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«L'Europa ha fallito completamente nella lotta all'antisemitismo»

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antisemitismo europa
Funerali delle vittime dell'attentato al supermercato kosher di Parigi nel 2015 (Ansa)
  • Nel 2020 in Europa sono stati registrati 189 attacchi antisemiti. Al primo posto c'è la Germania con 59 casi seguita dal Regno Unito con 46, Ucraina 22 e Francia 12. L'Italia ha registrato 8 casi. Il rabbino Menachem Magrolin spiega: «Ci sono sempre più ebrei che credono che tra dieci anni in Europa non ci sarà più alcuna vita ebraica».
  • Il Capo della Polizia di Stato Lamberto Giannini: «Sentiamo il dovere di tutelare una comunità che in passato è stata colpita da un grave attentato come quello alla sinagoga di Roma nel 1982».
  • Stanlislaw Obirek, teologo, professore di storia del Cristianesimo all'Università di Varsavia: «La crescita dell'antisemitismo è un fenomeno globale legato alla crescita di correnti fondamentaliste all'interno di tutte le principali religioni mondiali».
  • Ben-Dror Yemini, giornalista e scrittore israeliano: «Alcuni a sinistra credono di potere dire qualsiasi cosa. Non bisogna generalizzare, c'è una grande differenza tra la sinistra antisemita e quella che lotta veramente per la giustizia sociale».

Lo speciale contiene quattro articoli.

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Renato Guttuso in mostra alla fortezza  di Sarzana
Renato Guttuso. Stretto di Messina Scilla, 1949

Sono gli spazi espositivi della Fortezza Firmafede di Sarzana a ospitare (sino al 2 giugno 2026) un’interessante monografica dedicata a Renato Guttuso, grande protagonista della pittura italiana del Novecento. Fra dipinti e disegni, esposto un significativo numero di opere che accompagnano il visitatore in un affascinante viaggio nel mondo del grande pittore siciliano.

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Dimessa la prof pugnalata a Bergamo: «Ragazzino eroe fermò l’assalitore»
La scuola di Trescore dove è avvenuta l'aggressione. Nel riquadro, Chiara Mocchi (Ansa)
Chiara Mocchi lascia l’ospedale e torna a casa. Nel frattempo ha consegnato al suo avvocato una lettera: «Un tredicenne ha affrontato a calci il suo coetaneo armato di coltello, lo proporrò per una medaglia».

Ne ha parlato l’insegnante di francese dal suo letto d’ospedale, prima di essere dimessa. «Un mio alunno tredicenne - confuso, trascinato e “indottrinato” dai social - mi ha colpita all’improvviso, ripetutamente al collo e al torace con un pugnale. Solo il coraggio immenso di un altro mio alunno, “E”, anche lui tredicenne, che mi ha invece difesa rischiando la sua stessa vita, ha impedito il peggio», scrive Chiara Mocchi nella seconda lettera aperta indirizzata al suo legale, l’avvocato Angelo Lino Murtas e diffusa ieri.

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Paura di essere esclusi e ossessione delle notifiche. Siamo sempre più vittime dell’ansia da sconnessione
iStock
Il timore che gli altri ci lascino in disparte, facendoci perdere esperienze interessanti, è sempre esistito. Ma l’avvento dello smartphone, e poi dei social network, lo hanno esasperato. Rendendoci perfino depressi. E aumentando il nostro desiderio di controllare le vite altrui.
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Il "consiglio non richiesto" suona come un ultimo avviso ai naviganti. Il centrodestra rischia di scivolare nel più classico degli errori: chiudersi nei vertici, perdersi nei "rimpastini" e farsi distrarre dai salotti televisivi, mentre il Paese reale chiede risposte.

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