I Benetton si sentono vittime del Morandi

Ieri abbiamo scoperto che Luciano Benetton, il patriarca di una famiglia che ha fatto fortuna con le maglie colorate e ne ha fatta ancora di più grazie a una concessione pubblica, è stato azionista della società Autostrade per decenni, ma a sua insaputa. Anzi, all'insaputa di tutti i suoi fratelli i quali, pur essendo proprietari dell'azienda, non si sono mai occupati né di caselli né di pedaggi, ma soprattutto in tutta la loro vita non hanno avuto a che fare con i ponti e con la manutenzione delle rete viaria. A fine esercizio, i quattro Benetton incassavano laute cedole da Autostrade, che poi servivano a foraggiare l'intera dinastia, ma senza comprendere come queste venissero generate. Perché l'anziano imprenditore abbia deciso di scrivere una lettera ai giornali un anno e mezzo dopo il crollo del ponte, ci è incomprensibile. Soprattutto fatichiamo a capire perché, per (...)
Roberto Speranza (Getty Images)
Nel 2017 e 2018 Maraglino, dell'ufficio Prevenzione, firmò le lettere in cui si ammetteva che lo scudo contro le pandemie era vecchio. Lui e i suoi colleghi non lo modificarono, ma presero comunque i fondi extra.
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Via all'aggiornamento del paniere dei beni sul quale presumere il tenore di vita dei contribuenti. Ma la stangata è dietro l'angolo.
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