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Conte: parole, parole, parole

Conte: parole, parole, parole
Giuseppe Conte (Ansa)

Per spiegare che cosa ha detto Giuseppe Conte ieri in Senato credo che non ci sia nulla di meglio di una vecchia canzone di Mina: «Parole, parole, parole». A differenza della tigre di Cremona, il volpone di Volturara Appula con le sue parole non ci ha però trasmesso alcuna emozione, perché il suo discorso in giuridichese ci è parso scontato. Il principe del cavillo, l'esperto di diritto e di rovescio (tanto da riuscire a fare il premier di una maggioranza ma anche di quella contraria), ha confermato ancora una volta di essere un campione del nulla, capace di parlare a lungo senza dire niente di significativo, soprattutto senza prendere un impegno preciso con il Paese nell'«ora più buia» (la citazione è sua, perché il premier si sente un po' Winston Churchill, al quale lo accomuna la pochette).

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«Forza Italia tradisce il Cav sul fine vita. Lascio il mio incarico sui temi bioetici»
Olimpia Tarzia (Imagoeconomica)
«Berlusconi, che mi diede l’incarico nel partito, provò a salvare Eluana; i suoi eredi aprono al suicidio assistito erogato dal Ssn».

Che fine ha fatto la visione politica di Silvio Berlusconi sulla difesa della vita? Ricordo che nel febbraio 2009, mentre era in corso l’interruzione dei trattamenti salvavita autorizzata dalla Cassazione per Eluana Englaro, Silvio Berlusconi tentò di bloccarla tramite un decreto d’urgenza del governo. (Decreto però respinto dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano). E ancora, fu lui a volere fortemente una legge sulle cure palliative (legge 38/2010).

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Stefano Zenni, musicologo jazz, ricorda Sonny Rollins, leggendario sassofonista scomparso a 95 anni e a poche ore dal centenario di Miles Davis. La sua inesauribile fantasia, unita a generose dosi di ironia e sarcasmo, lo ha reso un colosso assoluto dell’arte dell’improvvisazione.

A Parma, la città dei maranza dove l’autorità è messa al bando
Nel riquadro, un frame dell'episodio di violenza nei confronti di due docenti in un parco di Parma (iStock-Ansa)
I casi di Pordenone e Parma, dove i prof non hanno denunciato i giovani che li hanno menati, mostrano l’inutilità dei metodi buonisti. Il filosofo Zecchi: «Ragazzi non ascoltati? Una scusa, sono loro che non vogliono parlare».

Edoardo Codraro, professore di Pordenone, ha pagato abbastanza cara la sua prontezza. Ha visto due studenti che si prendevano a calci e pugni nel cortile della scuola e si è precipitato a separarli. Ne ha ricavato un pugno sul collo che, non molto tempo dopo, gli ha provocato un notevole malessere.

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Per Fausto Biloslavo l'attacco di Modena fatto da Salim El Koudri ricalca fedelmente la cosiddetta «tattica dei mille tagli», una strategia di terrore teorizzata dallo Stato Islamico e rilanciata anche di recente sulle sue riviste digitali. Un metodo che spinge lupi solitari e soggetti instabili a colpire nelle piazze europee usando armi di uso quotidiano, come automobili e coltelli da cucina. Ne è prova anche l'arresto eseguito a Reggio Emilia dell'ennesimo radicalizzato che progettava attacchi.

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