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Contro il Ddl Zan. Pro Vita e Famiglia in piazza sabato 15 maggio a Milano

Contro il Ddl Zan. Pro Vita e Famiglia in piazza sabato 15 maggio a Milano
Ansa

Anche Pro Vita & Famiglia aderisce alla manifestazione #Restiamoliberi contro il ddl Zan su l'omotransfobia che si terrà a Milano sabato 15 maggio, alle ore 15, in piazza Duomo (lato Marconi). «Insieme a tante altre associazioni - ha spiegato il presidente della onlus prolife Toni Brandi - ci uniremo al coro di protesta che si sta alzando dall'Italia contro il bavaglio al libero pensiero e perché i nostri figli non vengano indottrinati alla teoria del gender con la scusa della Giornata contro l'omofobia».

«Il Ddl Zan è una legge sessista e discriminatoria che intende tacciare come omofobe o transfobiche tutte le voci di dissenso o qualunque affermazione basata sull'orientamento sessuale che si dica ispirata al concetto di famiglia naturale formata da una mamma e un papà» - ha aggiunto Jacopo Coghe - «e noi non possiamo accettare che si dia spazio a una nuova e ambigua dittatura, molto più occulta e pericolosa». «Se addirittura militanti, politici, personalità del tutto laiche e distanti dalle nostre posizioni, hanno puntato il dito sulla fraseologia divisiva delle definizioni incluse nella legge, vuol dire che il problema esiste eccome. E noi - ha concluso Brandi - daremo voce a tutti alla manifestazione di sabato. Aspettiamo tutti: simpatizzanti, amici, curiosi, singole persone o gruppi che nel rispetto delle norme di distanziamento e sicurezza indicate dalle autorità vorranno unirsi a noi!».

Milano, no di Fi a Salvini sindaco
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Dopo l’intervista della «Verità» al leghista Morelli, che ha lanciato la candidatura del vicepremier, Forza Italia si mette di traverso: «Abbiamo altre idee per la corsa».

Mentre il centrosinistra discute da mesi di primarie - tra Mario Calabresi e Pierfrancesco Majorino come possibili candidati a sindaco -, nel centrodestra milanese si è aperto negli ultimi giorni il primo vero confronto su chi potrebbe essere il nome da schierare alle comunali del 2027.

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«Corsera» e «Stampa» suggeriscono a Meloni di prendere di petto Vannacci e spostarsi verso il centro. L’obiettivo è evidente: gettare scompiglio nel centrodestra, così il campo largo potrà vincere nel 2027.
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Stoccata del premier al generale: «Allearci? Non mi pongo il tema, la politica non è mai aritmetica». Poi conferma il riavvicinamento a Trump. Intanto i leader del G7 incontrano i big dell’IA. Mattarella: «Tecnologia in mano a pochissimi è rischio per la democrazia».

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Vita difficile per il decreto accise. Dopo l’intesa con il Quirinale relativa a norme considerate estranee, cioè non omogenee al provvedimento, il governo ha stralciato quattro misure approvate in prima lettura dal Senato e il testo con le modifiche è approdato alla Camera.
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