I Benetton si sentono vittime del Morandi

I Benetton si sentono vittime del Morandi
Ieri abbiamo scoperto che Luciano Benetton, il patriarca di una famiglia che ha fatto fortuna con le maglie colorate e ne ha fatta ancora di più grazie a una concessione pubblica, è stato azionista della società Autostrade per decenni, ma a sua insaputa. Anzi, all'insaputa di tutti i suoi fratelli i quali, pur essendo proprietari dell'azienda, non si sono mai occupati né di caselli né di pedaggi, ma soprattutto in tutta la loro vita non hanno avuto a che fare con i ponti e con la manutenzione delle rete viaria. A fine esercizio, i quattro Benetton incassavano laute cedole da Autostrade, che poi servivano a foraggiare l'intera dinastia, ma senza comprendere come queste venissero generate. Perché l'anziano imprenditore abbia deciso di scrivere una lettera ai giornali un anno e mezzo dopo il crollo del ponte, ci è incomprensibile. Soprattutto fatichiamo a capire perché, per (...)
Tutti desiderano una vittima da immolare
Ansa
Non è un caso che il sacrificio umano sia ossessivamente presente nella storia. Stimola un senso di potenza talmente radicato in noi da emergere addirittura nei cartoni animati. E da oscurare l’amore di Dio perfino in epoche molto religiose. Figurarsi in quelle atee

Al piano nobile di Palazzo Cicogna, sede della Galleria Salamon, è possibile ammirare fino al 17 dicembre ben 20 dipinti su tavola di straordinario valore artistico, appartenenti a quell’affascinante periodo che va dal 1300 ai maestri del Tardo Gotico. Una vera chicca per collezionisti e studiosi, ma anche per semplici appassionati.

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