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La falsa intercettazione contro Siri e la strategia per far fuori la Lega

La falsa intercettazione contro Siri e la strategia per far fuori la Lega
Ansa
Il Corriere della Sera insiste con l'intercettazione che non c'è. Oddio, lo fa con sempre minor vigore, nascondendosi dietro le carte della Procura dalle quali, è vero, emerge il sospetto che Armando Siri si sia fatto corrompere per far passare alcuni emendamenti. Ma un conto è che i magistrati formulino un'ipotesi di accusa a carico del sottosegretario, un altro che il principale quotidiano italiano si inventi un'intercettazione in cui un imprenditore accusa Siri. È di tutta evidenza che le due cose non sono uguali. E, se lo fossero, i pm l'altro giorno non sarebbero saltati sulla sedia dopo aver visto la prima pagina del giornale di via Solferino. E un importante inquirente non si sarebbe lasciato andare a uno sfogo. (...)
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Secondo gli analisti, le forme avanzate di Ia potrebbero rimpiazzare gli sviluppatori di servizi tecnologici: Microsoft giù del 19% da inizio anno, male anche Amazon. «Mercato stufo delle promesse, contano i profitti»

Dopo anni di euforia indiscriminata, il vento è cambiato. Se fino a ieri bastava pronunciare la parola «Intelligenza artificiale» per vedere i titoli volare in Borsa, oggi gli investitori hanno iniziato a farsi domande più scomode. «Siamo passati dalla fase dell’entusiasmo a quella che i trader chiamano “Ai scare trade”, ovvero la paura che l’innovazione tecnologica, invece di creare valore, finisca per distruggere i modelli di business consolidati», spiega Salvatore Gaziano, consulente finanziario indipendente e responsabile strategie di investimento di SoldiExpert Scf.

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Lo ha dichiarato la vicepresidente del Lazio Roberta Angelilli a margine dell’incontro con il commissario per la Politica regionale e di coesione Raffaele Fitto, che si è tenuto presso la Rappresentanza dello Stato Libero di Baviera.

Studiosi contro la Meloni sul clima ma sbagliano la cura e il colpevole
Giorgio Parisi (Ansa)
Ammesso che la soluzione sia ridurre le emissioni, la responsabilità dell’Italia è minima.

Una decina di sedicenti «studiosi impegnati nella ricerca sul cambiamento climatico, sulle politiche di mitigazione e adattamento e sui sistemi complessi» esprimono «profonda preoccupazione per il modo in cui il governo italiano sta affrontando la crisi climatica». Ho detto «sedicenti» in modo inappropriato, perché non c’è motivo di dubitare che siano studiosi - nel senso che spendano il loro tempo studiando le cose che dicono di studiare. Tuttavia, dalle cose che scrivono dopo nella lettera, si evince che abbiano capito poco di quel che studiano. Con l’unica eccezione del professor Giorgio Parisi che, sui sistemi complessi, ci ha preso pure il premio Nobel. Ma la lettera attiene alle politiche climatiche e fu lo stesso Parisi a dire pubblicamente di non essere esperto di clima. Insomma, Parisi sta come i cavoli a merenda, e fa solo gioco agli altri firmatari per il suo prestigio.

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Dimmi La Verità | Mirella Molinaro: «Gli sviluppi sulla morte del piccolo Domenico»

Ecco #DimmiLaVerità del 5 marzo 2026. La nostra Mirella Molinaro ci rivela gli ultimi sviluppi dell'inchiesta sulla morte del piccolo Domenico.

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