Il Mose poteva già salvare la città. Mancano un decreto e il coraggio...

Adesso che Venezia è allagata, l'Italia piange sull'acqua versata. Peccato che gli stessi che ora lacrimano e si indignano per i capolavori e i palazzi sommersi, siano in gran parte gli stessi che hanno ostacolato l'unica soluzione ritenuta possibile, dopo anni di studi e discussioni, per fermare l'alta marea: il Mose. Già, la grande diga che doveva evitare l'inondazione è combattuta da quasi 35 anni, cioè da quando il progetto viene presentato ad Amburgo. Dopo un dibattito senza sosta, che dura dal 1966, quando l'aqua granda invade la città, fino al 1985, Bettino Craxi dà il via libero definitivo e Gianni De Michelis, che a Venezia è nato e ha casa, assicura che entro dieci anni le paratie mobili avrebbero protetto la città.In realtà, tra polemiche e contestazioni, nel 1995 si riesce appena a costituire un comitato per valutare l'impatto ambientale dell'opera. (...)
Giuseppe Conte (Ansa)
Gli aiuti vanno usati prima per far ripartire l'economia e poi per la svolta verde.
La Commissione ha presentato uno schema che spiega in dettaglio come vanno spesi i fondi del Recovery plan: chi viene bocciato anche solo in una voce perde diritto a tutto. Di fatto, così Bruxelles ci imporrà l'austerità. E terrà sotto scacco Parlamento e governo.
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