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Gli organizzatori del Congresso famiglie a Verona: «Fake news e interrogazioni grottesche. Ora azioni legali»

Gli organizzatori del Congresso famiglie a Verona: «Fake news e interrogazioni grottesche. Ora azioni legali»
Ansa

«Gli stessi che dicono di combattere le fake news in nome della verità e della democrazia ne sono i primi produttori. Siamo stupefatti che si voglia colpire un evento costruttivo e pregevole e tappare la bocca alle tante famiglie che chiedono sostegno e attenzione. Noi possiamo solo dire che non ci fermeranno». Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente del prossimo Congresso mondiale delle famiglie, che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo, replicano così alle polemiche e alla «campagna di intimidazione mediatica orchestrata a danno di alcuni speaker che interverranno all’evento».

In merito alle gravi calunnie dirette alla parlamentare ugandese Lucy Akello accusata, attraverso un’interrogazione parlamentare grottesca dell’onorevole Giuditta Pini, di voler reintrodurre la pena di morte per le persone gay, «divulghiamo» - aggiungono gli organizzatori - «la nota che lei stessa ci ha trasmesso: “Io sottoscritta Lucy Akello, membro del Parlamento dell'Uganda dal 14 dicembre 2015, dichiaro di non aver mai firmato, né sostenuto alcun disegno di legge che prevedesse la pena di morte o l'ergastolo per gli omosessuali. Quando, infatti, un simile disegno di legge fu discusso al parlamento, non ero ancora deputata. Al contrario, mi oppongo fermamente alla pena capitale e svolgo attivamente campagne contro ogni forma di pena di morte per chiunque”».

«E ancora un’altra smentita va fatta» - continuano Brandi e Coghe - «quella relativa alla partecipazione al World Congress of Families di Verona di Scott Lively, oggetto anche lui della stessa interrogazione parlamentare: non lo conosciamo e non è mai stato tra gli speaker del nostro Congresso di Verona».

Quanto alla nigeriana Theresa Okafor, accusata nella stessa interrogazione di sostenere che attivisti Lgbt cospirano con il gruppo terroristico di Boko Haram, gli organizzatori dichiarano: «Non ci risulta che la Okafor abbia mai usato parole del genere. Nel suo intervento alla plenaria di Wcf VI - Madrid 2012 la Okafor non parla di alcuna cospirazione tra Boko Haram e gli attivisti Lgbt, ma si limita a domandarsi se non ci sia un legame tra il terrorismo anti cristiano in Nigeria e la cristianofobia occidentale».

«Certo è singolare» - commentano gli organizzatori - «che vengano massacrate mediaticamente personalità africane cristiane. Le identità sono tutte belle tranne quando sono in controtendenza rispetto al pensiero unico».

«Annunciamo azioni legali» - concludono Brandi e Coghe - «nei confronti di quanti infangheranno il Congresso di Verona e i suoi partecipanti. Le tematiche principali che saranno affrontate durante la kermesse saranno la bellezza del matrimonio, i diritti dei bambini, l'ecologia umana integrale, la donna nella storia e la sua salute e dignità, la crescita e crisi demografica, la tutela giuridica della vita e della famiglia, le politiche aziendali familiari e la natalità, con il solo obiettivo di unire e far collaborare leader, organizzazioni e istituzioni per affermare, celebrare e difendere la famiglia».

Referendum, si stringe sulla data per non rinviare al 2030 il nuovo Csm
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  • Il sindacato dei magistrati ha raddoppiato la quota di iscrizione dei soci e ha stanziato già 500.000 euro. Ora è pronto a metterne altrettanti. A meno che non intervenga la Cgil.

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Il sindacato, in prima fila per contestare i suoi decreti, oggi sciopera contro Matteo Salvini.

Qualcuno, in Cgil, dovrebbe ripassare la storiella dell’uomo che gridava «al lupo, al lupo». È difficile, infatti, farsi prendere sul serio quando una mobilitazione per la sicurezza sul lavoro, in seguito al barbaro omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, si incastra tra una protesta per chiedere «l’immediata convocazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite» a seguito della «violazione della sovranità nazionale della Repubblica del Venezuela da parte degli Stati Uniti d’America» e una per invocare «la necessità di raggiungere un immediato cessate il fuoco, di consentire l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e di aprire il prima possibile un processo di pace».

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