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Caro Sala, le sue distrazioni le paghiamo noi

Caro Sala, le sue distrazioni le paghiamo noi
Giuseppe Sala (Ansa)

Caro sindaco Sala, non è la prima volta che lei è stato distratto. Ricordo per esempio che quando fece l'autocertificazione per diventare commissario dell'Expo dimenticò di segnalare di avere una villa in Svizzera e una in Liguria. Può capitare, si capisce, quando uno ha molti possedimenti e poca memoria, le dimenticanze sono all'ordine del giorno. Lei venne assolto dal giudice, non ci furono conseguenze penali e dunque quel vuoto di memoria restò semplicemente come una momentanea debolezza personale.

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Le minacce, poi la tregua. Ma fra Usa e Iran la pace è appesa a un filo
Ansa
  • Cessate il fuoco di due settimane con la mediazione pakistana. Washington e Teheran cantano vittoria, ma gli attacchi israeliani in Libano rendono la situazione precaria.
  • Il prezzo di gas e petrolio sprofonda dopo le notizie sulla riapertura dello Stretto. Crolla il rendimento dei Btp.

Lo speciale contiene due articoli.

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Il processo Impagnatiello va rifatto da capo
Ansa
  • La Cassazione accoglie il ricorso della Procura di Milano, secondo cui il delitto della fidanzata incinta fu commesso dal barman con premeditazione: ci sarà un procedimento bis per l’attribuzione dell’aggravante. La famiglia della vittima: «Ha gelo interiore».
  • Ammazzò l’amante con il pancione. Condanna ridotta con la Cartabia. Kosovaro rinuncia al secondo grado e si accorda con l’accusa: dall’ergastolo a 26 anni.

Lo speciale contiene due articoli.

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Pure a legge invariata è ancora possibile levare alle correnti il controllo del Csm
Nel riquadro l'ex magistrato e giudice di Cassazione Carlo Maria Grillo (Imagoeconomica)
L'ex magistrato e giudice di Cassazione, Carlo Maria Grillo: «Due proposte: creare un sindacato alternativo all’Anm e chiedere alle toghe autonome di eleggere colleghi sorteggiati».

Analizzando i risultati referendari a bocce ferme, il trionfo del No mi sembra più una «vittoria di Pirro». Altro che «segnale forte e chiaro» (Gratteri); «una vittoria come quella della lotta partigiana» (Bachelet); «nuova primavera per il Paese» (Landini); «Bella Ciao» (magistrati democratici). Il popolo del Sì chiaramente ha perso, ma non deve fasciarsi la testa. Anzi, deve rialzarla subito.

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L’ultima piroetta di Trump (forse) ci evita il lockdown
Donald Trump (Getty Images)
Oggi il premier in Aula su questione energetica e politica internazionale, ma la svolta su Hormuz smonta in anticipo il teatrino preparato dalle opposizioni. Cresce nella maggioranza l’ala ostile al lockdown.

Il ritorno in Parlamento di Giorgia Meloni, dopo il referendum e con il mondo intero con il fiato sospeso per la fragile tregua tra Usa (o meglio, Israele e Usa) e Iran, non sarà una passeggiata. La premier lo sa bene e affila le unghie: il momento è difficile, molto difficile, probabilmente il più cupo della sua esperienza a Palazzo Chigi: un po’ di sollievo sembrava arrivato dal cessate il fuoco accettato da Washington e Teheran, ma ci ha pensato il solito Benjamin Netanyahu, bombardando in maniera terribile il Libano, facendo strage di civili e colpendo anche un veicolo italiano dell’Unifil, a far riesplodere l’incendio.

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