Il modo peggiore di obbedire all’Ue
Ansa
Su 4 milioni di beneficiari hanno trovato lavoro solo 200.000. Si rifinanzia il Rdc senza garantire i diritti acquisiti. Più soldi a chi non lavora e meno a chi ha sempre lavorato.

Dunque, a costo di soddisfare le richieste dei 5 stelle il Reddito di cittadinanza verrà finanziato con altri 200 milioni che andranno a togliere da alcuni fondi: quelli da destinare alle pensioni anticipate per coloro che svolgono lavori usuranti, quelli per i congedi parentali, a quello per l’emergenza, al fondo per le pensioni dei lavoratori precoci. Più soldi a chi non lavora (anche se involontariamente), meno soldi a chi ha lavorato, e duramente, per tutta la vita.

Vediamo di provare a fare un po’ di chiarezza. C’era bisogno in Italia di uno strumento per combattere la povertà che deriva dalla disoccupazione involontaria e che butta le famiglie nella disperazione più assoluta? C’era bisogno di assicurare a tutti coloro che vengono a trovarsi in questa situazione uno strumento che desse loro la possibilità di soddisfare almeno i bisogni essenziali delle loro famiglie? Sì, non c’è dubbio, e di dubbi in questo senso non ne abbiamo mai avuti, almeno personalmente, ma il reddito di cittadinanza non ha funzionato e non ha raggiunto – per come è stato gestito fino ad oggi – il suo scopo fondamentale: ha dato i soldi a chi versava in condizioni estreme (a parte tutta quella platea di gente che non lo doveva prendere e prendendolo lo ha rubato a chi ne aveva diritto) – e fin qui ci siamo – ma non ha aiutato le persone a trovare un lavoro per mantenersi da sole e questo era l’obiettivo principale. Doveva essere un trampolino per rientrare al più presto nel mercato del lavoro e avere uno stipendio per poter farcela da soli. Ebbene su 4 milioni di beneficiari hanno trovato lavoro in 200.000, il 5%. Cioè fallimento totale. E non vale la giustificazione legata alla difficolta di trovare lavoro durante la pandemia anzitutto perché il reddito ha preso il via prima dell’inizio della pandemia, secondariamente perché queste persone potevano essere utilizzate tranquillamente in lavori del settore pubblico, nelle pubbliche amministrazioni e terzo perché anche nei periodi nei quali venivano cercati lavori stagionali nessuno ha pensato neanche a sospenderne l’erogazione per la durata dell’impiego stagionale per poi ripristinarla alla fine del periodo di lavoro.

Come nel caso della revisione degli indici catastali – e quindi del conseguente aumento delle tasse sulla casa -, così nel caso del Reddito di cittadinanza (e molte altre delle riforme ed interventi del governo) sono i «compiti a casa» contenuti nelle ormai celeberrime Raccomandazioni rivolte all’Italia dalla Commissione europea nel giugno del 2019. Tra di esse c’è anche scritto di «assicurare che il mercato del lavoro e le politiche sociali siano effettivamente integrate». Cosa vuol dire? Quello che non è stato fatto in Italia. Si chiamano «politiche attive del lavoro», sono quelle politiche che dovrebbero aiutare i disoccupati a trovare un lavoro senza dover pagare il pizzo o contare su qualche forma di raccomandazione con conseguenti costi di vario tipo. Quello che avrebbero dovuto fare i famosi Centri per l’impiego e i navigator che sono stati messi lì senza offrire loro la preparazione e gli strumenti per poter svolgere un lavoro certo non facile. Ma c’erano le elezioni alle porte e i 5 stelle non potevano rinunciare al loro cavallo di battaglia proprio in quel momento. Andava fatto e fatto in fretta senza preoccuparsi più di tanto se avesse funzionato o no. In altri termini non solo facciamo i compiti a casa – come ai tempi del professor Monti -, ma li facciamo pure male e magari verremo rimandati a settembre. Becchi e bastonati, tanto per intenderci.

In più, come si fa a togliere soldi dai fondi che abbiamo detto cioè a persone che hanno acquisito dei diritti derivanti dal tempo che hanno lavorato e dalle condizioni nelle quali hanno lavorato? Forse c’è qualcuno che può sostenere la priorità o l’anteriorità dei diritti dei destinatari del reddito sui diritti di chi ha già lavorato? Vogliono rifinanziarlo? Mario Draghi non resta in piedi se non lo fa? L’Ue ci tira le orecchie se non svolgiamo il compitino? Bene, beviamo una damigiana di Maalox e digeriamolo, ma almeno facciamolo salvaguardando i diritti acquisiti. Ci pare il minimo.

Da non perdere

Pier Silvio loda Meloni e apre a Vannacci
Politica e affari

Pier Silvio loda Meloni e apre a Vannacci

Alla presentazione dei palinsesti Mediaset, Berlusconi jr rinnova stima e solidarietà al premier dopo gli attacchi di Trump. Ma dribbla Marina sulla possibile convergenza tra centrodestra e generale: «Un bravo comunicatore, vedremo il programma»

Unicredit va oltre le attese su Commerz
Politica e affari

Unicredit va oltre le attese su Commerz

Chiusa l’Ops di Orcel sulla banca tedesca con adesioni al 17,6%: potenzialmente, il gruppo di Piazza Gae Aulenti controlla il 49,65% del capitale. I consiglieri dell’istituto teutonico sono «disponibili a un dialogo costruttivo» e chiedono una «soluzione concordata».

Affari con Tether, il Pd non si fida di Calabresi
Uncategorized

Affari con Tether, il Pd non si fida di Calabresi

Dem spaccati sul candidato sindaco di Milano: la segreteria tifa per Majorino, il partito regionale vuole Sciuto o Ambrosoli, quello cittadino spinge per il giornalista. I cui intrecci col colosso delle criptovalute lasciano molti perplessi. Si deciderà alle primarie