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Eutanasia, Pro Vita & Famiglia: «Vaticano dice la verità: eutanasia è disumana e colpevole»

Eutanasia, Pro Vita & Famiglia: «Vaticano dice la verità: eutanasia è disumana e colpevole»
Ansa

«C'è chi la definisce una dura presa di posizione contro l'eutanasia quella della Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede nella Lettera "Samaritanus bonus". In realtà è semplicemente la verità delle cose: curare le persone nelle fasi critiche e terminali della vita è compito umano, tutto il resto è disumano e illecito, ed è una barbarie. Non esiste il diritto al suicidio e all'eutanasia e chi aiuta un uomo a morire per risolvere il dramma di una malattia è complice di un reato abominevole» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia onlus rispetto all'ultimo documento che interviene sul tema del fine vita e oggi reso noto.

«Sono avvertiti i nostri parlamentari, quelli che con estrema superficialità e ignoranza hanno finora sottovalutato gli aspetti più crudeli e violenti di questa pratica che causa la morte delle persone invece di tutelarne la vita» hanno aggiunto Brandi e Coghe.

«Sosteniamo d'ora in avanti il malato, con leggi sempre più attente e di supporto alle loro condizioni. Che l'infermo sia accompagnato e curato anche con una migliore applicazione dello strumento delle cure palliative contenuto nella legge n. 38 del 2010, che mai è stata applicata veramente. Questa è umanità, questa è legge, questa è vera compassione» ha concluso la nota.

Milano-Cortina, lo slittino azzurro è nella storia: doppio oro
Le vincitrici della medaglia d'oro Andrea Voetter e Marion Oberhofer festeggiano sul podio dopo le gare di doppio femminile di slittino ai Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026 (Ansa)
Prima il trionfo della coppia femminile composta da Andrea Voetter e Marion Oberhofer, poi il bis degli uomini con Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner. Gli sciatori arrancano: Franzoni chiude sesto nel SuperG, Paris ritirato. Domani ritocca alle pattinatrici Fontana e Lollobrigida.
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Più occasioni per le nostre aziende se Berlino cambia partner sui caccia
Ansa
Il progetto di Italia, Regno Unito e Giappone potrebbe emanciparsi dalle forniture Usa.

Se la Germania del cancelliere Friedrich Merz entrasse nel programma Gcap per il caccia di sesta generazione o per meglio dire il «Sistema di sistemi», abbandonando quello concorrente franco-tedesco-spagnolo dello Fcas, si aprirebbero diversi scenari. Il progetto mitteleuropeo potrebbe essere cancellato oppure, perdendo l’apporto del colosso dell’aerospazio franco-tedesco Airbus, resterebbe orfano della sua maggiore componente finanziaria restando completamente nelle mani di Dassault. Ma diventando così il modo francese per creare l’aereo successore del Rafale. Una situazione difficilmente sostenibile per le finanze francesi seppure non impossibile, soprattutto alla luce della volontà araba di partecipare a un simile progetto e alle velleità di Parigi di esportare armamenti. Dassault avrebbe dalla sua Thales (società che in parte controlla insieme allo Stato francese), che nel 2026 prevede di assumere globalmente 9.000 persone delle quali circa 290 anche in Italia.

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Disabile «senza ticket» cacciato dal bus. Ma i maranza possono viaggiare gratis
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Nel Vicentino lasciato a piedi uno studente di 15 anni che non trovava l’abbonamento.

Prima o poi toccherà fare un decreto Sicurezza anche per proteggere i ragazzini dai guidatori dell’autobus. Per carità, nessuno ha ancora picchiato nessuno, ma a dieci giorni dall’incredibile vicenda dell’undicenne fatto scendere e costretto a camminare per sei chilometri nella neve, arriva un nuovo saggio di inutile rigore austroungarico. A Vicenza, un ragazzo disabile di 15 anni è stato lasciato per strada perché temeva di non avere il biglietto con sé. In realtà, era addirittura abbonato. «Le regole si applicano, ma senza umiliare e senza abbandonare: mai lasciare solo un disabile», ha commentato il governatore Veneto Luca Zaia. L’episodio non sarebbe comunque meno grave se non ci fosse di mezzo una disabilità.

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A Bibbiano bimbi strappati «senza prove»
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Nonostante l’assoluzione di quasi tutti gli imputati, i giudici del processo «Angeli e demoni» scagionano i familiari dei piccoli: «Nessun riscontro oggettivo degli abusi che hanno portato all’allontanamento, ma il fine dei servizi sociali non era ingannare».

I giudici che hanno assolto Bibbiano fissano, nella loro sentenza da 1.650 pagine, un dato: nei casi esaminati (che riguardano 12 minorenni), gli abusi attribuiti alle famiglie di origine non sono stati dimostrati. Le ipotesi che avevano portato all’allontanamento dei minori non trovano, valutano i giudici del tribunale di Reggio Emilia, riscontri oggettivi che avrebbero potuto reggere in un processo penale. I bambini, in sostanza, sono stati tolti alle loro famiglie non dopo fatti accertati, ma sulla base di valutazioni che il processo non conferma. Tutto ruotava attorno a una sfilza di accuse di falso, contenute nelle relazioni dei servizi sociali, che avrebbero avuto, secondo la Procura, la finalità di trarre in errore i giudici del tribunale per i minorenni.

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