali che vedranno coinvolte le Nazionali di Spagna, Georgia e Grecia contro quella kosovara. Il punto è che, per non incorrere in sanzioni, quando queste tre Nazionali ospiteranno il Kosovo nel proprio Paese, dovranno autorizzare la bandiera, l'inno e il visto sul passaporto di ogni membro della squadra. Il quotidiano spagnolo El Pais ha citato alcune fonti diplomatiche secondo cui «la Spagna non riconoscerà il Kosovo per essere sicura di andare al Mondiale. Se lo farà, sarà per altre ragioni».
«Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo» (@Giovanni Gasparro)
Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo vince la dodicesima edizione del Premio Eccellenti Pittori – Brazzale. Per Giovanni Gasparro è un ritorno al successo, dopo la vittoria della prima edizione nel 2014.
Il quadro italiano più bello del 2025 è Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo di Giovanni Gasparro. A decretarlo è stata la giuria del Premio Eccellenti Pittori – Brazzale, giunto alla dodicesima edizione, che ogni anno seleziona le opere più rappresentative della pittura italiana contemporanea.
L’opera del pittore pugliese, nato a Bari nel 1983, è stata scelta tra i quadri realizzati negli ultimi dodici mesi e pubblicati sul sito Eccellenti Pittori. Si tratta di un’Adorazione vista da una prospettiva inedita: quella del Bambino. Un punto di vista che, secondo il fondatore del premio Camillo Langone, non ha precedenti nella storia dell’arte cristiana.
«È la prima volta che il premio viene assegnato a un artista che lo aveva già vinto in passato», spiega Langone. Gasparro, infatti, si era aggiudicato anche la prima edizione del riconoscimento nel 2014. «Allora la giuria era completamente diversa – ricorda – e questo dimostra la capacità dell’artista di parlare a generazioni e sensibilità differenti». Langone racconta di aver visto il dipinto in anteprima nello studio di Gasparro, subito dopo l’ultimo colpo di pennello: «Un quadro straordinario, capace di innovare restando fedele alla tradizione. Una Madonna di grande grazia, pastori realistici e una scena illuminata dalla mangiatoia: impossibile non rimanerne colpiti».
Giovanni Gasparro
La giuria del Premio Eccellenti Pittori – Brazzale è composta, oltre che dai fondatori Camillo Langone e Roberto Brazzale, da esponenti del mondo dell’impresa, dell’industria e della cultura, uniti non da ruoli professionali nel settore artistico ma da una comune passione per il bello. È una delle caratteristiche distintive del premio, primo in Italia dedicato esclusivamente alla pittura e unico a non essere giudicato da addetti ai lavori.
Oltre al riconoscimento per il miglior quadro dell’anno, il Premio organizza mostre dedicate alla nuova pittura italiana presso il Museo Le Carceri di Asiago. L’ultima esposizione si è tenuta nell’estate 2024 con il titolo Gran Turismo, mentre la prossima è prevista per l’estate del 2027.
Ideato da Camillo Langone e sostenuto dal Gruppo Brazzale, storica azienda casearia fondata nel 1784, Eccellenti Pittori – Brazzale si definisce «il diario della pittura italiana vivente»: un progetto che punta a offrire un panorama ampio e libero della produzione pittorica contemporanea, senza barriere di età, stile o curriculum e senza costi di partecipazione per gli artisti.
Con la vittoria del 2025, Giovanni Gasparro conferma un percorso artistico già ampiamente riconosciuto a livello nazionale e internazionale, segnato da importanti commissioni, premi e partecipazioni a mostre in musei e istituzioni di primo piano.
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