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Il trattato del Quirinale

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Il trattato del Quirinale
Da sinistra: Emmanuel Macron, Sergio Mattarella e Mario Draghi (Ansa

Tenendo in considerazione la portata e la profondità dell'amicizia che le unisce, ancorata nella storia e nella geografia; riaffermando in questo spirito il loro legame comune con il Mediterraneo quale crocevia di civiltà e punto di congiunzione tra i popoli d'Oriente e d'Occidente, dell'Europa e dell'Africa. Così il primo paragrafo del Trattato del Quirinale appena sottoscritto tra Roma e Parigi. Venticinque pagine che affrontano vari capitoli geopolitici e di amministrazione quotidiana della società. Il Trattato sarà a tempo indeterminato e si baserà su scambi continui di informazioni ai fini della sicurezza, della Difesa e dell'industria. Ogni trimestre un ministro francese parteciperà ai cdm italiani e un ministro italiano alle riunioni di governo a Parigi. Tante ombre e qualche luce. QUI potete leggere il testo. A cui ancora mancano gli allegati. Chissà che sorprese riserveranno.

Italiani popolo di santi, navigatori e cuochi
(iStock)
Il riconoscimento dell’Unesco alla nostra cucina non premia soltanto un piatto tipico e un mix di ingredienti. Nel nuovo libro scritto da Massimo Montanari (storico della gastronomia) e Pier Luigi Petrillo (docente alla Luiss) si va all’origine del genius loci culinario.

Il recente riconoscimento dell’Unesco alla cucina italiana quale Patrimonio immateriale dell’umanità apre molti e interessanti scenari su di una realtà che, troppo spesso, nell’immaginario collettivo del turista di passo, viene riassunta come pizza o spaghetti e mandolino. Un’ulteriore medaglia a un Belpaese che è leader mondiale per riconoscimenti Unesco: patrimoni artistici, ambientali, immateriali, ovvero tradizioni in vari settori, dai liutai cremonesi all’opera dei pupi siciliani o la cerca e cavatura del tartufo.

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I giudici minorili non accettano limitazioni
(iStock)
Il presidente dell’Associazione magistrati di categoria, Claudio Cottatellucci, ribatte al Garante dell’infanzia sul tema dei figli allontanati: «Il potere insindacabile dei genitori ci riporta alla logica del padre padrone. Noi una tutela». Ma il caso di Palmoli rivela il contrario.

È orrendo persino a scriversi, ma dobbiamo prendere atto che questi sono i fatti: i magistrati italiani vogliono continuare a togliere i figli alle famiglie. E lo vogliono fare, con tutta evidenza, nel modo in cui si fa ora, con il bel corredo di scene raccapriccianti in cui fanciulli urlanti vengono strappati ai genitori della forza pubblica. Questo evinciamo dalla lunga intervista che ieri Claudio Cottatellucci, presidente dell’Associazione magistrati per i minori e per la famiglia (Aimmf), ha concesso ad Avvenire.

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Manfred Weber, capo del Ppe, torna a invocare l’eliminazione dell’unanimità. Romano Prodi non va per il sottile: senza manco cambiare i Trattati, li vuole aggirare. Ciò significa che la presunta cura per l’Ue, in realtà, è il suo funerale.

L’Unione europea non funziona. Vero. Ma se cambiarla equivale, di fatto, a smontarla, tanto vale raccontarsi la verità e compiere un passetto in più. Abolendola. Da fronti diversi, ma con scopi simili, prima Romano Prodi sulla Stampa e poi, ieri, Manfred Weber sul Corriere della Sera, hanno ripreso l’assedio al principio dell’unanimità.

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Bruxelles soccorre la «casta» Bce
La Commissione ordina a Roma un accordo con Francoforte: i dipendenti italiani chiedono di trasferire all’ente i contributi Inps, per godere di privilegi pensionistici.

Da una parte c’è la Commissione europea che ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, dall’altra c’è il Tar che nel 2025, con una sentenza, ha già dato ragione al nostro Paese. La questione complessa da dirimere si trascina da circa vent’anni e nemmeno Mario Draghi, che pure era stato alla guida della Bce, quando ricoprì l’incarico di primo ministro, affrontò il problema.

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