2023-09-27
Berlino contro i dazi alle auto cinesi
Ursula von der Leyen (Ansa)
Il ministro dei Trasporti stronca la proposta di Ursula Von der Leyen. Intanto un’azienda tedesca fa causa a Bruxelles per lo stop alle auto con motori termici dal 2035.L’azienda tedesca Lühmann, attiva nel commercio e nella distribuzione di carburanti sintetici (efuel), ha deciso di intentare una causa contro lo stop alla vendita di nuove auto a benzina e diesel nel 2035, stabilito dall’Unione europea. Secondo quanto ha scritto il settimanale Welt am Sonntag, ripreso in Italia da Quattroruote, la Lühmann punta a ribaltare buona parte del nuovo regolamento comunitario che impone il bando dei modelli endotermici: «Bello consentire solo auto a emissioni zero», ha spiegato l’amministratore delegato Lorenz Kiene, «ma non ha alcun senso misurarle solo allo scarico». Per il top manager, il piano di Bruxelles è «guidato dall’ideologia, non dai fatti: le emissioni vanno quantificate durante l’intero ciclo di vita, anche nel caso delle elettriche». È la prima volta che una singola azienda decide di contrastare una decisione comunitaria facendosi comunque alfiere delle obiezioni più volte sollevate da molti addetti del settore e dai costruttori che mettono nel mirino il sistema di calcolo delle emissioni. Nel frattempo, le direttrici del rilancio delle ambizioni verdi di Bruxelles per l’industria europea sono state riproposte ieri a Praga durante il Green deal summit 23. «Sappiamo tutti che i combustibili fossili sono tossici sia per la salute degli individui che per il pianeta. Un mese fa sono stata in Grecia, un Paese devastato dai peggiori incendi che hanno colpito l’Europa da che ho memoria e solo alcune settimane dopo lo stesso Paese è stato colpito in soli tre giorni dalla pioggia che cade normalmente in tre anni. E lo stesso sta accadendo dalla Libia alla Slovenia, dalla Spagna alle Filippine. Questa è la realtà di un pianeta in ebollizione», ha detto il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Aggiungendo che «le imprese europee stanno sviluppando nuove idee e soluzioni che hanno bisogno di crescere adesso. Per questo hanno bisogno di prevedibilità per programmare i loro investimenti e andare avanti, hanno bisogno di una strada chiara da percorrere. Questo è quello di cui si sta occupando il Green deal. Quattro anni fa abbiamo stabilito una strada chiara per l’Ue in modo che diventi il primo continente climaticamente neutro entro il 2050. Abbiamo incastonato questo piano nella nostra legge per il clima e abbiamo definito una road map affidabile». La Von der Leyen da Praga ha poi annunciato una serie di dialoghi sulla transizione verde con le industrie, «per affrontare le problematiche specifiche che ogni settore ha per quando si tratta di Green deal, competitività e sfide globali». Come dimostra il caso della tedesca Lühmann, forse le industrie andavano sentite prima. Sempre ieri il presidente della Commissione Ue ha ricordato l’avvio di un’indagine anti sovvenzioni nei veicoli elettrici che arrivano dalla Cina. «Le aziende europee saranno sempre pronte per una concorrenza basata sull’economicità e la qualità ma deve essere giusta. Proteggeremo le aziende europee dalla concorrenza sleale», ha aggiunto la Von der Leyen. Attenzione, però: il ministro dei Trasporti tedesco, Volker Wissing, ha respinto l’ipotesi di possibili dazi a seguito dell’indagine della Commissione europea sui sussidi cinesi ai veicoli elettrici (Ev). «In linea di principio non penso molto alla costruzione di barriere sul mercato», ha detto Wissing al quotidiano Augsburger Allgemeine. Una tale politica isolazionista, secondo il ministro, potrebbe innescare una reazione a catena che danneggerebbe enormemente l’economia tedesca, ha affermato Wissing. «Oggi le automobili vengono sigillate, domani i prodotti chimici, e ogni singolo passo in sé rende il mondo più povero. Dobbiamo assicurarci di produrre i nostri veicoli elettrici in modo competitivo, per la Germania e per i mercati mondiali», ha aggiunto.
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