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Colao, Pro Vita e Famiglia: «La ricetta magica della task force per l’Italia? Insegnare il gender ai figli»

Colao, Pro Vita e Famiglia: «La ricetta magica della task force per l’Italia? Insegnare il gender ai figli»
Vittorio Colao (Ansa)

«Nel Paese smart che propone Colao «per un'Italia più equa e resiliente», la ricetta magica indovinate qual è? Il gender insegnato ai nostri figli. Sotto la voce "Individui e Famiglie" trova posto "Promuovere la parità di genere" per una figura non stereotipata della donna in famiglia. Ad essere posta in essere è la solita strategia: si parla di azioni sul piano culturale contro gli stereotipi di genere che inesorabilmente, poi, finiscono nella nuova ridefinizione di uomo e donna imposta dai poteri forti (segnaliamo qui il nostro dossier con alcuni casi eclatanti accaduti in Italia nelle nostre scuole). Ma i nostri bambini e ragazzi non sono 'imbuti' da riempire con questa perversa ideologia» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus dopo aver letto il Piano Colao per l'Italia.

«Già quando si parla di 'creazione di un sistema di monitoraggio del linguaggio online con misure di contrasto ai termini non permessi' c'è da preoccuparsi seriamente. Un nuovo minculpop sembra avvicinarsi, il Ministero della Verità è qui con la neolingua. Poi si passa a parlare di "incentivi o penalizzazioni presso gli editori per garantire la visibilità delle donne in professioni anche più dichiaratamente maschili". Sapete bene che premiare o punire la stampa in merito a ciò che scrive non appartiene allo Stato di diritto, ma connota tutte le dittature» hanno poi attaccato Brandi e Coghe.

«E udite udite, scorrendo la lista degli interventi necessari per il Paese, si legge ancora: 'Mettere A REGIME (sic!) presso l'Istat una rilevazione obbligatoria, il barometro sugli stereotipi e le discriminazioni, per il monitoraggio delle opinioni. In ultimo, c'è anche la 'promozione di attività realizzate dalle Università per l'invenzione di soluzioni tecnologiche che contrastino gli stereotipi di genere'. A questo punto possiamo affermare che 1984 di Orwell delineava un ritratto profetico del potere nel futuro avveratosi oggi» hanno concluso Brandi e Coghe.

Morelli: «In piazza contro l’Ue che ci vuole in coma»
Alessandro Morelli (Ansa)
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio spiega la manifestazione di sabato: «Immigrazione e Patto di stabilità: o l’Europa asseconda gli interessi nazionali o faremo da soli. I movimenti in Fi? Non andranno a sinistra. Se lo fanno, con noi han chiuso».

«La Lega riparte dalla piazza con le proprie proposte per rilanciare l’Italia». Questo lo spirito con cui il sottosegretario a Palazzo Chigi Alessandro Morelli si avvicina alla manifestazione di sabato 18 convocata dalla Lega a Milano. «In Italia ci sono tante proteste ma poche proposte. Noi, come siamo abituati a fare, dalla piazza lanceremo o rilanceremo le nostre proposte nell’ambito del governo e in vista della prossima campagna elettorale. Il partito antidemocratico ancora una volta ha calato la maschera cercando di boicottare la manifestazione qui a Milano, ma per fortuna non ci sono riusciti».

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Per i pm il giudice più potente d’Italia era contiguo alla mafia: media muti
A destra Giuseppe Pignatone (Ansa)
I pm di Caltanissetta danno credito a chi sostiene che la toga fosse «a disposizione» di imprenditori malavitosi. Avrebbe pure affondato il dossier «Mafia e appalti» isolando Falcone e Borsellino. Eppure i media sorvolano.

Per anni i magistrati della Procura di Roma, che oggi indagano sui rapporti economici tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Mauro Carroccia, ristoratore e presunto prestanome del clan Senese, sono stati guidati da un procuratore che gli inquirenti di Caltanissetta accusano di avere favorito la mafia e aver contribuito a quel clima di isolamento che ha portato all’uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

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Leone XIV va in Camerun e rilancia: «Pace sia disarmata e disarmante»
Papa Leone in Camerun per un incontro con funzionari governativi, la società civile e il corpo diplomatico, nel terzo giorno di un viaggio apostolico di 11 giorni in Africa (Ansa)
Continua il viaggio in Africa del Papa. Nessuna polemica, ma un messaggio chiaro.

«Una pace che sia disarmata, cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti; e disarmante, perché capace di risolvere i conflitti, di aprire i cuori e di generare fiducia, empatia e speranza. La pace non può essere ridotta a slogan: va incarnata in uno stile, personale e istituzionale, che ripudi ogni forma di violenza. Per questo ribadisco con forza: “Il mondo ha sete di pace […]. Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, distruzioni, esuli!”».

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I cattolici Usa davanti al dilemma dell’autorità
Donald Trump e Leone XIV (Ansa). Nel riquadro la copertina del libro di Eric Voegelin «Il mito del mondo nuovo. Saggio sui movimenti rivoluzionari del nostro tempo»
Lo scontro Trump-Prevost ha radici profonde: come mostra Voegelin, nel puritanesimo americano c’è una radice che tende a ridurre la salvezza a progetto politico. Per questo riconoscere un principio morale superiore per Vance & C. è più difficile.

Se si vuole capire qualcosa in più riguardo alle ragioni profonde dello scontro fra Donald Trump e papa Leone e soprattutto all’impatto politico-culturale che può avere in particolare sugli americani, si può sfogliare Il mito del mondo nuovo. Saggio sui movimenti rivoluzionari del nostro tempo, un breve ma fondamentale testo di Eric Voegelin appena ripubblicato in Italia dal coraggioso editore Settimo Sigillo.

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