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Chi mette i migranti nel presepe fa politica e volta le spalle a Cristo

Chi mette i migranti nel presepe fa politica e volta le spalle a Cristo
LaPresse
Distrarre dalla Natività e dal mistero dell'incarnazione non è solo un arbitrio, ma qualcosa di più grave. Il Gesù profugo al posto del figlio di Dio è un abominio teologico, che dà rappresentatività solo agli islamici.
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Il risiko dell’editoria italiana
iStock
Hoepli in liquidazione, il gruppo Gedi cede ai greci di Antenna Group e Leonardo Maria Del Vecchio acquisisce il 30% del «Giornale». Il sistema dell’editoria italiana cambia volto tra liquidazioni, acquisizioni e ingresso di capitali esteri. Dai libri ai giornali fino a radio e tv, il potere si concentra in pochi poli industriali e finanziari che ridisegnano l’informazione.
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L’Aquila ricorda il terremoto del 2009. Piantedosi: «Ferita ancora aperta»
6 aprile 2009, L'Aquila: le macerie riempiono una strada nel centro dopo il devastante terremoto che ha colpito la città (Ansa)

A 17 anni dal sisma che devastò l’Abruzzo e causò 309 vittime, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi parla di «ferita ancora aperta». A L’Aquila commemorazione tra musica, fiori e silenzio: lettura dei nomi delle vittime e omaggio della città.

Il 6 aprile resta una data che segna una ferita ancora aperta nella storia recente dell’Italia. A 17 anni dal terremoto che nel 2009 colpì l’Abruzzo e L’Aquila, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ricordato le 309 vittime e il dolore che continua a legare la comunità a quella notte.

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Tre anni di guerra in Sudan: esercito riprende Khartoum, Darfur ai ribelli
Gli sfollati fuggono dal campo di Zamzam a causa del conflitto in corso nel Darfur settentrionale in Sudan (Ansa)
Dopo oltre 150.000 morti e 13 milioni di profughi, il conflitto tra il capo dell’esercito al Burhan e il leader paramilitare Hemeti resta senza sbocco. I governativi riconquistano la capitale, mentre i paramilitari dominano il Darfur e sono accusati di pulizia etnica. Paese diviso e crisi umanitaria fuori controllo.
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Droni FPV, la nuova arma dominante: così cambia la guerra sul campo di battaglia
Un ingegnere prepara un drone intercettore FPV (First Person View) P1-Sun per il volo durante i test effettuati dal produttore SkyFall in una località non specificata in Ucraina (Getty Imasges)

Costi ridotti, attacchi coordinati e controllo in tempo reale trasformano i droni in prima persona nel fattore decisivo dei conflitti moderni.

La guerra contemporanea sta attraversando una trasformazione profonda e silenziosa, guidata dall’impiego massiccio dei droni FPV, piattaforme leggere e relativamente economiche che stanno modificando il modo di combattere sul campo di battaglia.

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