Dieci persone sono state fermate dai carabinieri di Castello di Cisterna nel campo rom di Caivano (Napoli) con accuse che vanno dalla rapina al furto, al riciclaggio, alla resistenza a pubblico ufficiale e al trasferimento fraudolento di valori. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe messo a segno circa 70 colpi tra furti ai danni di negozianti, rapine ad automobilisti e assalti a sportelli bancari, anche utilizzando la tecnica della «spaccata». Gli indagati avrebbero ostentato sui social network i proventi delle attività criminali.
Ansa
L’uomo, con precedenti, ha strappato il figlio di 5 anni alla madre in un supermarket.
È successo di nuovo. Un altro tentativo di rapimento ai danni di un bambino, per fortuna anche questo andato a monte. Ma come era appena accaduto a Bergamo e, agli inizi gennaio, a Padova, martedì scorso è toccato a Caivano. Un uomo ha tentato di portare via un bimbo di cinque anni, strappandolo alla madre, all’uscita di un supermercato e solo l’intervento dei presenti ha evitato il peggio.
«Dammi il bambino! Questo non è tuo figlio, dammelo!», gridava l’individuo visibilmente alterato tirando il piccolo a sé e tentando di prenderlo in braccio. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso la scena e il video mette i brividi. Sono le 19.30 e due donne, insieme ai figli di 5 e 8 anni, sono ferme davanti al negozio intente a chiacchierare. Il bimbo più piccolo fa qualche corsa avanti e indietro a pochi passi da loro, senza allontanarsi, ma quando vede quell’uomo torna istintivamente dalla mamma a cercare riparo. L’individuo è grande e grosso e porta una felpa rossa, si avvicina al piccolo e lo afferra. È un ghanese di 47 anni con diversi precedenti, visibilmente ubriaco. Interviene l’amica della madre che cerca di allontanarlo, poi le due donne con i bambini entrano precipitosamente nel supermercato. Ma lui le segue cercando ancora di afferrare il piccolo che spaventato grida «Mamma!». A quel punto la cassiera lascia il suo posto e caccia via il malintenzionato con l’aiuto dei presenti. Pochi minuti dopo arriva, in auto, il marito della donna, ignaro di tutto. Lei e il bambino salgono e i tre insieme si dirigono verso casa, senza fare altro.
Le cassiere del supermercato però hanno già chiamato i carabinieri che, grazie al video, individuano subito il ghanese che, ancora alterato, bazzica poco lontano. Dopo averlo fermato, i militari si recano a casa della famiglia, chiusa nel silenzio: «Quando la mamma ha aperto la porta, il bimbo era nella sua cameretta e appena ci ha visti ci è corso incontro e ci ha abbracciati», hanno raccontato i militari intervenuti. Il ghanese è stato trasferito in carcere e denunciato per tentato sequestro di persona.
Non si tratta, però, di un caso isolato. Appena quattro giorni fa, il 14 febbraio, scena quasi identica sempre all’uscita di un supermercato. Intorno alle 13 di sabato, una coppia con la figlioletta di 18 mesi aveva appena varcato la porta scorrevole, quando un uomo ha improvvisamente afferrato la piccola strattonandola con tale violenza da romperle un femore. La mamma, gridando dal terrore, ha trattenuto la piccola mentre il padre si è lanciato sull’aggressore e lo ha immobilizzato aiutato dai presenti. Si tratta di un quarantasettenne senza fissa dimora, noto in città, finito in carcere con l’accusa di tentato sequestro di persona e di lesioni personali aggravate.
E ancora, a inizio gennaio, a Padova: un ventiduenne tunisino si è avvicinato a un giovane padre, fermo sui binari con un passeggino dentro al quale stava la sua bimba di un anno e, dopo averlo colpito al volto con un pugno, è scappato portando con sé la carrozzina. Il padre terrorizzato lo ha inseguito, avvisando la polizia che è riuscito a fermarlo. E mentre il caso di Roma pare risolto, perché la donna che si era presentata in una scuola chiedendo di accompagnare a casa due bambini che non la conoscevano sarebbe stata una babysitter un po’ confusa al primo giorno di lavoro, dalla Corte d’Appello di Bari arriva la classica notizia che nessuno vorrebbe leggere. Un trentaseienne barese accusato di aver tentato di sequestrare una bambina di 5 anni, nel gennaio del 2025, è stato assolto e scarcerato, nonostante fosse stato condannato a 4 anni in primo grado. Secondo i giudici, l’uomo che aveva trascinato la piccola sul suo monopattino per decine di metri, avrebbe in realtà mirato «a un borsello che la mamma della bambina aveva in mano», sbagliando, tuttavia, la presa.
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Un cittadino straniero di 45 anni, visibilmente ubriaco, sull’uscio di un supermercato si è avvicinato a una donna che stava uscendo dopo aver fatto la spesa in compagnia del figlio e le ha urlato: «Questo non è tuo figlio, dammelo!». Poi ha tentato di prenderlo in braccio.
Il fatto è accaduto nella serata di ieri davanti a un supermercato di via Atellana, a Caivano, nel Napoletano. L’uomo è stato arrestato. A ricostruire la vicenda, grazie alla testimonianza delle persone presenti e alla visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, sono stati i carabinieri, allertati da una telefonata. Dagli accertamenti è emerso che, all’uscita del supermercato, si è avvicinato un uomo di nazionalità ghanese che ha urlato: «Questo non è tuo figlio, dammelo!», indicando il bimbo di 5 anni. I militari hanno trovato il 45enne che bazzicava ancora nei pressi del market e lo hanno arrestato. È stato trasferito in carcere: deve rispondere di tentato sequestro di persona.
(Arma dei Carabinieri)
Le immagini di un sistema avanzato di videosorveglianza hanno mostrato ai militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale e della stazione di Caivano un uomo incendiare 25 sacchi di scarti tessili. Quintali di rifiuti, la cui combustione ha alimentato una nube di fumo che ha avvolto anche alcune abitazioni vicine.
L’arresto in flagranza differita di un 57enne di Acerra eseguito a Caivano è frutto del lavoro coordinato dei Carabinieri della Regione Forestale Campania e del Comando Provinciale partenopeo. Un’attività che muove i suoi passi dal decreto recentemente entrato in vigore in materia di illeciti ambientali e dagli schermi collegati ad una moderna «control room», una struttura che accentra segnalazioni, flussi informativi e richieste di intervento nelle province napoletana e casertana con un comune denominatore: la lotta all’inquinamento.
L’integrazione della nuova normativa a questo sistema di coordinamento consente di individuare e monitorare situazioni a rischio, consentendo una mobilitazione immediata delle pattuglie sul territorio.
Le immagini di un sistema di videosorveglianza dedicato hanno mostrato ai militari del NIPAAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale) e della stazione di Caivano un soggetto intento ad incendiare 25 sacchi di scarti tessili. Quintali di rifiuti, la cui combustione ha generato una nube di fumo che ha avvolto anche alcune abitazioni vicine.
Secondo quanto documentato in poche ore, il 57enne avrebbe alimentato le fiamme e poi si sarebbe allontanato a bordo del suo suv. Le pattuglie intervenute, collegate con la «control room», hanno ricostruito il tragitto del veicolo e ne hanno identificato il proprietario. L’uomo è stato rintracciato qualche ora dopo la registrazione delle immagini e arrestato in flagranza differita nella sua abitazione. E’ ora ai domiciliari, in attesa di giudizio.
L’intera operazione costituisce un esempio concreto dell’efficacia della nuova normativa - che supera i limiti della tradizionale flagranza - e del lavoro sinergico e strutturato dell’Arma dei Carabinieri.
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(Arma dei Carabinieri)
Sequestrato dai militari dell'Arma oltre un chilo di cocaina nascosta grazie all'utilizzo di dispositivi elettronici.
L’attività dei Carabinieri della Compagnia di Caivano non si è mai fermata. Nel rione Parco Verde e nel “Bronx” l’attenzione è sempre alta. E ogni timido tentativo di ripristinare le piazze di spaccio è immediatamente bloccato. Come accaduto nelle ultime ore. Durante una perquisizione a tappeto degli ambienti comuni nel complesso popolare che nel nome richiama il più noto distretto newyorkese, i militari della locale stazione hanno scoperto l’ennesimo luogo di smercio. Nell’androne condominiale di uno dei palazzoni, un vano a doppio fondo, alimentato da un ingegnoso sistema elettronico. All’interno 16 panetti di cocaina: 1 chilo e 200 grammi di polvere ancora da tagliare. Sotto un corrimano di una rampa di scale ancora droga, 167 grammi di hashish e un proiettile calibro 22. In un sottoscala, invece, una piccola postazione di monitoraggio dell’area. Telecamere in HD puntate lungo le strade collegate ad un grosso monitor per intercettare l’arrivo delle forze dell’ordine e dare l’allarme ai pusher. Un concentrato di tecnologia servito a poco.
Il servizio, mirato a indebolire il già fiacco traffico di stupefacenti della zona, non ha trascurato i controlli alla circolazione. 98 i veicoli ispezionati, 21 quelli sanzionati.
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