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Contro il Ddl Zan. Pro Vita e Famiglia in piazza sabato 15 maggio a Milano

Contro il Ddl Zan. Pro Vita e Famiglia in piazza sabato 15 maggio a Milano
Ansa

Anche Pro Vita & Famiglia aderisce alla manifestazione #Restiamoliberi contro il ddl Zan su l'omotransfobia che si terrà a Milano sabato 15 maggio, alle ore 15, in piazza Duomo (lato Marconi). «Insieme a tante altre associazioni - ha spiegato il presidente della onlus prolife Toni Brandi - ci uniremo al coro di protesta che si sta alzando dall'Italia contro il bavaglio al libero pensiero e perché i nostri figli non vengano indottrinati alla teoria del gender con la scusa della Giornata contro l'omofobia».

«Il Ddl Zan è una legge sessista e discriminatoria che intende tacciare come omofobe o transfobiche tutte le voci di dissenso o qualunque affermazione basata sull'orientamento sessuale che si dica ispirata al concetto di famiglia naturale formata da una mamma e un papà» - ha aggiunto Jacopo Coghe - «e noi non possiamo accettare che si dia spazio a una nuova e ambigua dittatura, molto più occulta e pericolosa». «Se addirittura militanti, politici, personalità del tutto laiche e distanti dalle nostre posizioni, hanno puntato il dito sulla fraseologia divisiva delle definizioni incluse nella legge, vuol dire che il problema esiste eccome. E noi - ha concluso Brandi - daremo voce a tutti alla manifestazione di sabato. Aspettiamo tutti: simpatizzanti, amici, curiosi, singole persone o gruppi che nel rispetto delle norme di distanziamento e sicurezza indicate dalle autorità vorranno unirsi a noi!».

La mania totalitaria dei progressisti: rieducarci al loro paradiso in Terra
Henry Nowak (Getty Images)
Certi morti, come Henry Nowak, non si prestano alla narrazione. Perciò non indignano.

Il fatto che in California lo spoglio elettorale abbia caratteristiche da terzo mondo non è poi così grave.

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Sfida a distanza tra Vannacci e Marina Berlusconi
Roberto Vannacci (Ansa)
Il generale soffia altri 4 deputati al centrodestra. La figlia del Cav: «Errori del passato».

Il vuoto che ha conquistato il generale Roberto Vannacci continua a riempirsi e diventa sempre più grande. «Sono 94.000 iscritti», ha tuonato trionfante. «Il partito è partito: non ci ferma più nessuno. Addirittura ci siamo guadagnati la prima pagina dell’Espresso: “Vannacci sarà il vostro incubo”. Molto bene, andiamo avanti su questa linea. Saremo il vostro incubo». Così il fondatore e leader di Futuro nazionale, uscito dalla Lega il 3 febbraio scorso, ha annunciato i cinque nuovi ingressi nel partito che giorno dopo giorno cresce nei numeri e nei sondaggi.

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Il campo largo «attira» più schiavi e poi piange sui campi di pomodori
Elly Schlein, Maurizio Landini e Nicola Fratoianni durante la manifestazione organizzata dalla Cgil per le strade di Amendolara marina dopo l'omicidio di 4 braccianti - tre afghani e un pachistano - avvenuto lunedì scorso (Ansa)
Ad Amendolara, teatro della strage compiuta dai caporali pakistani, ipocrita passerella di Schlein, Landini e Fratoianni. Che chiedono l’esproprio delle aziende «non etiche», dimenticando le coop stile Soumahoro.

Manifestare per importare più schiavi e poi manifestare contro chi li tratta da schiavi. Anche questo è Made in Italy. Ed è la sintesi disarmante del corteo di Amendolara in provincia di Cosenza, dove Maurizio Landini trascina Elly Schlein e la sinistra unita nel più strumentale dei gesti, pur determinato dal più nobile dei motivi: portare umanità dove quattro braccianti sono stati arsi vivi dentro un minivan perché chiedevano di essere pagati.

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A Certosa una gang di 17 persone. Un ricercato fuggito all’estero
Ansa
Identificati 8 membri della banda che ha ammazzato Ibarra Silvera. C’è pure un trapper.

Sono almeno 17 le persone coinvolte nell’omicidio, che gli inquirenti considerano premeditato, di Gianluca Ibarra Silvera, il ventiduenne aggredito e ucciso alla stazione Milano Certosa tra il 26 e il 27 maggio scorso da un gruppo di giovani di origine sudamericana.

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