Dossieraggio, la Procura deposita nuovi atti
Antonio Laudati (Ansa)
Contestati a Pasquale Striano e Antonio Laudati altri 200.000 accessi. Angelo Becciu disposto a testimoniare.

La Procura di Perugia ha depositato al Tribunale del Riesame le annotazioni integrative della polizia giudiziaria sugli accessi abusivi alle banche dati della Procura nazionale antimafia contestati al tenente della Guardia di finanza Pasquale Striano e all’ex pm della Dna Antonio Laudati (ora in pensione) nel tentativo di dare forza alla richiesta di misure cautelari (ai domiciliari) che era stata rigettata dal gip. Dalla documentazione sarebbero emersi ulteriori 200.000 atti scaricati illecitamente tra il 2019 e il 2022. Un numero che si somma a migliaia di accessi abusivi già contestati. Le difese dei due indagati, rappresentate dagli avvocati Massimo Clemente per Striano e Andrea Castaldo per Laudati, hanno chiesto il rigetto dell’acquisizione, denunciando come irrituale il deposito di atti integrativi. In attesa della decisione dei giudici, l’indagine promette ulteriori sorprese, con Cantone che avverte: «Non è prevedibile la conclusione in tempi brevi».

L’attività investigativa non si è limitata al periodo già preso in considerazione, ma è andata indietro nel tempo. Addirittura a prima dell’avvio dell’inchiesta che ha portato Striano a essere trasferito in un reparto non operativo e privato delle password per accedere ai database. Dall’inchiesta è emerso che alcuni documenti sono finiti nelle mani di giornalisti, ma rimane un mistero su chi abbia ricevuto la parte più sostanziosa. La Procura sostiene che Laudati e Striano avessero instaurato una modalità di lavoro completamente «abusiva e sganciata dai compiti istituzionali della Dna». Per ora gli accessi abusivi contestati a Striano avrebbero riguardato 172 soggetti, con dati soprattutto patrimoniali di una «moltitudine» di figure, da politici a calciatori, da imprenditori a ministri.

E mentre la Commissione parlamentare Antimafia e il Copasir stanno seguendo da vicino la vicenda, il cardinale Angelo Becciu si è detto disponibile a testimoniare e ha espresso il suo sconcerto: «Questa storia dei dossieraggi mi ha totalmente sconvolto, qualcuno ha voluto usare la figura del Papa». Nel corso dell’indagine è emerso che anche persone del Vaticano, in relazione al processo sul palazzo di Londra che ha coinvolto Becciu, sarebbero state spiate da Striano. Intanto, il legale del finanziere ha accennato a possibili dichiarazioni spontanee del suo assistito, mentre l’avvocato Castaldo ha messo in dubbio l’utilizzabilità dell’annotazione di un colloquio che riguarda il suo assistito. I giudici scioglieranno la riserva sull’utilizzabilità degli atti il 12 novembre, durante la prossima udienza.

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