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Ecco perché il vitalizio è un furto legale

Ecco perché
 il vitalizio è un furto legale
Ansa

Perché chi è stato in parlamento per appena 2 anni deve maturare un privilegio che i cittadini comuni non avrebbero?

Gian Luigi Lombardi-Cerri

Brescia

Caro senatore, lei è stato in Parlamento 2 anni, dal 1994 al 1996. Mi dica se c'è qualche altro italiano che in 2 anni matura un vitalizio. Basterebbe questo, no? Ma c'è di più. Immagino che lei prenda il vitalizio minimo (3108 euro lorde, 2200 euro nette) che è 5 volte superiore alla pensione minima (altra bella differenza). Ora, facendo due calcoli, risulterebbe che in questi 22 anni di vitalizio lei ha già incassato circa 820.000 euro, che ha aggiunto ai proventi della sua fortunata professione. Di contributi, al massimo, avrà versato 60.000 euro. Chi ci ha messo la differenza? I contribuenti. Il furto è tutto qui. Legalizzato, ma sempre furto. Riproporzionare la sua rendita in base a quanto versato è semplicemente un atto di dignità. Parola che, fossi in lei, con tutto il rispetto, non userei a sproposito.

Mario Giordano

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Il centrodestra litiga: così si fa male
Da sinistra, Massimiliano Romeo, Ignazio La Russa e Antonio Tajani (Ansa)
A Milano Ignazio La Russa lancia Maurizio Lupi sindaco, Massimiliano Romeo nicchia («Decidiamo qui, non a Roma»), Antonio Tajani di traverso («Sosteniamo i civici») e Forza Italia manifesta «contro» il Carroccio. Ripartono pure gli scontri sulle nomine pubbliche: altro che Quirinale, qui si rischia...

Dopo la batosta del referendum sulla giustizia il centrodestra avrebbe bisogno di dimostrarsi unito, per prepararsi il meglio possibile alle elezioni del 2027. Invece, a quanto pare, i partiti che compongono la coalizione fanno di tutto per dare la sensazione di correre ciascuno per conto proprio. E pure di dover sistemare nuove e passate rivalità. Un esempio del caos, e anche del nervosismo, che regna tra leader e colonnelli della maggioranza, lo si è avuto nella giornata di ieri, con una serie di dichiarazioni che hanno fatto emergere vecchi dissidi e ambizioni mai sopite.

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Alla globalizzazione serve un nuovo cuore
iStock
Il mondo ormai interconnesso rende difficile il ritorno agli Stati sovrani, svuotati anche dei valori morali che creano l’identità. Ma siamo alla vigilia di un altro reset che rivoluzionerà la gestione delle fonti energetiche: i governi ritrovino idee e responsabilità.

Temo sia molto complesso e problematico poter tornare agli Stati post globalismo. Ci sarebbero gli uomini-governanti che saprebbero farlo e poi gestirli? Papa Benedetto XVI fece chiaramente intendere, profeticamente, nelle premesse dell’Enciclica sulla Globalizzazione, Caritas in Veritate, che in un mondo impregnato di cultura nichilista il vero grande rischio sta nel fatto che gli strumenti sofisticati creati dal genio umano gli possano sfuggire di mano e prendere autonomia morale.

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Trump smorza: «Fanno un po’ i furbi, ma le trattative vanno molto bene»
Donald Trump (Ansa)
Il tycoon non allenta la pressione sugli ayatollah: «Non possono ricattarci». Ma aggiunge: «Stiamo avendo ottime conversazioni». Poi convoca la «situation room» per nuovi piani di guerra in caso i negoziati fallissero.

Donald Trump si mostra ottimista sul processo diplomatico iraniano. «Abbiamo delle ottime conversazioni in corso», ha dichiarato ieri. «Si sono comportati in modo un po’ furbo, come fanno da 47 anni», ha proseguito, riferendosi al fatto che Teheran abbia nuovamente chiuso lo Stretto di Hormuz. «Volevano chiudere di nuovo lo stretto, come fanno da anni. Non possono ricattarci», ha continuato, sostenendo che avrebbe ricevuto delle informazioni sui negoziati «entro la fine della giornata».

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Sull’anti Beppe Sala si riaccende il parapiglia
Ignazio La Russa con Maurizio Lupi (Ansa)
Ignazio La Russa torna a proporre il «moderato» Maurizio Lupi. Il leghista Massimiliano Romeo storce il naso e chiede a Roma di star fuori dalla partita. E pure Antonio Tajani si mette di traverso rispolverando l’idea di un civico. Il premier intanto ammette: «La geopolitica non ci sta aiutando».

Non solo le Politiche, sono tanti gli appuntamenti elettorali in arrivo e tra le città che andranno a rinnovare i propri consigli comunali nel 2027 c’è anche Milano. È lì che il presidente del Senato, Ignazio La Russa, vorrebbe candidare Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, alla carica di sindaco.

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