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Le trappole del «Corriere» sulla strada della manovra

Le trappole del «Corriere» sulla strada della manovra
ANSA
  • All'indomani della lettera di Sergio Mattarella, il quotidiano di via Solferino sostiene che il provvedimento bandiera dei grillini farà certamente sballare i calcoli. Stesso discorso per le pensioni: asserisce che non si sa quando partiranno, invece sarà ad aprile.
  • Ma l'uscita anticipata ha ancora zone d'ombra. Il peso dei contributi figurativi e dei ricongiungimenti fra casse non è chiaro. Rivalutazioni Istat a rischio.
  • Tensione fra Lega e M5s. Giancarlo Giorgetti mette sotto tiro il reddito di cittadinanza. Il sottosegretario confida a Bruno Vespa: «Ha complicazioni attuative non indifferenti». Luigi Di Maio contrattacca: «Decreto dopo Natale». Giuseppe Conte lo appoggia: «I soldi ci sono».

Lo speciale contiene tre articoli.

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Bill Clinton giura e poi mente ancora: «Mai mentito sotto giuramento»
Bill Clinton (Getty Images)
L’ex presidente Usa, noto per il Sexgate, nega pure la predilezione per le ragazze giovani. Ma ammette che una stagista lo è...

Se la questione non fosse estremamente seria, ci sarebbe materiale per imbastire una barzelletta: l’ex presidente americano Bill Clinton ha dichiarato sotto giuramento di non aver mai mentito sotto giuramento. Non è una burla: i filmati appena pubblicati delle audizioni di lui e sua moglie presso la commissione del Congresso che si occupa del caso Epstein lo testimoniano. «Ha mai mentito durante una deposizione?», chiede una deputata. «No», risponde l’ex presidente. «Ha mai mentito sotto giuramento?». «No», ribadisce di nuovo.

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Il generale Giorgio Battisti lancia l'allarme: nel mirino non c'è solo il Medio Oriente, ma anche il Mediterraneo e il Sud Italia, dove si trovano basi strategiche NATO e americane.

Basta tirare in ballo Gelli e Falcone per le ragioni del No
Giovanni Falcone (Imagoeconomica)
Il martire antimafia auspicava la separazione delle carriere. Sul piduista sentite Pisapia: «In malafede chi lo mette in mezzo».

Due fantasmi si aggirano nel dibattito pre referendum sulla giustizia: quelli di Giovanni Falcone e Licio Gelli. L’accostamento dell’eroe della guerra alla mafia al «maestro venerabile» della loggia P2 non suoni blasfemo. Perché sono stati i sostenitori del No a tirarli strumentalmente in ballo.

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Un carico di milioni di detonatori e centinaia di migliaia di munizioni è stato sequestrato al porto di Ancona nell’ambito dell’operazione «Clean Shot» della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il materiale altamente pericoloso stava per essere imbarcato su un traghetto destinato al trasporto di passeggeri.

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