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2020-04-10
Con i suoi «maestri» Tim porterà il risorgimento digitale per l’Italia
Ansa
Una nuova veste disegnata su misura per il mondo della scuola per Operazione risorgimento digitale, il progetto di Tim lanciato lo scorso novembre e a cui a oggi hanno aderito oltre 30 partner d'eccellenza, per favorire la diffusione delle competenze digitali tra cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. Per fornire un supporto concreto nel pieno dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione del coronavirus verrà lanciata, a partire dal 14 aprile, l'iniziativa «Maestri d'Italia».
Si tratta di un progetto di scuola online, diffusa, gratuita e interattiva, pensata per supportare il sistema scolastico in questo difficile momento e diffondere le competenze necessarie per stare in Rete: attraverso la testimonianza di personaggi noti al grande pubblico e la diffusione di format di apprendimento studiati anche per i più piccoli, Maestri d'Italia si propone di far conoscere tutte le potenzialità di Internet a un pubblico di tutte le età.
In questo modo Operazione risorgimento digitale intende proseguire nel suo intento di accelerare il processo di digitalizzazione del Paese: il format iniziale prevedeva un tour, partito l'11 novembre da un luogo altamente simbolico, Marsala, con l'obiettivo di coinvolgere in totale 1 milione di persone in tutte le 107 province italiane, per un programma di 20.000 ore di lezione sui temi di Internet e delle nuove tecnologie. Il 23 febbraio, a causa dell'emergenza sanitaria, il tour è stato sospeso in via cautelativa.
Ora, grazie a Maestri d'Italia, dal 14 aprile prenderanno il via cinque corsi di competenze digitali, cinque programmi di edutainment per bambini e 35 grandi lezioni per i docenti e gli studenti delle superiori. Un ricco palinsesto di incontri e contenuti interattivi della durata di circa un'ora sarà disponibile live su sul sito di Operazione risorgimento digitale, sui canali YouTube e Facebook e on demand sulle piattaforme per la didattica online che hanno già aderito al progetto (Cisco, Google, Ibm e WeSchool) e su tutte le altre che vorranno aderire.
Il progetto prevede una sezione dedicata all'emergenza coronavirus, che verrà analizzata nei suoi aspetti sociali ed economici con un ciclo di 30 talk quotidiani da un'ora tenuti da note personalità: i primi speaker sono Carlo Ratti, Italo Rota, Ilaria Capua, Roberto Cingolani, Carlo Cottarelli, Roberto Burioni, Stefano Boeri e Makkox. Cinque master class da quattro lezioni ciascuna offriranno invece a docenti, smart worker e professionisti in generale una panoramica delle potenzialità che Internet e la tecnologia offrono per migliorare il lavoro e la vita quotidiana. Per i bambini è infine previsto un ampio programma di contenuti educativi, per migliorare le competenze digitali giocando: attività come robotica, bricolage e discipline tradizionali come le scienze e la chimica, vengono affrontate attraverso il gioco con il contributo di esperti. «Nel momento difficile che stiamo affrontando cresce a dismisura l'importanza del digitale e delle competenze necessarie a usarlo, a stare in rete», sottolinea il presidente di Tim, Salvatore Rossi. «Operazione risorgimento digitale non poteva quindi fermarsi, doveva anzi accelerare. Dopo aver potenziato la capacità dei cittadini di connettersi fra loro e con la rete, abbiamo allora deciso di fare un ulteriore passo: Maestri d'Italia ci permetterà, in maniera concreta, di rafforzare il dialogo avviato con i cittadini di ogni età e in ogni angolo del Paese, dando loro informazioni e approfondimenti offerti da figure di eccellenza. Contiamo comunque che il nostro originario progetto possa tornare presto tra le strade d'Italia».
Il programma di produzione della cultura digitale nel nostro Paese
Nel pieno del lockdown indotto dal governo per affrontare l'emergenza coronavirus, l'importanza del digitale e delle competenze necessarie per stare in Rete è emersa con ancora maggiore evidenza: è Internet che permette a tutti noi di restare in contatto con i nostri cari, a chi lavora di poter fare smartworking e alle scuole di continuare a funzionare, grazie alla didattica a distanza.
Per questo motivo promuovere la cultura digitale e far sì che ancora più persone siano a proprio agio con le nuove tecnologie è sempre più importante: in questo senso si inserisce il progetto di Tim "Operazione Risorgimento Digitale", partito lo scorso novembre e che adesso assume una valenza ancora più strategica e di sistema con il lancio della scuola online Maestri d'Italia.Il progetto, che prenderà il via il prossimo 14 aprile, ha l'obiettivo di supportare il sistema scolastico in questo difficile momento e migliorare la padronanza delle competenze che servono per stare in Rete, rivolgendosi a un pubblico di tutte le età. Dai bambini, che potranno avere a disposizione contenuti educativi di qualità, agli adulti, che invece avranno accesso a master class gratuite per migliorare le loro competenze digitali, oltre a poter fruire di un ciclo di trenta talk quotidiani in cui una serie di note personalità analizzeranno la pandemia di coronavirus nei suoi risvolti sociali, economici e culturali.
In questo modo "Operazione Risorgimento Digitale" riparte sotto una nuova veste. Il progetto era stato infatti lanciato originariamente sotto forma di tour itinerante sul territorio, ma era stato sospeso in via cautelativa lo scorso 23 febbraio. Obiettivo dell'iniziativa di Tim, alla quale hanno aderito oltre trenta partner d'eccellenza, era appunto la promozione della cultura digitale nel nostro Paese, con un programma di 20mila ore di lezione da proporre in tutte le 107 province italiane. Partito l'11 novembre da Marsala, città simbolo del Risorgimento, il tour ha toccato, prima della sospensione, diverse città in Sicilia e Calabria.
Anche di fronte alla rapida diffusione dell'emergenza coronavirus, il programma "Operazione Risorgimento Digitale" non si è mai fermato ma è andato avanti rinnovandosi e supportando dal primo giorno le piattaforme di didattica online. Nell'ambito del progetto Tim ha infatti realizzato diversi interventi e iniziative a supporto delle famiglie e delle aziende oltre a donare, ad esempio, smartphone e sim agli istituti penitenziari e a 30 ospedali della regione Lombardia, potenziare le reti mobili per alcune strutture sanitarie in Sardegna e Trentino Alto Adige, e - insieme a Google e WeSchool - supportare quotidianamente le scuole nello svolgimento della didattica online con piattaforme gratuite. Fondazione Tim ha inoltre donato 1 milione di euro a quattro strutture sanitarie nazionali: Ospedale San Raffaele di Milano, Consorzio per la Ricerca Sanitaria – Coris di Padova, Ospedale Spallanzani di Roma e Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione "G. Pascale" di Napoli.
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Contro il Covid, lezioni on line da nomi d'eccezione e tutoraggio a docenti e bambini.Anche di fronte alla rapida diffusione dell'emergenza coronavirus, il programma "Operazione Risorgimento Digitale" non si è mai fermato ma è andato avanti rinnovandosi e supportando dal primo giorno le piattaforme di didattica online. Lo speciale contiene due articoliUna nuova veste disegnata su misura per il mondo della scuola per Operazione risorgimento digitale, il progetto di Tim lanciato lo scorso novembre e a cui a oggi hanno aderito oltre 30 partner d'eccellenza, per favorire la diffusione delle competenze digitali tra cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. Per fornire un supporto concreto nel pieno dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione del coronavirus verrà lanciata, a partire dal 14 aprile, l'iniziativa «Maestri d'Italia». Si tratta di un progetto di scuola online, diffusa, gratuita e interattiva, pensata per supportare il sistema scolastico in questo difficile momento e diffondere le competenze necessarie per stare in Rete: attraverso la testimonianza di personaggi noti al grande pubblico e la diffusione di format di apprendimento studiati anche per i più piccoli, Maestri d'Italia si propone di far conoscere tutte le potenzialità di Internet a un pubblico di tutte le età.In questo modo Operazione risorgimento digitale intende proseguire nel suo intento di accelerare il processo di digitalizzazione del Paese: il format iniziale prevedeva un tour, partito l'11 novembre da un luogo altamente simbolico, Marsala, con l'obiettivo di coinvolgere in totale 1 milione di persone in tutte le 107 province italiane, per un programma di 20.000 ore di lezione sui temi di Internet e delle nuove tecnologie. Il 23 febbraio, a causa dell'emergenza sanitaria, il tour è stato sospeso in via cautelativa.Ora, grazie a Maestri d'Italia, dal 14 aprile prenderanno il via cinque corsi di competenze digitali, cinque programmi di edutainment per bambini e 35 grandi lezioni per i docenti e gli studenti delle superiori. Un ricco palinsesto di incontri e contenuti interattivi della durata di circa un'ora sarà disponibile live su sul sito di Operazione risorgimento digitale, sui canali YouTube e Facebook e on demand sulle piattaforme per la didattica online che hanno già aderito al progetto (Cisco, Google, Ibm e WeSchool) e su tutte le altre che vorranno aderire. Il progetto prevede una sezione dedicata all'emergenza coronavirus, che verrà analizzata nei suoi aspetti sociali ed economici con un ciclo di 30 talk quotidiani da un'ora tenuti da note personalità: i primi speaker sono Carlo Ratti, Italo Rota, Ilaria Capua, Roberto Cingolani, Carlo Cottarelli, Roberto Burioni, Stefano Boeri e Makkox. Cinque master class da quattro lezioni ciascuna offriranno invece a docenti, smart worker e professionisti in generale una panoramica delle potenzialità che Internet e la tecnologia offrono per migliorare il lavoro e la vita quotidiana. Per i bambini è infine previsto un ampio programma di contenuti educativi, per migliorare le competenze digitali giocando: attività come robotica, bricolage e discipline tradizionali come le scienze e la chimica, vengono affrontate attraverso il gioco con il contributo di esperti. «Nel momento difficile che stiamo affrontando cresce a dismisura l'importanza del digitale e delle competenze necessarie a usarlo, a stare in rete», sottolinea il presidente di Tim, Salvatore Rossi. «Operazione risorgimento digitale non poteva quindi fermarsi, doveva anzi accelerare. Dopo aver potenziato la capacità dei cittadini di connettersi fra loro e con la rete, abbiamo allora deciso di fare un ulteriore passo: Maestri d'Italia ci permetterà, in maniera concreta, di rafforzare il dialogo avviato con i cittadini di ogni età e in ogni angolo del Paese, dando loro informazioni e approfondimenti offerti da figure di eccellenza. Contiamo comunque che il nostro originario progetto possa tornare presto tra le strade d'Italia».<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/con-i-suoi-maestri-tim-portera-il-risorgimento-digitale-per-litalia-2645679886.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="il-programma-di-produzione-della-cultura-digitale-nel-nostro-paese" data-post-id="2645679886" data-published-at="1586514083" data-use-pagination="False"> Il programma di produzione della cultura digitale nel nostro Paese Nel pieno del lockdown indotto dal governo per affrontare l'emergenza coronavirus, l'importanza del digitale e delle competenze necessarie per stare in Rete è emersa con ancora maggiore evidenza: è Internet che permette a tutti noi di restare in contatto con i nostri cari, a chi lavora di poter fare smartworking e alle scuole di continuare a funzionare, grazie alla didattica a distanza. Per questo motivo promuovere la cultura digitale e far sì che ancora più persone siano a proprio agio con le nuove tecnologie è sempre più importante: in questo senso si inserisce il progetto di Tim "Operazione Risorgimento Digitale", partito lo scorso novembre e che adesso assume una valenza ancora più strategica e di sistema con il lancio della scuola online Maestri d'Italia.Il progetto, che prenderà il via il prossimo 14 aprile, ha l'obiettivo di supportare il sistema scolastico in questo difficile momento e migliorare la padronanza delle competenze che servono per stare in Rete, rivolgendosi a un pubblico di tutte le età. Dai bambini, che potranno avere a disposizione contenuti educativi di qualità, agli adulti, che invece avranno accesso a master class gratuite per migliorare le loro competenze digitali, oltre a poter fruire di un ciclo di trenta talk quotidiani in cui una serie di note personalità analizzeranno la pandemia di coronavirus nei suoi risvolti sociali, economici e culturali. In questo modo "Operazione Risorgimento Digitale" riparte sotto una nuova veste. Il progetto era stato infatti lanciato originariamente sotto forma di tour itinerante sul territorio, ma era stato sospeso in via cautelativa lo scorso 23 febbraio. Obiettivo dell'iniziativa di Tim, alla quale hanno aderito oltre trenta partner d'eccellenza, era appunto la promozione della cultura digitale nel nostro Paese, con un programma di 20mila ore di lezione da proporre in tutte le 107 province italiane. Partito l'11 novembre da Marsala, città simbolo del Risorgimento, il tour ha toccato, prima della sospensione, diverse città in Sicilia e Calabria. Anche di fronte alla rapida diffusione dell'emergenza coronavirus, il programma "Operazione Risorgimento Digitale" non si è mai fermato ma è andato avanti rinnovandosi e supportando dal primo giorno le piattaforme di didattica online. Nell'ambito del progetto Tim ha infatti realizzato diversi interventi e iniziative a supporto delle famiglie e delle aziende oltre a donare, ad esempio, smartphone e sim agli istituti penitenziari e a 30 ospedali della regione Lombardia, potenziare le reti mobili per alcune strutture sanitarie in Sardegna e Trentino Alto Adige, e - insieme a Google e WeSchool - supportare quotidianamente le scuole nello svolgimento della didattica online con piattaforme gratuite. Fondazione Tim ha inoltre donato 1 milione di euro a quattro strutture sanitarie nazionali: Ospedale San Raffaele di Milano, Consorzio per la Ricerca Sanitaria – Coris di Padova, Ospedale Spallanzani di Roma e Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione "G. Pascale" di Napoli.
Luciano Darderi (Ansa)
Nella giornata del «round of 16» è stato infatti l’azzurro numero 17 Atp a prendersi la scena, superando in rimonta nientemeno che Alexander Zverev, che nella classifica mondiale è dietro soltanto ai due mostri sacri Sinner e Carlos Alcaraz. Sulla terra rossa della Grand Stand Arena Darderi è riuscito nell’impresa di riscrivere una partita che sembrava ormai perduta. Specialmente dopo aver incassato un primo set senza storia, perso 6-1 in appena mezz’ora, dando per lunghi tratti l’impressione di non riuscire a reggere il ritmo imposto dal tedesco. Andamento che si stava confermando anche nel secondo parziale, facendo pensare a chiunque che la sfida fosse ormai indirizzata. A chiunque tranne che al ventiquattrenne italo-argentino, che non ha mai smesso di crederci. Dopo che Zverev è salito fino al 4-2 e ha avuto in mano il controllo dell’incontro, qualcosa è cambiato. Darderi ha iniziato a trovare continuità da fondo campo, sostenuto da un pubblico sempre più coinvolto, mentre dall’altra parte il tedesco ha progressivamente perso lucidità. Il momento decisivo è arrivato nel tie-break del secondo set, un’autentica battaglia nella quale Zverev si è fatto annullare quattro match point. Luciano è rimasto aggrappato alla partita con pazienza e coraggio, fino a chiudere 12-10 grazie anche a un doppio fallo finale del suo avversario. Lì, di fatto, il match è finito. Zverev è uscito mentalmente dalla partita e nel terzo set non ha reagito. Darderi ha cavalcato l’inerzia e l’entusiasmo del Foro Italico, dominando 6-0 il parziale decisivo e conquistando così la prima vittoria in carriera contro un top ten. Una serata che difficilmente dimenticherà e che gli vale anche i primi quarti di finale in un Masters 1000, dove affronterà il baby fenomeno spagnolo Rafael Jódar. «È stata una partita molto dura, non mi sentivo bene nel primo set», ha spiegato a caldo Darderi. «Poi sono riuscito a girarla anche perché Zverev mi ha regalato qualcosa. La gente mi ha aiutato tanto, sono molto felice».
Più lineare, invece, il pomeriggio di Sinner sul centrale. Contro l’altra rivelazione di questa edizione, Andrea Pellegrino, il numero uno del mondo ha controllato il «derby» senza particolari difficoltà, imponendosi (6-2, 6-3) e centrando la qualificazione ai quarti. Per il pugliese resta comunque un torneo oltre ogni aspettativa, mentre Sinner continua a macinare record: con quella contro Pellegrino sono diventate 31 le vittorie consecutive nei Masters 1000, eguagliando un primato che apparteneva a Novak Djokovic. «Il derby qui in Italia è sempre speciale», ha detto Jannik dopo la vittoria. «Sono molto felice per Andrea, ha fatto un torneo straordinario». Poi uno sguardo al prosieguo del torneo, dove se la vedrà con il russo Andrej Rublev: «I quarti sono già un turno importante. Il giorno di riposo mi aiuterà».
L’unica nota stonata della giornata azzurra è arrivata dalla sconfitta di Lorenzo Musetti contro Casper Ruud. Il toscano, già apparso in difficoltà fisica nei giorni scorsi, ha ceduto nettamente (6-3 6-1) in una partita condizionata dai problemi alla coscia sinistra: «Chiedo scusa al pubblico, ma la mia condizione fisica non mi ha permesso di giocare come avrei voluto», ha ammesso il carrarino nel post partita.
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@ManuelRighi
Uno dei modi migliori per entrare in contatto con un territorio è penetrarne la natura. C’è chi lo fa in contemplandola e chi attraversandola attivamente. Il Trentino si presta a tutto, grazie a un ambiente variegato, che alterna montagne, laghi e fiumi.
Gli amanti degli sport acquatici hanno un’ampia gamma di possibilità tra cui scegliere. Il rafting, per esempio, praticando il quale si smuovono adrenalina, spirito di squadra e rapporto con la natura. Non un semplice sport, ma un’esperienza a tutto tondo che consente di percepire contemporaneamente sé stessi, l’altro e il fiume, diventando tutt’uno. Punto di riferimento per questa attività outdoor è la Val di Sole con il suo fiume (il Noce), citato dal National Geographic come uno dei migliori al mondo per le discese fluviali a bordo dei raft, speciali gommoni che le squadre da quattro/sei persone devono portare a destinazione con coraggio e attenzione. Si tratta di una disciplina che non richiede alcuna competenza in particolare, a esclusione del nuoto. È comunque bene esercitarla al seguito di una guida esperta, che prima della partenza spiegherà ai partecipanti cosa fare e non fare durante la traversata. Il fiume Noce dona 28 bellissimi chilometri navigabili, tra rapide e tratti più tranquilli che consentono, nel frattempo, di ammirare boschi e vette, garantendo emozioni autentiche grazie all’alternanza di un’attività ad alto tasso di energia e gioia e quieta bellezza paesaggistica.
Non per niente il rafting viene considerato terapeutico, tanto da essere utilizzato per cementare lo spirito di squadra tra familiari e amici, ma anche tra colleghi, uniti da un obiettivo comune al di fuori dell’ambiente lavorativo e delle classiche dinamiche aziendali. I centri rafting del Trentino mettono a disposizione il necessario equipaggiamento: tute in neoprene, giubbotto salvagente, pagaia e casco protettivo; è altresì necessario che i partecipanti arrivino con un abbigliamento sportivo, costume incluso. Il fiume Noce è percorribile anche in canoa e kayak, ma per avere un contatto ancora più ravvicinato con la forza dell’acqua l’ideale è l’hydrospeed, che prende il nome dal bob fluviale con cui affrontare l’acquatico avversario.
Un altro modo per godersi l’estate trentina è il wakeboard, sport che nasce dalla fusione tra sci acquatico e snowboard. Come il rafting, è uno sport adrenalinico ma fattibile anche per coloro che sono alle prime armi. Nella Regione esistono due impianti, situati tra il lago di Ledro e il lago di Terlago. Qui si viene trainati non dal classico motoscafo, ma da un cable wakeboard, ossia una fune simile a uno skilift. Velocità, equilibrio e leggerezza: il wakeboard permette di divertirsi e volare letteralmente sull’acqua.
Lakeline è il centro di Terlago, che propone un percorso di circa 230 metri dotato di strutture galleggianti per salti ed evoluzioni aeree. Benché si tratti di una disciplina adatta a tutti, il centro mette a disposizione - oltre al noleggio attrezzatura - una scuola wakeboard. Al lago di Ledro, precisamente in località Pur, si trova invece il Be Wake System: qui il wakeboard viene presentato nella sua variante più semplice, adatta anche ai bambini dai 7 anni in su. Un’attività che libera dalle calorie e - soprattutto - dallo stress in eccesso, rafforzando i muscoli e il sistema cardiorespiratorio.
C’è poi il canyoning, che consiste nella discesa a piedi, ma tramite l’ausilio di corde, di gole percorse da piccoli corsi d’acqua. Una sorta di fusione tra alpinismo e sport fluviali, da realizzare in gruppo e al seguito di guide professionali. Ovviamente i livelli di difficoltà differiscono a seconda della propria preparazione.
Lo speleologo francese Alfred Martel viene considerato il precursore del canyoning, grazie alle esplorazioni da lui condotte durante i primi anni del Novecento nelle Gole di Verdon. Dalla scienza allo sport il passo fu relativamente breve: negli anni Ottanta francesi e spagnoli vi si dedicavano assiduamente. Per chi è in cerca di questo genere di dinamismo, il lago di Ledro, il Garda Trentino e l’area di Campiglio Dolomiti - con la Val Brenta, il torrente Palvico e il Rio Roldono - sono i luoghi ideali. Scivoli e piscine naturali producono contesti di straordinaria bellezza, all’interno dei quali muoversi diviene un’esperienza completa per il corpo e per lo spirito.
Il brivido della velocità in montagna è un’altra storia con le downhill bike
Dall’acqua alla terra: lo sport, in Trentino, prevede un contatto dinamico con Madre Natura anche attraverso i cosiddetti bike park, strutture attrezzate per le mountain bike.Non si pensi al classico trekking: per questo tipo di attività occorrono infatti biciclette da downhill, dato che si tratta di percorsi in discesa su terreni ripidi e scoscesi, dove il rischio di cadute è piuttosto alto. I salti, le curve paraboliche e gli ostacoli, ma anche i north shore (strutture in legno da attraversare a tutta velocità) e i rock garden rendono felicissimi i biker più spericolati. I centri del Trentino-Alto Adige offrono sempre impianti di risalita e bike shuttle, furgoni che trasportano le biciclette al punto di partenza.Come per gli sport acquatici, anche in questo caso è necessario utilizzare l’attrezzatura adeguata, composta da protezioni per le ginocchia e i gomiti, caschi integrali, paraschiena e guanti. Questo sport può essere praticato in Val di Sole, dove si trovano cinque trail differenti per difficoltà e tre trail enduro. In località Pellizzano esiste anche un Kids Bike Park, dedicato al divertimento dei bambini.La parte più interessante del Bike Park Val di Sole è sicuramente costituita dal Black Snacke, famoso percorso di Coppa del Mondo. È il tracciato più impegnativo e, per questo, adatto solo a esperti e a spericolati che abbiano voglia di mettersi alla prova su terreni particolarmente scoscesi a partire da quota 1.500 metri. Dalla medesima altitudine si dipanano anche tre trail di recente realizzazione, alcuni in stile flow - dunque senza particolari ostacoli - e altri più naturali.Una telecabina da otto posti consente una semplice risalita a tre rider con le loro biciclette. Nella parte bassa del bike park si trova un’altra attrazione degna di nota: il four cross (4x), una discesa per gare a quattro, utilizzata ogni anno anche per il Campionato del Mondo di 4x.Il Bike Park Val di Sole aprirà la stagione indicativamente tra fine maggio e inizio giugno. Il Paganella Bike Park è un’altra area spettacolare non solo per gli amanti della disciplina, ma anche per l’utilizzo che è stato fatto del territorio. Trattasi di tre bike zone nate nel 2010 dalla trasformazione di vecchi sentieri e mulattiere, divenuti ormai tracciati all’avanguardia dotati di tutto il necessario per i praticanti.Non è un caso che sia stato inserito nel circuito del Gravity Card, che permette ai possessori della tessera di muoversi liberamente tra i ventotto migliori bike park d’Europa. Il Fassa Bike Park è situato nel cuore delle Dolomiti della Val di Fassa, sopra Canazei. Il primo bike park del Nord-Est propone dodici linee per tutti i livelli, pensate sia per i principianti che per gli esperti.Infine la San Martino Bike Arena sorge al cospetto delle Pale di San Martino e offre tre tracciati per un totale di dieci chilometri. Nemmeno qui manca un efficiente impianto di risalita, costituito da una cabinovia ad agganciamento automatico che in soli dodici minuti raggiunge i 2.200 metri di altitudine.Il risultato? Discese emozionanti, garantite anche dai wall ride, megaparaboliche in cui usare la forza centrifuga per percorrerle nella parte più alta senza il rischio di cadere. Anche la San Martino Bike Arena aprirà per il ponte del 2 giugno, ma per le prime due settimane solo per durante i weekend.
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