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Il papà pentastellato dell’ecotassa ha creato un’azienda in affari con Tesla

Il papà pentastellato dell’ecotassa ha creato un’azienda in affari con Tesla
ANSA
Davide Crippa ha fondato Negawatt, che commercializza le batterie di Musk. Ha firmato lui l'emendamento anti diesel. La norma contestata è un sistema di bonus-malus che prevede un'imposta sull'acquisto delle vetture (che producono più di 110 grammi di CO2 per chilometro) progressiva e compresa tra 150 e 3.000 euro. Al contrario sono previsti bonus per chi acquista auto che emettono da 0 a 90 grammi per chilometro, anche questi variabili, tra i 1.500 e 6.000 euro.
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Il vicepresidente della Federazione delle industrie del settore Ettore Fortuna: «Entro un mese sbalzi di 4 centesimi a bottiglia. I fornitori dicono: “Così o non consegniamo”».
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Hezbollah colpisce i caschi blu dell’Onu. Detriti di un razzo sulla base italiana
Forze israeliane al confine con il Libano (Ansa)
  • Israele avanza in Libano per ampliare la sua zona cuscinetto Canada, Parigi, Berlino, Roma e Londra invocano negoziati.
  • La chiusura di Bab el-Mandeb interdirebbe il Mediterraneo a 8,8 milioni di barili al dì. Tajani blinda le missioni Ue: «Si possono rafforzare, non estendere al Golfo Persico».

Lo speciale contiene due articoli.

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Iran, Trump: «Un mio ordine e oleodotti distrutti»
Donald Trump (Ansa)
  • Il presidente Usa minaccia la teocrazia: «Finora ho risparmiato gli impianti petroliferi». Poi fa un bilancio: «Armi del nemico decimate». E sui presunti aiuti di Putin: «Difficile recriminare, noi lo abbiamo fatto con Kiev». Witkoff apre un canale con il ministro iraniano.
  • Silenzio di Mosca su Khamenei jr. Da giorni, voci lo danno in Russia per ricevere cure. Teheran: «Non vogliamo tregue».

Lo speciale contiene due articoli.

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Forse le bombe svegliano Ursula: sostegni alle imprese e meno green
Ursula von der Leyen (Ansa)
La Commissione annuncia flessibilità sugli aiuti di Stato e una revisione della tassazione sul carbonio. Resta il no all’energia di Mosca. Il premier belga insiste: «In privato molti leader chiedono di riprendere i rapporti».

Ci volevano le bombe sull’Iran per svegliare Ursula von der Leyen. Il presidente della Commissione europea, ieri, da Bruxelles ha lanciato segnali di una svolta sulle politiche (suicide) della Ue relative all’energia. Dichiarazioni, quelle della Von der Leyen, contenute in una lettera inviata ai leader degli Stati membri in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo: «I Paesi Ue», scrive la Von der Leyen, «possono concedere un’immediata riduzione del prezzo dell’elettricità alle industrie ad alta intensità energetica più colpite attraverso il quadro vigente in materia di aiuti di Stato.

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