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Ricordiamo l'anniversario del genocidio armeno e le vittime della guerra con l'Azerbaigian

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  • Si commemora oggi l'insieme delle deportazioni e delle uccisioni, compiute tra il 1915 e il 1916, dall'Impero Ottomano ai danni della popolazione armena: si tratta di tragici eventi che sono scaturiti nel contesto della Prima guerra mondiale e che hanno portato, secondo le stime, a oltre un milione di morti.
  • Il reportage sulle famiglie colpite dalla guerra in Artsakh della segretaria del Consiglio dell'Unione degli Armeni d'Italia, Gayané Khodaveerdi: «La maggior parte dei caduti è costituita da ragazzi giovanissimi, privi di barba, costretti a combattere in questa guerra atroce senza aver neanche iniziato l'università».

Lo speciale contiene due articoli e una fotogallery.

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Barabotti: «Cariche pubbliche solo agli italiani»
Andrea Barabotti
Il deputato della Lega: «I ruoli apicali nei ministeri, in Parlamento, nell’esecutivo e in Regione devono essere affidati a chi possiede un legame originario con la nazione».

Vi ricordate di Cécile Kyenge, nata in Congo, ministro per l’Integrazione nel governo Letta del 2013? Ecco, se anche volesse, questa signora, non potrebbe mai diventare presidente del Consiglio, del Senato o tantomeno presidente della Repubblica e nemmeno governatore di Regione. Sarebbe così se passasse la proposta di legge del deputato della Lega, Andrea Barabotti (40 anni, militante da quando ne aveva 22), con la quale vorrebbe «preservare l’identità nazionale, la continuità istituzionale e la fedeltà verso la Repubblica».

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«Dopo Geo Barents la sentenza sul risarcimento a Sea Watch? Noi, fino a ora, abbiamo praticato il confronto con queste sentenze impugnandole e continueremo a farlo, quindi valorizzando il sistema giudiziario che prevede tre gradi di giudizio. Anche in questo caso faremo così».

Così il ministro dell’Interno ha risposto a margine dell’evento di questa mattina alla Stazione Termini di Roma, dove è stato inaugurato un nuovo ufficio della Questura.

I finanzieri del Comando Provinciale Bergamo hanno scoperto e smantellato nei giorni scorsi una fabbrica clandestina di sigarette attiva nella provincia, sequestrando prodotti destinati al mercato illecito nazionale ed estero per un potenziale profitto tra i 12 e i 14 milioni di euro.

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Dopo la stretta di Bruxelles, la Grecia lavora con Germania, Olanda, Austria e Danimarca per creare centri in Paesi terzi. Intanto dieci Stati, tra cui la Spagna, spingono per pattugliare i luoghi di origine e di transito.

I giudici possono pure ostacolare i rimpatri dall’Italia, ma se l’Europa ha davvero deciso di lottare contro l’invasione, non basteranno magistrati democratici e toghe per il No a tenere spalancati i confini del Vecchio continente. Almeno si spera. Il passo più deciso lo sta compiendo la Grecia, che come noi è sommersa dagli sbarchi, nonostante il calo degli arrivi di clandestini (-21% nel 2025 rispetto al 2024) e il buon numero di espulsioni (tra 5.000 e 7.000 l’anno, che però non compensano i 40-50.000 ingressi nel Paese).

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