
È arrivata la notizia tanto attesa, ma con un esito che mai nessuno avrebbe voluto: il piccolo Domenico non è trapiantabile. Il comitato di medici, riunito all’ospedale Monaldi di Napoli, ha espresso parere negativo sulla possibilità di eseguire un nuovo trapianto sul piccolo di due anni a cui lo scorso 23 dicembre era stato trapiantato un cuore arrivato danneggiato. Nella tarda mattinata di ieri, un’equipe formata da massimi esperti arrivati da tutta Italia ha valutato le condizioni del bimbo e la predisposizione a un nuovo trapianto, considerando che da oltre cinquanta giorni è collegato all’Ecmo, una macchina che garantisce il supporto extracorporeo alla funzione cardiaca.
Al termine dell’incontro, la Direzione sanitaria ha spiegato, attraverso un comunicato, che il consulto tra gli esperti provenienti dalle principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico, ha consentito un «confronto collegiale e una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile». Ma l’esito non è stato quello sperato: «Alla luce delle valutazioni effettuate al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali, si è stabilito che le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto». La Direzione strategica ha provveduto a informare il Centro nazionale trapianti e ha espresso la «più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile».
La mamma del piccolo, nella tarda serata di martedì, era stata convocata dall’ospedale con urgenza e informata della possibilità di un cuore disponibile se ci fossero state le condizioni di trapiantabilità. Mamma Patrizia è chiusa nel suo dolore, ma continua a lottare per il suo bimbo. L’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste la famiglia, adesso più che mai deve andare fino in fondo. Parlando con i giornalisti dopo la notizia del parere negativo, l’avvocato ha precisato: «Adesso aspettiamo le cartelle cliniche per farle vedere al consulente di parte. Dobbiamo vedere tutta la documentazione. Se non vedo la documentazione dell’ospedale non posso commentare le dichiarazioni del Monaldi, se non la guardo non mi posso esprimere e ora non ho una comunicazione con il Monaldi. Una nota di cinque righe dopo 57 giorni non è sufficiente, dobbiamo leggere tutta la documentazione. Se è finito il momento della speranza, inizia quello della responsabilità». Il legale ha riferito come la mamma ha saputo dell’esito negativo: «Le è stato riferito dai medici in direzione sanitaria. Lei è stata nel reparto prima, durante e dopo la visita dei cardiologi degli ospedali più importanti d’Italia. Non so però quali sono le motivazioni che le hanno dato. Vede che il figlio è ancora in vita, non ha chiuso ancora gli occhi, ma i migliori specialisti le hanno detto che non può ricevere un nuovo trapianto, quindi è anche rassegnata. Non le è stata prospettata alcuna prospettiva. Non abbiamo motivo di contraddirli, ma dobbiamo vedere un attimo la documentazione». Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha espresso vicinanza alla famiglia e ha assicurato che «sarà fatta chiarezza». «Il parere negativo a un nuovo intervento espresso dal comitato di esperti riunito all’ospedale Monaldi», ha detto il ministro, «scrive un epilogo diverso da quello che tutti noi fino alla fine abbiamo sperato, ma occorre attenersi alle indicazioni della scienza. Assieme al Centro nazionale trapianti abbiamo lavorato con impegno e serietà per assicurare nuove opportunità al bambino. Attendiamo di conoscere gli esiti delle indagini delle Procure e delle ispezioni ministeriali su quanto accaduto perché è doveroso fare chiarezza. In questo momento di grande difficoltà tutta la mia vicinanza va alla mamma Patrizia, al papà e alla famiglia del piccolo. Intanto, Carlo Pace Napoleone, direttore della Cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Regina Margherita di Torino e membro del comitato di esperti che si è riunito a Napoli, all’Ansa ha spiegato che cosa succederà al cuoricino che era stato trovato per il piccolo Domenico: sarà espiantato dal donatore a breve e trapiantato a uno degli altri due soli bambini compatibili che sono nella lista d’attesa urgente per l’operazione.
Nella giornata di ieri mamma Patrizia ha poi incontrato il presidente della Regione Campania, Roberto Fico. «Lui - ha riferito il legale della famiglia - le ha chiesto scusa anche se non è colpa sua e le ha detto che faranno giustizia». Il governatore, parlando con i giornalisti, ha poi aggiunto: «Al di là di questo io ho attivato da subito i massimi poteri di vigilanza, controllo e ispettivi della Regione Campania. Ho avuto una relazione di 290 pagine che ho mandato al ministro Schillaci con cui ho avuto anche un incontro già programmato e chiaramente abbiamo parlato del Monaldi. Ci sono anche gli ispettori del ministero, vedremo anche loro poi che cosa diranno».
Intanto, proseguono le indagini della Procura partenopea che vedono sei indagati tra medici e paramedici. L’inchiesta si sta concentrando sul trasporto del cuoricino da trapiantare e, in particolare, sul contenitore che lo conteneva che non sarebbe stato adeguato.






