2022-04-11
Ferdinando Scianna: viaggio, racconto, memoria. Una grande mostra a Palazzo Reale di Milano
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Fino al 5 giugno 2022, una straordinaria antologica dedicata al fotografo siciliano. Oltre 200 le immagini esposte, che ripercorrono l’intera carriera di uno dei più grandi interpreti della fotografia moderna e contemporanea, vero maestro nell’uso del bianco e nero. Special guests, la sezione dedicata a Leonardo Sciascia e l’ampia «Bibliografia», con una selezione dei libri dello stesso Scianna, alcuni già rari e preziosi.Una mostra di quelle che non si dimenticano. E non solo per chi ama la fotografia. Entri, percorri le sale, osservi, ti soffermi, torni indietro. Nelle stanze di Palazzo Reale, al piano nobile, 200 straordinari, intensi scatti di Ferdinando Scianna ti colpisco dritto dritto al cuore. Indistintamente. Dalle gigantografie ai più piccoli. In uno straordinario gioco di luci e ombre, con quel bianco e nero così cangiante che a volte sembra assumere le sfumature del colore, queste immagini parlano, rivelano, raccontano. E capisci perché Scianna è, senza ombra di dubbio, « il Maestro dei Maestri», esattamente come questa antologica - per definizione dello stesso Scianna - è «la mostra delle mostre». Perché davvero racchiude tutto quelle che il fotografo siciliano è e ha creato nella sua lunga (e non ancora terminata) carriera. E’ Memoria, è Viaggio, è Racconto. O meglio, è un Racconto e un Viaggio nella Memoria. In questa mostra - curata dalla moglie di Scianna, Paola Bergna, oltre che da Denis Curti e dall'art director Alberto Bianda - c’è proprio tutto: la Sicilia, le feste religiose, i luoghi, i viaggi, i ritratti, la moda (esperienza iniziata con Dolce & Gabbana e la storica, iconica modella Marpessa), i reportage, le ossessioni tematiche per gli specchi, gli oggetti e gli animali . E poi c’è Leonardo Sciascia, suo «padre», mentore e maestro, a cui fu legato per oltre vent’anni da profonda e sincera amicizia . E infine, sfogliabili sui monitor, ci sono i libri (molti dei quali ideati e creati proprio in collaborazione con Sciascia), da Feste religiose in Sicilia (1965) a Ore di Spagna (1988) e pubblicazioni più recenti, perché «Scrittura e fotografia non si escludono. Io nasco fotografo e mi sento fotografo, però ho fatto il giornalista per venticinque anni, scrivendo anche. Mi ricordo che Sciascia, mettendomi in guardia, mi disse ‘stai attento che te ne può venire una schizofrenia’. Ma io questa cosa l’ho sempre esorcizzata considerandomi un fotografo che scrive». Ferdinado Scianna, breve biografiaNato a Bagheria, in Sicilia, nel 1943, proprio nella sua città inizia a dedicarsi alla fotografia ancora giovanissimo, agli inizi degli anni Sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua terra d’origine: sconvolgendo i progetti dei propri genitori che lo volevano avvocato o medico, Scianna decide molto presto di diventare fotografo. Nel 1961 si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia all’Università di Palermo e circa due anni dopo, l' incontro fondamentale per la sua vita professionale e personale: entra in contatto con Leonardo Sciascia, già famoso scrittore, con il quale -a soli 21 anni - pubblica il saggio Feste Religiose in Sicilia, libro che ottiene il prestigioso Premio Nadar. Sull’onda del successo del libro, Scianna si trasferisce a Milano, dove lavora per l’Europeo prima come fotoreporter, poi in veste di inviato speciale e corrispondente da Parigi, dove vive per 10 anni e stringe amicizia con Henri Cartier-Bresson, che nel 1982 lo inviterà a presentare la sua candidatura alla storica e blasonata agenzia Magnum Photos, da lui fondata nel 1947. Tornato a Milano, lascia l’Europeo per dedicarsi quasi esclusivamente alla fotografia: lavora per vari giornali e inizia anche a fotografare per due giovani designer allora emergenti, Dolce e Gabbana. Un incontro casuale, che darà vita ad una delle collaborazioni meglio riuscite nella fotografia di moda. Questa improvvisa ed inaspettata svolta, apre il mondo fotografico di Scianna a nuove esperienze, parallele a quelle più tradizionali del fotogiornalismo: pubblicità e fotografie commerciali, senza però mai abbandonare il reportage sociale, i ritratti ed il giornalismo.
Foto @Elena Oricelli
Dal 6 dicembre il viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 toccherà 60 città italiane tra concerti, sportivi e iniziative sociali, coinvolgendo le comunità in vista dei Giochi.
Coca-Cola, partner del viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026, ha presentato le iniziative che accompagneranno il percorso della torcia attraverso l’Italia, un itinerario di 63 giorni che partirà il 6 dicembre e toccherà 60 città. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’attesa dei Giochi in un momento di partecipazione diffusa, con eventi e attività pensati per coinvolgere le comunità locali.
Le celebrazioni si apriranno il 5 dicembre a Roma, allo Stadio dei Marmi, con un concerto gratuito intitolato The Coca-Cola Music Fest – Il viaggio della Fiamma Olimpica. Sul palco si alterneranno Mahmood, Noemi, The Kolors, Tananai e Carl Brave. L’evento, secondo l’azienda, vuole rappresentare un omaggio collettivo all’avvio del percorso che porterà la Fiamma Olimpica in tutta Italia. «Il viaggio della Fiamma unisce storie, territori e persone, trasformando l’attesa dei Giochi in un’esperienza che appartiene a tutti», ha dichiarato Luca Santandrea, general manager olympic and paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-Cola.
Come in altre edizioni, Coca-Cola affiancherà il percorso selezionando alcuni tedofori. Tra i nomi annunciati compaiono artisti come Noemi, Mahmood e Stash dei The Kolors, volti dell’intrattenimento come Benedetta Parodi e The Jackal, e diversi atleti: Simone Barlaam, Myriam Sylla, Deborah Compagnoni, Ivan Zaytsev, Mara Navarria e Ciro Ferrara. La lista include anche associazioni attive nel sociale – dalla Croce Rossa al Banco Alimentare, passando per l’Unione italiana dei ciechi e ipovedenti – a cui viene attribuito il compito di rappresentare l’impegno civile legato allo spirito olimpico.
Elemento ricorrente di ogni tappa sarà il truck Coca-Cola, un mezzo ispirato alle auto italiane vintage e dotato di schermi led e installazioni luminose. Il convoglio, accompagnato da dj e animatori, aprirà l’arrivo della torcia nelle varie città. Accanto al truck verrà allestito il Coca-Cola Village, spazio dedicato a musica, cibo e attività sportive, compresi percorsi interattivi realizzati sotto il marchio Powerade. L’azienda sottolinea anche l’attenzione alla sostenibilità: durante il tour saranno distribuite mini-lattine in alluminio e, grazie alla collaborazione con CiAl, sarà organizzata la raccolta dei contenitori nelle aree di festa. Nelle City Celebration sarà inoltre possibile sostenere il Banco Alimentare attraverso donazioni.
Secondo un sondaggio SWG citato dall’azienda, due italiani su tre percepiscono il Viaggio della Fiamma Olimpica come un’occasione per rafforzare i legami tra le comunità locali. Coca-Cola richiama inoltre la propria lunga presenza nel Paese, risalente al 1927, quando la prima bottiglia fu imbottigliata a Roma. «Sarà un viaggio che attraverserà territori e tradizioni, un ponte tra sport e comunità», ha affermato Maria Laura Iascone, Ceremonies Director di Milano Cortina 2026.
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Nicola Fratoianni, Elly Schlein e Angelo Bonelli (Ansa)