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Paolo Zangrillo: «Anche la Cgil si è stufata di seguire Landini»

Paolo Zangrillo: «Anche la Cgil si è stufata di seguire Landini»
Paolo Zangrillo (Ansa)
Il ministro della Pa: «Venerdì hanno scioperato appena 100.000 statali rispetto ai 300.000 iscritti al sindacato. Un fallimento legato al no al rinnovo dei contratti. Al tavolo della trattativa i suoi erano a disagio, come se stessero subendo un diktat».

«In media nessuno degli scioperi degli ultimi anni ha registrato grandi adesioni, ma le circa 100.000 persone che ieri hanno deciso di non lavorare per seguire la protesta della Cgil rappresentano un minimo storico. Parliamo del 4,4% del totale, più o meno un terzo dei 300.000 statali iscritti al sindacato di Landini. Vuol dire che anche i suoi sono stufi di portare avanti battaglie politiche che alla fine non danno vantaggi ai lavoratori». Paolo Zangrillo è il ministro della Pubblica amministrazione e negli ultimi mesi si è scontrato obtorto collo con il radicalismo dell’ex Fiom.

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Marc Chagall. Ricordo del Flauto magico,1976. Collezione privata © Marc Chagall, by SIAE 2025

A Palazzo dei Diamanti di Ferrara (sino all’8 febbraio 2026) una mostra-evento dedicata a Marc Chagall, fra i più noti e amati artisti del Novecento. In un’alternanza di opere pittoriche, disegni, incisioni e sale immersive, esposti oltre 200 capolavori, alcuni dei quali presentati per la prima volta in Italia.

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Oltre ai soliti beni rifugio corrono i metalli strategici. La spinta, qui, non è solo finanziaria ma anche materiale: transizione e intelligenza artificiale richiedono grandi input. Lo stesso vale per alluminio, litio e palladio.

Mentre oro e argento dominano le cronache con i record, sotto la superficie dei listini sta correndo un’onda altrettanto decisiva: i metalli industriali e «strategici». La spinta non è solo finanziaria: è materiale. Transizione energetica e intelligenza artificiale richiedono reti elettriche, data center, componenti e riciclo: quantità crescenti di rame, platino e affini.

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I vescovi aprono ai transessuali
(IStock)
Il documento finale del consiglio permanente della Cei chiede che nelle parrocchie sia presente una figura che possa aiutare le coppie omosex e chi ha fatto la transizione.

Don Camillo è sconsolato. Davanti a lui c’è don Francesco, detto don Chichì, il prete arrivato a rivoluzionare la parrocchia. Sono gli anni del Concilio Vaticano II e l’obiettivo è quello di «demistificare». Via il grande Crocifisso dell’altare maggiore, quindi. E via pure l’altare, al suo posto la «tavola calda». La Chiesa, però, a furia di novità, è sempre più vuota.

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Il Comitato per il No propina solo bugie. Leggendo la riforma lo si capisce subito
(Ansa)
Confrontando gli articoli originali con le proposte di modifica si scopre la campagna di disinformazione messa in atto a sinistra.

I due più importanti privilegi della nostra esistenza sono vivere e poter scegliere. Una delle prossime scelte da fare è quella al referendum. Chi su esso ci mente, ci inibisce il secondo degli importanti privilegi detti. Permettetemi un suggerimento. Anziché farvi confondere dai logorroici dibattiti televisivi o dai commenti partigiani sulla carta stampata, leggete direttamente la riforma: è appena una pagina e mezza della Gazzetta ufficiale. Confrontate poi gli articoli originali e con quelli modificati. Infine, leggete le motivazioni del Comitato per il No: vi accorgerete da soli che sono menzognere, col che stanno inibendo la vostra libertà di scegliere, che si ha solo se vi vien detta la verità.

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