2025-03-02
Giuli fa dietrofront sul cinema: «Rivedremo i criteri per i fondi»
Dopo il nostro articolo sui soldi al guru del Pd Bettini, il ministro modifica il sistema.Dopo il nostro articolo sui soldi al guru del Pd Bettini, il ministro modifica il sistema.L’articolo del nostro giornale sull’assegnazione dei fondi per le attività e iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva del 2024 provoca uno scossone al ministero della Cultura. A distanza di due giorni dalla pubblicazione dell’articolo, che raccontava lo stanziamento di 315.000 euro alla famiglia Bettini, il ministro Alessandro Giuli ha annunciato che i criteri di assegnazione dei fondi promozione per il cinema saranno rivisti. «Prendo atto della proposta del direttore generale cinema e audiovisivo, Nicola Borrelli, di sospendere i lavori della “Commissione per la concessione di contributi alle attività di promozione cinematografica e audiovisiva”, al fine di ridefinire il sistema di valutazione e assegnazione dei contributi», spiegava ieri in una nota il ministero. La decisione sarebbe stata presa dopo il Consiglio dei ministri di venerdì, quando Borrelli avrebbe comunicato al ministro di voler ristrutturare il modello attuale per renderlo più efficace e adeguato alle esigenze contemporanee del panorama cinematografico. Questi fondi sono quelli destinati alla promozione del cinema in Festival, italiani ed esteri, ma anche in cineteche o archivi cinematografici italiani. L’obiettivo, a quanto pare, sarebbe quello di rendere più trasparente la procedura di assegnazione, con una distribuzione più mirata e equa. Ma c’è anche l’intenzione di rivedere uno schema che forse va cambiato del tutto, per evitare che a incassare risorse pubbliche siano sempre i soliti noti. Del resto, come avevamo raccontato, una cifra consistente dei fondi di quest’anno (pubblicati in chiaro il 10 febbraio sul sito del ministero) è stata assegnata alla famiglia Bettini, ovvero al guru del Pd Goffredo e alla sorella Fabia: in totale 315.000 euro. Analizzando i vari capitoli di spesa, infatti, si può infatti trovare uno stanziamento di 80.000 euro al Moviemov italian film festival, rassegna che si è svolta a Bangkok lo scorso anno e ideato proprio da uno dei fondatori del Partito democratico, organizzato in collaborazione con l’associazione culturale Playtown Roma diretta appunto da Fabia Bettini. Quest’ultima organizza anche «Alice nella città» che ha ricevuto fondi per 235.000. A incassare c’è anche Francesco Rutelli, ex ministro e sindaco di Roma, ma soprattutto fondatore di «Videocittà 2024: il Festival della visione e della cultura digitale» si è visto destinare 260.000 euro. Altri soldi sono stati destinati a festival Lgbt. La decisione di stanziarli in questo modo è stata presa dalla commissione che il ministero aveva nominato l’11 ottobre scorso. Coordinatrice dei lavori è Rossana Rummo, storica dirigente della Pubblica amministrazione molto vicina al centrosinistra, in particolare al Partito democratico. Tra gli altri componenti si segnala anche il produttore fondatore di Cattleya Riccardo Tozzi, il conduttore televisivo Luigi Marzullo, l’attore Fortunato Cerlino, la giornalista Lavinia Consolato o la produttrice cinematografica Tilde Corsi. Non è ancora chiaro se nei prossimi giorni la commissione, oltre che sospesa, sarà anche cambiata, con una rivoluzione dei nomi assegnati. Essendo stata decisa per decreto esistono dei limiti di legge che potrebbero renderne difficile lo scioglimento. Come non è ancora stato deciso se l’intervento preso dal ministero avrà un impatto sui flussi di finanziamento che sono già stati stanziati il 10 febbraio scorso. «Si fa semplicemente un tagliando, cioè si eredita uno schema, si vede come ha lavorato la commissione - e le commissioni hanno lavorato bene, e lavorano bene - e si cerca di verificare se sia perfettibile il meccanismo di selezione e se sia possibile garantire qualche cosa in più in termini di pluralismo, di procedura», ha aggiunto ieri Giuli a margine di un evento. «È una cosa un po’ tecnica ma anche un po’ culturale: bisogna ogni tanto rivedere gli schemi per non dare l’impressione dell’eterno ritorno dell’identico. Anche le cose che funzionano sono perfettibili».
Massimiliano Fedriga (Ansa)