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Israele attacca ancora l’Unifil

Israele attacca ancora l’Unifil
Benjamin Netanyahu (Ansa)
Colpi sulle forze Onu in Libano. Gerusalemme: «Abbiamo confuso i soldati per sospetti a causa del maltempo». E l’esercito avverte: «Se necessario operazioni a Gaza».

Ennesimo attacco alle stazioni Unifil in Libano da parte dell’Idf, ennesimo rimpallo di responsabilità. «Le forze israeliane (Idf) hanno aperto il fuoco contro peacekeeper di Unifil da un tank Merkava nei pressi di una postazione allestita da Israele in territorio libanese» ha denunciato Unifil ieri mattina, precisando che «i colpi sono arrivati a circa cinque metri dai peacekeeper, che erano a piedi» e sono stati costretti a mettersi al riparo. «I caschi blu hanno chiesto alle Idf di cessare il fuoco tramite i canali di collegamento di Unifil. Sono riusciti ad allontanarsi in sicurezza circa trenta minuti dopo, quando il carro armato Merkava si è ritirato all'interno della postazione delle Idf. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito». Poco dopo l’Idf si è difeso chiarendo di non aver «sparato deliberatamente» contro le forze di pace delle Nazioni Unite in Libano. Hanno affermato di aver scambiato i soldati per «sospetti» a causa «delle cattive condizioni meteorologiche».

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Caro carburante, traghetti a rischio
Ansa
Non c’è solo il pericolo per gli aerei (resta cherosene per tre settimane), si temono tagli alle tratte per le isole. Adolfo Urso: le compagnie stanno accogliendo l’invito a ridurre i prezzi.

Dopo i voli anche i traghetti sono a rischio. Chi aveva pensato di trascorrere le prossime festività, dal 25 aprile al 1° maggio nelle isole, potrebbe essere costretto a cambiare meta. Il blocco del canale di Hormuz, l’arrivo dei carburanti con il contagocce, sta mettendo a rischio tutto il sistema dei trasporti.

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Ostriche afrodisiache. Inventate dai Romani, scippate dalla Francia
Nel riquadro: Gaio Sergio Orata, pioniere dell'acquacoltura (Getty Images)
Caio Sergio Orata, nel primo secolo a.C., impiantò allevamenti nelle lagune dei Campi Flegrei. Da lì nacque il mito del mollusco.

Il viaggio lungo le pagine del bel libro di Lejla Mancusi Sorrentino, Delizie afrodisiache, a dimensione marina, dopo i ferormoni di gola e non solo stimolati dal caviale, ci porta verso altri lidi, quelli di molluschi, crostacei e dintorni.

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«Si parla di Made in Italy ma non lo si cura»
Martino Midali
Lo stilista Martino Midali: «Il Belpaese è bravo a comunicare la propria eccellenza, ma poi si produce sempre meno qui. E molti consumatori cercano il marchio, finendo per accontentarsi del falso più economico. Servono interventi politici in favore della classe media».

In un’epoca in cui il Made in Italy rischia talvolta di diventare un’etichetta più che una sostanza, la visione di uno stilista di fama come Martino Midali richiama alla necessità di restituirgli profondità e coerenza.

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Da Torino alla Luna. La missione Artemis II parla anche italiano
Il modulo Halo della stazione Lunar Gateway in costruzione alla Thales Alenia di Torino (Getty Images)

L’industria aerospaziale italiana è protagonista nelle missioni Nasa per il ritorno sulla Luna e la futura colonizzazione del satellite: componenti chiave realizzati tra Torino, Modena, Bassano del Grappa e Nerviano (Milano).

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