True
2019-03-23
Da segretaria di Lusi a braccio destro di Bonifazi, storia dell'intoccabile capo personale del Pd
True
Ansa
Passano i segretari del Partito democratico, passano i presidenti del consiglio, passano le primarie, passano le inchieste e le condanne sui tesorieri dei dem, ma c'è una dirigente inamovibile e intoccabile che continua a rimanere. Stiamo parlando di Antonella Trivisonno, storica collaboratrice di Luigi Lusi, al secolo tesoriere della Margherita e poi condannato a 7 anni con sentenza definitiva in Cassazione per appropriazione indebita: fu accusato di aver sottratto 25 milioni di euro al partito. Ne è passata molta di acqua sotto i ponti. Correva l'anno 2006 e Trivisonno lavorava alla tesoreria della Margherita. Poi c'è stato il salto nel Partito democratico di Walter Veltroni, la fusione a freddo tra Ds e Margherita, quindi si è affermata con l'arrivo dell'ex premier Matteo Renzi nel 2014, quando divenne il vero e proprio braccio destro dell'ex tesoriere Francesco Bonifazi, prendendo in mano anche l'interim del personale. E in questo ruolo, si mormora, avrebbe favorito i suoi fedelissimi, durante la crisi economica del partito, che ha lasciato una quarantina di lavoratori al Nazareno e più di un altro centinaio in cassa integrazione. Tutt'ora Trivisonno è capo del personale al Nazareno, la caduta di Renzi non l'ha smossa, nè l'arrivo di Maurizio Martina. E dopo la nomina di Nicola Zingaretti a segretario nessuno sa quale sarà il suo destino. Di certo il suo curriculum è degno di un funzionario sovietico, dal momento che è riuscita a superare indenne qualsiasi tipo di smottamento interno a un Pd che ancora adesso è attraversato dal forte vento delle correnti, nonostante le parole di pace nei confronti dell'appena insediato presidente della regione Lazio. Eppure ci potrebbero essere grandi stravolgimenti nei prossimi mesi.
Lo stesso Zingaretti ha parlato di una nuova gestione della sede del Nazareno, come il padre dell'Ulivo Romano Prodi ha iniziato a sostenere che il Pd «non sarà più il partito dei ricchi». Di sicuro c'è che ci sono più di cento lavoratori dem in cassa integrazione che aspettano di sapere cosa sarà del loro destino. Negli ultimi mesi si era occupato del dossier scottante Tommaso Nannicini, ora dovrebbe prenderlo in mano il nuovo tesoriere Luigi Zanda. Ma c'è grande incertezza sul futuro dei lavoratori, che aspettano da mesi delle risposte e non vorrebbero essere sacrificati sull'altare dei cambi di vento della politica. L'ex capogruppo del Pd al Senato ha presentato un disegno di legge dove si dà conto di «disposizioni dirette a rendere effettivo il diritto dei cittadini di concorrere con metodo democratico alla determinazione della politica nazionale in attuazione dell'articolo 49 della Costituzione», in pratica un nuovo modo di finanziamento pubblico ai partiti. A quanto pare neppure il 2 per mille, che ha portato nelle casse del Nazareno 7 milioni di euro, basta per reintegrare i lavoratori e affrontare le prossime campagne elettorali. E' difficile che il disegno di legge passi, ma dopo il lento declino del Movimento 5 Stelle ci si può aspettare di tutto, anche un dietrofront sulle vecchie campagne politiche anti casta di Beppe Grillo. In questi anni Bonifazi, che si è congedato su Facebook dicendo di aver lasciato i conti in ordine, è finito sotto indagine nell'inchiesta per la costruzione dello stadio della Roma. L'ipotesi di reato è finanziamento illecito ai partiti.
Nello specifico gli inquirenti vorrebbero fare luce su 150.000 euro versati dall'imprenditore Luca Parnasi alla fondazione «Eyu», presieduta da Bonifazi ma destinati al partito e non iscritti (come previsto) nel bilancio. Caso vuole che nella fondazione «Eyu» ci sia anche Trivisonno. In ogni caso i conti interni si faranno probabilmente dopo le europee, anche se il nuovo Pd sta iniziando a prendere forma, con la nomina di Paolo Gentiloni come presidente, ma soprattutto con le prime indiscrezioni sui possibili candidati alle elezioni del 26 maggio. E sarà interessante capire anche come le fondazioni dei Ds, quel patrimonio immenso del Pci chiuso a chiave dall'ex tesoriere Ugo Sposetti, possa tornare utile al Nazareno. In sostanza dovrebbe cambiare tutto, ma forse Trivisonno rimarrà ancora al suo posto.
Continua a leggereRiduci
Antonella Trivisonno è uno dei dirigenti più potenti del Nazareno, arrivata con l'ex tesoriere della Margherita poi condannato per appropriazione indebita si è consolidata con Matteo Renzi e Francesco Bonifazi. E' rimasta con Maurizio Martina e ora tutti stanno cercando di capire cosa farà dopo l'arrivo del nuovo segretario. Passano i segretari del Partito democratico, passano i presidenti del consiglio, passano le primarie, passano le inchieste e le condanne sui tesorieri dei dem, ma c'è una dirigente inamovibile e intoccabile che continua a rimanere. Stiamo parlando di Antonella Trivisonno, storica collaboratrice di Luigi Lusi, al secolo tesoriere della Margherita e poi condannato a 7 anni con sentenza definitiva in Cassazione per appropriazione indebita: fu accusato di aver sottratto 25 milioni di euro al partito. Ne è passata molta di acqua sotto i ponti. Correva l'anno 2006 e Trivisonno lavorava alla tesoreria della Margherita. Poi c'è stato il salto nel Partito democratico di Walter Veltroni, la fusione a freddo tra Ds e Margherita, quindi si è affermata con l'arrivo dell'ex premier Matteo Renzi nel 2014, quando divenne il vero e proprio braccio destro dell'ex tesoriere Francesco Bonifazi, prendendo in mano anche l'interim del personale. E in questo ruolo, si mormora, avrebbe favorito i suoi fedelissimi, durante la crisi economica del partito, che ha lasciato una quarantina di lavoratori al Nazareno e più di un altro centinaio in cassa integrazione. Tutt'ora Trivisonno è capo del personale al Nazareno, la caduta di Renzi non l'ha smossa, nè l'arrivo di Maurizio Martina. E dopo la nomina di Nicola Zingaretti a segretario nessuno sa quale sarà il suo destino. Di certo il suo curriculum è degno di un funzionario sovietico, dal momento che è riuscita a superare indenne qualsiasi tipo di smottamento interno a un Pd che ancora adesso è attraversato dal forte vento delle correnti, nonostante le parole di pace nei confronti dell'appena insediato presidente della regione Lazio. Eppure ci potrebbero essere grandi stravolgimenti nei prossimi mesi. Lo stesso Zingaretti ha parlato di una nuova gestione della sede del Nazareno, come il padre dell'Ulivo Romano Prodi ha iniziato a sostenere che il Pd «non sarà più il partito dei ricchi». Di sicuro c'è che ci sono più di cento lavoratori dem in cassa integrazione che aspettano di sapere cosa sarà del loro destino. Negli ultimi mesi si era occupato del dossier scottante Tommaso Nannicini, ora dovrebbe prenderlo in mano il nuovo tesoriere Luigi Zanda. Ma c'è grande incertezza sul futuro dei lavoratori, che aspettano da mesi delle risposte e non vorrebbero essere sacrificati sull'altare dei cambi di vento della politica. L'ex capogruppo del Pd al Senato ha presentato un disegno di legge dove si dà conto di «disposizioni dirette a rendere effettivo il diritto dei cittadini di concorrere con metodo democratico alla determinazione della politica nazionale in attuazione dell'articolo 49 della Costituzione», in pratica un nuovo modo di finanziamento pubblico ai partiti. A quanto pare neppure il 2 per mille, che ha portato nelle casse del Nazareno 7 milioni di euro, basta per reintegrare i lavoratori e affrontare le prossime campagne elettorali. E' difficile che il disegno di legge passi, ma dopo il lento declino del Movimento 5 Stelle ci si può aspettare di tutto, anche un dietrofront sulle vecchie campagne politiche anti casta di Beppe Grillo. In questi anni Bonifazi, che si è congedato su Facebook dicendo di aver lasciato i conti in ordine, è finito sotto indagine nell'inchiesta per la costruzione dello stadio della Roma. L'ipotesi di reato è finanziamento illecito ai partiti. Nello specifico gli inquirenti vorrebbero fare luce su 150.000 euro versati dall'imprenditore Luca Parnasi alla fondazione «Eyu», presieduta da Bonifazi ma destinati al partito e non iscritti (come previsto) nel bilancio. Caso vuole che nella fondazione «Eyu» ci sia anche Trivisonno. In ogni caso i conti interni si faranno probabilmente dopo le europee, anche se il nuovo Pd sta iniziando a prendere forma, con la nomina di Paolo Gentiloni come presidente, ma soprattutto con le prime indiscrezioni sui possibili candidati alle elezioni del 26 maggio. E sarà interessante capire anche come le fondazioni dei Ds, quel patrimonio immenso del Pci chiuso a chiave dall'ex tesoriere Ugo Sposetti, possa tornare utile al Nazareno. In sostanza dovrebbe cambiare tutto, ma forse Trivisonno rimarrà ancora al suo posto.
Una volta sul posto, gli agenti hanno visto il 60enne dirigersi verso il retro dell’abitazione armato di un coltello da cucina. Nonostante i ripetuti tentativi di instaurare un dialogo, l’uomo si è portato la lama alla gola procurandosi una ferita.
A quel punto i poliziotti sono intervenuti: nel tentativo di disarmarlo sono rimasti feriti, ma sono riusciti a bloccarlo e a metterlo in sicurezza.
Il personale del 118 ha prestato le prime cure e disposto il ricovero del 60enne. In un video diffuso dalla Polizia di Stato, gli agenti hanno raccontato di aver provato una «gioia incommensurabile» per essere riusciti a salvargli la vita.
Continua a leggereRiduci
Influencer, commentatori e cospirazionisti si scatenano: gli spari all’Hilton sarebbero stati una messinscena per santificare il presidente americano per fare dimenticare guerre e scandali.
Manifestazione di Coldiretti contro i rincari e per la tutela delle filiere agroalimentari italiane.
«Siamo qui oggi in diecimila per chiedere trasparenza sulle filiere agroalimentari, cancellando tutto ciò che riguarda il codice doganale e l’ultima fase di trasformazione, una norma europea che permette di trasformare e poi vendere come italiano sui mercati internazionali ciò che italiano non è. Ciò diventa una sottrazione di valore ai nostri agricoltori: 20 miliardi che potrebbero entrare direttamente nelle loro tasche in un momento particolarmente difficile, anche legato agli scontri bellici», ha detto il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, in occasione della maxi-manifestazione al passo del Brennero. Presenti migliaia di agricoltori provenienti da tutta Italia per protestare contro i rincari e chiedere misure più incisive a tutela del Made in Italy.