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Banche, gli utili tornano ai livelli pre-Covid, ma soltanto grazie a alle svalutazioni dei crediti

Banche, gli utili tornano ai livelli pre-Covid, ma soltanto grazie 
a alle svalutazioni dei crediti

Gli utili delle banche

Le banche italiane archiviano lo stop indotto dal Covid recuperando i livelli di redditività del 2019. È quello che emerge dai conti del 2021 licenziati nelle ultime settimane dalla platea degli istituti bancari. Gli utili sono tornati, dopo la profonda caduta del 2020 che di fatto aveva visto scendere sotto lo zero il monte profitti cumulato dal settore. Di fatto per le prime 5 banche italiane, da Intesa a UniCredit, dal Banco Bpm a Mps e Bper, il conto finale dell’anno appena trascorso segna utili aggregati per 7,12 miliardi. Poco sotto i 7,7 miliardi prodotti nel 2019, l’anno prima dello scoppio della pandemia globale che ha visto utili cumulati delle prime 5 banche andare in rosso per 937 milioni.

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La rabbia degli italiani per la decisione del tribunale dei minori dell'Aquila: manifestazioni a Vasto per la famiglia nel bosco dopo la separazione dai figli.

Rete elettrica e rinnovabili: le leve per la sicurezza e la competitività dell’Italia
Giuseppina Di Foggia (Imagoeconomica)
Studio Teha-Terna sul ruolo dell’infrastruttura di trasmissione: l’espansione di eolico e fotovoltaico, con nuovi investimenti, rafforza l’indipendenza energetica e riduce i costi.

La rete di trasmissione elettrica si conferma una delle infrastrutture strategiche per il futuro energetico ed economico dell’Italia. In un contesto caratterizzato dalla crescita delle fonti rinnovabili e dalla necessità di rafforzare sicurezza e autonomia energetica, il sistema elettrico nazionale è chiamato a evolversi per integrare in modo efficiente nuova produzione da solare ed eolico e sistemi di accumulo. È questo il quadro che emerge dallo studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da Teha Group in collaborazione con Terna e presentato a Roma, che analizza l’evoluzione del mix energetico e gli effetti economici degli investimenti nella rete.

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Finalmente ci si mette a studiare don Giussani
Don Giussani (Ansa)
A 21 anni dalla scomparsa, e a poche settimane dalla conclusione della fase diocesana della causa di beatificazione, nasce un Centro internazionale dedicato al fondatore di CL. Che chiude anni di distanza degli ambienti accademici dal suo pensiero.

«Quando [nel 1954 don Luigi] Giussani lasciò la docenza teologica per dedicarsi a tempo pieno ai ragazzi del liceo Berchet di Milano, non aveva il convincimento di iniziare qualcosa di inedito. Voleva semplicemente far conoscere in maniera più efficace, più coerente, più persuasiva il cristianesimo di sempre agli adolescenti che gli si presentavano». Con queste parole il cardinale Giacomo Biffi, amico personale di don Giussani (1922-2005), descrive in modo plastico l’opera del prete brianzolo per cui il prossimo 14 maggio sarà dichiarata conclusa la fase diocesana della causa di beatificazione.

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