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Conte: parole, parole, parole

Conte: parole, parole, parole
Giuseppe Conte (Ansa)

Per spiegare che cosa ha detto Giuseppe Conte ieri in Senato credo che non ci sia nulla di meglio di una vecchia canzone di Mina: «Parole, parole, parole». A differenza della tigre di Cremona, il volpone di Volturara Appula con le sue parole non ci ha però trasmesso alcuna emozione, perché il suo discorso in giuridichese ci è parso scontato. Il principe del cavillo, l'esperto di diritto e di rovescio (tanto da riuscire a fare il premier di una maggioranza ma anche di quella contraria), ha confermato ancora una volta di essere un campione del nulla, capace di parlare a lungo senza dire niente di significativo, soprattutto senza prendere un impegno preciso con il Paese nell'«ora più buia» (la citazione è sua, perché il premier si sente un po' Winston Churchill, al quale lo accomuna la pochette).

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Anselmo Bucci in mostra al MART di Rovereto
Anselmo Bucci. L’addio, 1917. Collezione privata, courtesy M.M.M. Arte Contemporanea, Monza

Al MART di Rovereto una grande monografica (fino al 27 settembre 2026) di oltre 150 opere ripercorre la vita e la carriera di Anselmo Bucci, artista e intellettuale raffinato, fra le figure più complesse e variegate del XX secolo.

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Se gli Stati Uniti dominano con la tecnologia e il Medio Oriente con il petrolio, nella Penisola gli istituti si rafforzano grazie alla vera ricchezza del Paese: i risparmi dei cittadini. È la strategia della «fortezza Italia».

Chi ha passato gli ultimi tre anni a inseguire i miti della Silicon Valley e le promesse dell’Intelligenza artificiale, si è perso un altro monumentale rally dei mercati azionari. Molto più «locale». Un boom che non parla americano e non abita nel metaverso, ma ha radici solide nella vecchia Europa e, soprattutto, in Italia.

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L’antisemitismo e il razzismo di Marx sono i veri tabù della sinistra globale
Getty Images
Il padre del comunismo era ebreo, ma la sua famiglia rinnegò religione e identità. Scatenando in lui l’odio per le sue origini. Se ne parla poco, perché gli epigoni di Karl restano tanti. Anche con i vessilli arcobaleno...

Se qualcuno si azzarda a parlare del razzismo di Karl Marx, e del suo nauseante antisemitismo, scattano le accuse rituali di «strumentalizzazione» e «decontestualizzazione».

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La tangenziale di Napoli diventa la prima «smart road» dello Stivale
Monitoraggio intelligente di viabilità e meteo. Comunicazione biunivoca con le auto.

Nel 1839 la prima linea ferroviaria italiana, poco più di 7 chilometri, fu la Napoli-Portici. Nel 2026, la tangenziale del capoluogo partenopeo è la prima smart road d’Italia, con tanto di certificazione ufficiale da parte del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.

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