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Il trattato del Quirinale

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Il trattato del Quirinale
Da sinistra: Emmanuel Macron, Sergio Mattarella e Mario Draghi (Ansa

Tenendo in considerazione la portata e la profondità dell'amicizia che le unisce, ancorata nella storia e nella geografia; riaffermando in questo spirito il loro legame comune con il Mediterraneo quale crocevia di civiltà e punto di congiunzione tra i popoli d'Oriente e d'Occidente, dell'Europa e dell'Africa. Così il primo paragrafo del Trattato del Quirinale appena sottoscritto tra Roma e Parigi. Venticinque pagine che affrontano vari capitoli geopolitici e di amministrazione quotidiana della società. Il Trattato sarà a tempo indeterminato e si baserà su scambi continui di informazioni ai fini della sicurezza, della Difesa e dell'industria. Ogni trimestre un ministro francese parteciperà ai cdm italiani e un ministro italiano alle riunioni di governo a Parigi. Tante ombre e qualche luce. QUI potete leggere il testo. A cui ancora mancano gli allegati. Chissà che sorprese riserveranno.

La sinistra approfitta del blocco alla Flotilla per tacere su Modena e attaccare la Meloni
L'abbordaggio di una nave della Flotilla da parte dell'Idf (Ansa)
  • Tajani condanna Gerusalemme e chiede il rilascio degli italiani della Flotilla. Ma a Pd, Avs e M5s non basta. Corteo Usb con sfregio a Crosetto.
  • Convoglio intercettato al largo di Cipro. La barca con a bordo il pentastellato Carotenuto cambia rotta e si dirige in Egitto.

Lo speciale contiene due articoli.

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Stop al raid previsto per il 19 maggio dopo le pressioni degli alleati del Golfo. Indiscrezioni su una proposta iraniana a più fasi con congelamento del programma atomico. Washington resta scettica: «Insufficienti i progressi sul dossier uranio».
La questione di Hormuz continua a rivelarsi al centro della crisi iraniana. Il regime khomeinista ha annunciato la creazione di un organismo che supervisionerà lo Stretto, chiamato Autorità dello Stretto del Golfo Persico.
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Stevia, l’ultima arrivata tra gli edulcoranti. L’alternativa allo zucchero dolce e non calorica
(IStock)
Da noi è comparsa relativamente da poco, ma i Guaranì del Sudamerica ne usano da sempre le foglie per rendere più buono il mate, oltre che come medicina naturale.

Forse l’avete intravista al supermercato nello scaffale dei dolcificanti. È la stevia, l’ultima nata della famiglia degli edulcoranti alternativi allo zucchero. Ultima nata, attenzione, per i nostri occhi occidentali, perché la stevia è nata come dolcificante, lontano da noi, ancor prima degli edulcoranti alternativi allo zucchero fatti in laboratorio, essendo… una vera e propria pianta!

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La filiale italiana del gruppo del controllo dei fluidi sale da 8 a 29 milioni di fatturato tra il 2020 e il 2025. Da Milano arriva il nuovo indicatore KRP25 e un cambio di approccio: meno standardizzazione, più soluzioni personalizzate per i clienti industriali globali.
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