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2019-12-30
Anno nuovo, piano telefonico nuovo: guida a tariffe e contratti
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La Wind dà la possibilità di scegliere fra tre piani telefonici molto interessanti:
- Wind smart Pack: offre minuti illimitati, 30 Giga e uno smartphone incluso (Zte blade A5 2019), al costo di 11,90 euro al mese. Oppure un Samsung Galaxy A10 con un anticipo di 39,99 euro. La durata contrattuale è di 30 mesi. Wind dà anche la possibilità ai suoi clienti di proteggere il proprio smartphone scegliendo la soluzione "smartphone reload" che permette di sostituire il dispositivo in un solo giorno e senza vincoli per un mese.
- Promozione famiglia Huawei P30: Huawei P30 e Huawei P30 disponibili, anche ad anticipo zero, a partire da 7.99 euro al mese, in abbinamento ad altre offerte Wind
- Oltre a queste Wind offre la "promo 100 Giga" che prevede Giga, sms e minuti illimitati. E regala 100 Giga ogni mese fino al primo marzo a tutti i nuovi clienti tutti i nuovi clienti che sottoscrivono "all Inclusive easy pay", anche nelle versioni "smart", "young" e "senior".
Anche la Tre si allinea alle offerte dalla Wind con:
- Promo Xiaomi: L'iniziativa "3 Xmas edition" prevede, all'acquisto di uno smartphone Xiaomi, un buono del valore di 34,99 euro, da utilizzare sullo store mi.com. Nel negozio virtuale sarà possibile avere il nuovo Mi smart band 4 (orologio digitale) in regalo, oppure scegliere tra i numerosi altri device disponibili. Inoltre, gli smartphone Xiaomi Redmi 8, Mi Note 10 e Redmi Note 8T sono acquistabili, ad anticipo zero, con l'offerta speciale "All –In Power Xmas Edition", che al costo mensile di 11,99 euro, prevede minuti, sms illimitati e 100 Giga di navigazione con "Giga Bank" (sistema che non ti fa perdere i Giga non usati nel mese)
- Promo "Top Smartphone" con free: la promozione "Top Smartphone" propone ad anticipo zero iPhone XR, Samsung Galaxy S10 o un Huaway P30 Pro, in abbinamento a una delle offerte "All- in" di 3. Per avere anche la protezione Kasko inclusa e la possibilità di cambiare smartphone senza costi, è possibile scegliere la soluzione "free", disponibile scontata a 3,99 euro in più al mese, invece di 5,99 euro.
- Promo "3Cube Xl": Il nuovo WebCube.4G+, un router Wi-Fi ancora più veloce per collegare contemporaneamente fino a 20 dispositivi, è incluso ad anticipo zero con la soluzione "3Cube Xl".
Passando a Vodafone, l'offerta è ampia. Ci sono i pacchetti che offrono il 5G (Infinito, infinito gold edition e infinito black edition) che vanno dai 26,99 euro al mese ai 39,99 euro al mese. Questi tre pacchetti offrono però anche altre possibilità oltre, ai Giga illimitati e l'avere i minuti in territori extra Ue.
- Infinito: dà la possibilità di avere Tidal premium (servizio di streaming musicale) gratis per 12 mesi. Dopodiché si dovranno pagare 8.99 euro al mese. Oltre a questo, con la promozione si può scegliere se avere anche un Sansung Galaxy A20, 32 Gb, pagando subito 9,99 euro, e restando legato per 24 mesi a Vodafone.
- Infinito gold edition: offre la possibilità di avere per 12 mesi Sky sport mix e gli show e le serie di NowTv senza pagare nulla. Scaduto il termine il costo sarà di 4,99 euro al mese. Anche in questo caso si può avere un Samsung Galaxy A40, 64 Gb, pagando subito 49.99 euro e restando in Vodafone per 24 mesi.
- Infinito Black Edition: dà la possibilità di avere Tidal, Sky sport mix e NowTv per 12 mesi senza pagare nulla. Alla scadenza si dovrà pagare per Tidal 9,99 euro al mese e per Sky sport mix e NowTv 4,99 euro al mese. Anche in questo caso si potrà scegliere se avere un GalaxyS10, 128Gb, pagando subito 199,99 euro e restando legato a Vodafone per 24 mesi.
Vodafone ha una variegata offerta ma ci sono due offerte dove non è specificata nel dettaglio la presenza del roaming:
- Simple Digital: offerta a 14,99 euro al mese (una delle più basse di Vodafone) da cartellino esposto parla solo di 20 Giga di internet sulla Giga network 5G, 1000 minuti e 1000 sms.
- Red Unlimited smart: a 18,99 euro al mese ha 40 Giga (5giga), minuti ed s
- sms illimitati, minuti verso Ue illimitati e giga illimitati per "le tue app" (what's up, google Maps, instagra e Spotyfy)
- Red Unlimted Ultra: 24,99 euro al mese oltre ai 30 Giga, minuti, sms, chiamate verso l'Ue illimitati e specifica anche di avere il roaming di 1 Giga + 200 minuti.
Anche Tim, come Vodafone, ha una vasta offerta di promozione e combinazioni varie. Soffermandosi su quelle con il 5G ce ne sono tre:
- Tim Advance 4.5G: 19,99 euro al mese, 40 Giga, minuti, sms illimitati, roaming Ue incluso nella promozione e una velocità fino a 700 Mbps
- Tim Advance 5G: 29,99 euro al mese, 50 Giga, minuti, sms illimitati, roaming Ue incluso, "l'estero loSai e ChiamaOra" incluso e velocità fino a 2Gbps.
- Tim Advance 5G Top: 49,99 euro al mese, minuti, sms illimitati, roaming Ue incluso più zona Extra Ue previsti 3Gb e minuti esteri per 250, velocità fino a 2 Gbps. Si può inoltre scegliere fra sei smartphone stando legato a Tim per 30 mesi: un iPhone 11, 128Gb, con un anticipo di 199 euro, oppure un Samsung Galaxy S10, con un anticipo di 199 euro al mese e una permanenza di 30 mesi in Tim. Un Samsung Galaxy Note 10, con un anticipo di 199 euro e una permanenza di 30 mesi. Un Huawei P30 Pro, un Samsung Galaxy Note 10+ e un Samsung Galaxy S10, 128 Gb, un iPne 11 Pro 128 Gb (10 euro al mese), Xiaomi Mi Mix 3 5G 128 Gb e un Oppo Reno 5g con un anticipo di 199 euro.
In campo di smartphone Tim dà anche da possibilità di avere diversi modelli di iPhone 11 a 64, 128, 256 e 512 Gb da un minimo di 25 euro al mese con un anticipo di 99 euro e una permanenza di 30 mesi a 45 euro al mese con un anticipo di 349 euro.
Passando alle offerte dei nuovi operatori digitali troviamo Ho. Sono tre i piani telefonici che possono interessare per il pezzo modesto, rispetto alle case tradizionali:
- Offerta Ho 5,99 euro: al prezzo di 5,99 euro al mese Ho offre 70 Giga, minuti, sms illimitati, 4G con velocità fino a 30 Mbps. Quando si è in Ue si possono usar senza costi aggiunti tutti i minuti e gli Sms dell'offerta e 4,8 giga per navigare.
- Offerta Ho 8,99 euro: a questo prezzo si hanno 50 Giga, minuti, Sms illimitati, 4G con velocità fino a 30 Mbps e possibilità di navigare anche in Ue.
- Offerta 12,99 euro: l'ultima offerta prevede 50 Giga in 4G, minuti, sms illimitati e possibilità di navigare anche in Ue senza sovra costi.
Iliad, anche questo operatore presenta soluzioni ad un costo inferiore rispetto ai classici. E dunque abbiamo:
- Giga 50: questa offerta prevede 50 Gb, minuti, sms illimitati, viaggi in Europa con 4gb ed sms e minuti illimitati, minuti illimitati verso fissi e mobili internazionali a 7,99 euro al mese
- Voce: 40 Mb in 4G/4G+, minuti, sms illimitati, in Europa minuti, sms illimitati + 40mb dedicati al roaming Europa a 4,99 euro al mese
- Infine c'è l'ultima offerta di 6,99 euro al mese che offre chiamate e sms illimitati, 40 Gb e in Europa sms e minuti illimitati e il 3GB dedicati.
Accanto agli operatori non tradizionali si sono sviluppate altre soluzioni come Poste mobili. Anche in questo caso le offerte sono delle più disparate: si va infatti dai cinque ai nove euro al mese massimo. Ovviamente le offerte sono più limitate sia in termini di gadget che smartphone su cui scegliere, rispetto agli operatori classici.
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Vademecum per scegliere il piano più adatto alle proprie esigenze, ci si deve però destreggiare in una giungla di offerte e operatori telefonici tradizionali e non. A tutto questo si aggiunge molto spesso la possibilità di avere uno smartphone o un gadget tecnologico insieme alla tariffa telefonica, che può far rivalutare la scelta fatta inizialmente.Cosa offre il 2020?La Wind dà la possibilità di scegliere fra tre piani telefonici molto interessanti: Wind smart Pack: offre minuti illimitati, 30 Giga e uno smartphone incluso (Zte blade A5 2019), al costo di 11,90 euro al mese. Oppure un Samsung Galaxy A10 con un anticipo di 39,99 euro. La durata contrattuale è di 30 mesi. Wind dà anche la possibilità ai suoi clienti di proteggere il proprio smartphone scegliendo la soluzione "smartphone reload" che permette di sostituire il dispositivo in un solo giorno e senza vincoli per un mese. Promozione famiglia Huawei P30: Huawei P30 e Huawei P30 disponibili, anche ad anticipo zero, a partire da 7.99 euro al mese, in abbinamento ad altre offerte Wind Oltre a queste Wind offre la "promo 100 Giga" che prevede Giga, sms e minuti illimitati. E regala 100 Giga ogni mese fino al primo marzo a tutti i nuovi clienti tutti i nuovi clienti che sottoscrivono "all Inclusive easy pay", anche nelle versioni "smart", "young" e "senior".Anche la Tre si allinea alle offerte dalla Wind con: Promo Xiaomi: L'iniziativa "3 Xmas edition" prevede, all'acquisto di uno smartphone Xiaomi, un buono del valore di 34,99 euro, da utilizzare sullo store mi.com. Nel negozio virtuale sarà possibile avere il nuovo Mi smart band 4 (orologio digitale) in regalo, oppure scegliere tra i numerosi altri device disponibili. Inoltre, gli smartphone Xiaomi Redmi 8, Mi Note 10 e Redmi Note 8T sono acquistabili, ad anticipo zero, con l'offerta speciale "All –In Power Xmas Edition", che al costo mensile di 11,99 euro, prevede minuti, sms illimitati e 100 Giga di navigazione con "Giga Bank" (sistema che non ti fa perdere i Giga non usati nel mese) Promo "Top Smartphone" con free: la promozione "Top Smartphone" propone ad anticipo zero iPhone XR, Samsung Galaxy S10 o un Huaway P30 Pro, in abbinamento a una delle offerte "All- in" di 3. Per avere anche la protezione Kasko inclusa e la possibilità di cambiare smartphone senza costi, è possibile scegliere la soluzione "free", disponibile scontata a 3,99 euro in più al mese, invece di 5,99 euro. Promo "3Cube Xl": Il nuovo WebCube.4G+, un router Wi-Fi ancora più veloce per collegare contemporaneamente fino a 20 dispositivi, è incluso ad anticipo zero con la soluzione "3Cube Xl". Passando a Vodafone, l'offerta è ampia. Ci sono i pacchetti che offrono il 5G (Infinito, infinito gold edition e infinito black edition) che vanno dai 26,99 euro al mese ai 39,99 euro al mese. Questi tre pacchetti offrono però anche altre possibilità oltre, ai Giga illimitati e l'avere i minuti in territori extra Ue. Infinito: dà la possibilità di avere Tidal premium (servizio di streaming musicale) gratis per 12 mesi. Dopodiché si dovranno pagare 8.99 euro al mese. Oltre a questo, con la promozione si può scegliere se avere anche un Sansung Galaxy A20, 32 Gb, pagando subito 9,99 euro, e restando legato per 24 mesi a Vodafone. Infinito gold edition: offre la possibilità di avere per 12 mesi Sky sport mix e gli show e le serie di NowTv senza pagare nulla. Scaduto il termine il costo sarà di 4,99 euro al mese. Anche in questo caso si può avere un Samsung Galaxy A40, 64 Gb, pagando subito 49.99 euro e restando in Vodafone per 24 mesi. Infinito Black Edition: dà la possibilità di avere Tidal, Sky sport mix e NowTv per 12 mesi senza pagare nulla. Alla scadenza si dovrà pagare per Tidal 9,99 euro al mese e per Sky sport mix e NowTv 4,99 euro al mese. Anche in questo caso si potrà scegliere se avere un GalaxyS10, 128Gb, pagando subito 199,99 euro e restando legato a Vodafone per 24 mesi. Vodafone ha una variegata offerta ma ci sono due offerte dove non è specificata nel dettaglio la presenza del roaming: Simple Digital: offerta a 14,99 euro al mese (una delle più basse di Vodafone) da cartellino esposto parla solo di 20 Giga di internet sulla Giga network 5G, 1000 minuti e 1000 sms. Red Unlimited smart: a 18,99 euro al mese ha 40 Giga (5giga), minuti ed s sms illimitati, minuti verso Ue illimitati e giga illimitati per "le tue app" (what's up, google Maps, instagra e Spotyfy) Red Unlimted Ultra: 24,99 euro al mese oltre ai 30 Giga, minuti, sms, chiamate verso l'Ue illimitati e specifica anche di avere il roaming di 1 Giga + 200 minuti. Anche Tim, come Vodafone, ha una vasta offerta di promozione e combinazioni varie. Soffermandosi su quelle con il 5G ce ne sono tre: Tim Advance 4.5G: 19,99 euro al mese, 40 Giga, minuti, sms illimitati, roaming Ue incluso nella promozione e una velocità fino a 700 Mbps Tim Advance 5G: 29,99 euro al mese, 50 Giga, minuti, sms illimitati, roaming Ue incluso, "l'estero loSai e ChiamaOra" incluso e velocità fino a 2Gbps. Tim Advance 5G Top: 49,99 euro al mese, minuti, sms illimitati, roaming Ue incluso più zona Extra Ue previsti 3Gb e minuti esteri per 250, velocità fino a 2 Gbps. Si può inoltre scegliere fra sei smartphone stando legato a Tim per 30 mesi: un iPhone 11, 128Gb, con un anticipo di 199 euro, oppure un Samsung Galaxy S10, con un anticipo di 199 euro al mese e una permanenza di 30 mesi in Tim. Un Samsung Galaxy Note 10, con un anticipo di 199 euro e una permanenza di 30 mesi. Un Huawei P30 Pro, un Samsung Galaxy Note 10+ e un Samsung Galaxy S10, 128 Gb, un iPne 11 Pro 128 Gb (10 euro al mese), Xiaomi Mi Mix 3 5G 128 Gb e un Oppo Reno 5g con un anticipo di 199 euro. In campo di smartphone Tim dà anche da possibilità di avere diversi modelli di iPhone 11 a 64, 128, 256 e 512 Gb da un minimo di 25 euro al mese con un anticipo di 99 euro e una permanenza di 30 mesi a 45 euro al mese con un anticipo di 349 euro. Passando alle offerte dei nuovi operatori digitali troviamo Ho. Sono tre i piani telefonici che possono interessare per il pezzo modesto, rispetto alle case tradizionali: Offerta Ho 5,99 euro: al prezzo di 5,99 euro al mese Ho offre 70 Giga, minuti, sms illimitati, 4G con velocità fino a 30 Mbps. Quando si è in Ue si possono usar senza costi aggiunti tutti i minuti e gli Sms dell'offerta e 4,8 giga per navigare. Offerta Ho 8,99 euro: a questo prezzo si hanno 50 Giga, minuti, Sms illimitati, 4G con velocità fino a 30 Mbps e possibilità di navigare anche in Ue. Offerta 12,99 euro: l'ultima offerta prevede 50 Giga in 4G, minuti, sms illimitati e possibilità di navigare anche in Ue senza sovra costi. Iliad, anche questo operatore presenta soluzioni ad un costo inferiore rispetto ai classici. E dunque abbiamo: Giga 50: questa offerta prevede 50 Gb, minuti, sms illimitati, viaggi in Europa con 4gb ed sms e minuti illimitati, minuti illimitati verso fissi e mobili internazionali a 7,99 euro al mese Voce: 40 Mb in 4G/4G+, minuti, sms illimitati, in Europa minuti, sms illimitati + 40mb dedicati al roaming Europa a 4,99 euro al mese Infine c'è l'ultima offerta di 6,99 euro al mese che offre chiamate e sms illimitati, 40 Gb e in Europa sms e minuti illimitati e il 3GB dedicati. Accanto agli operatori non tradizionali si sono sviluppate altre soluzioni come Poste mobili. Anche in questo caso le offerte sono delle più disparate: si va infatti dai cinque ai nove euro al mese massimo. Ovviamente le offerte sono più limitate sia in termini di gadget che smartphone su cui scegliere, rispetto agli operatori classici.
Ma la finanza, si sa, ha bisogno di battezzare continuamente nuove tendenze. Così, dai Faang siamo passati ai «Magnifici 7» (Alphabet, Amazon, Apple, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla), fino all’ultimo arrivato dei circoli finanziari: i Batmmaan. In questa nuova sigla, il mantello del supereroe è indossato da Broadcom, unendosi ai soliti noti (Apple, Tesla, Microsoft, Meta, Amazon, Alphabet e Nvidia) per cavalcare l’onda dei chip e dell’Intelligenza artificiale. Tuttavia, dietro questa girandola di lettere si nasconde un’insidia che il risparmiatore non dovrebbe mai sottovalutare. «Bisogna prendere sempre con le pinze l’approccio basato su ricette facili e acronimi da replicare», spiega Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf, «perché ogni epoca ha i suoi campioni, ma la gloria è spesso effimera. Molte società cadono in disgrazia o escono dai favori degli investitori non appena i temi sottostanti cambiano. Investire scegliendo “sic et simpliciter”, i migliori titoli del passato, è una trappola: investire non è come giocare la schedina sapendo i risultati il lunedì successivo».
Nel maggio 2026, la compattezza di questi gruppi sta venendo meno. Se la capitalizzazione complessiva dei Magnifici 7 ha raggiunto la cifra astronomica di 20.000 miliardi di euro, le performance iniziano a divaricarsi. Mentre Alphabet segna un +117% annuo, titoli come Microsoft (-10,18%) e Meta (-6,9%) mostrano in alcuni casi segnali di stanchezza.
«Il problema è che il mercato seleziona i nomi quando sono già sulla bocca di tutti», osserva l’analista e consulente finanziario indipendente, «ma oggi i criteri devono essere più sofisticati. La capacità di trasformare l’IA in flussi di cassa reali è l’unico driver che conta davvero, e non tutti i componenti di questi acronimi ci stanno riuscendo allo stesso modo». E un portafoglio di investimenti deve essere diversificato e profilato per ciascun investitore in base alla sua propensione al rischio e alla capacità di sostenere perdite che, riguardo i titoli «tech», possono arrivare anche a un’escursione avversa del -70%. Ha certo senso avere in portafoglio diversi di questi titoli, ma è bene conoscere le regole del «gioco» e non proiettare mai i rendimenti passati nel futuro.
Peraltro, secondo alcuni analisti il dominio tecnologico Usa non è più un dogma. L’ascesa di realtà cinesi come DeepSeek nel campo dell’IA ha dimostrato che la supremazia dei semiconduttori americani è attaccabile, provocando ondate di volatilità che colpiscono i portafogli troppo concentrati.
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Giacomo Biffi (Imagoeconomica)
C’è stato l’11 settembre, siamo in pieno scontro di civiltà e la minaccia della jihad si espande sull’Occidente. L’immigrazione, soprattutto da Sud a Nord, sta diventando ingestibile. In America c’è George W. Bush, in Cina Hu Jintao, in Russia comanda già Vladimir Putin. Nel 2001, dopo la strage delle Torri gemelle, la Nato invade l’Afghanistan nel tentativo di smantellare Al Qaeda di Osama Bin Laden. Nel 2003 inizia la seconda Guerra del golfo. E Giacomo Biffi, cardinale e arcivescovo di Bologna dal 1984, pubblica con Piemme questo Piccolo dizionario del cristianesimo. Quando si vivono momenti di crisi si è soliti cercare conforto nei grandi classici. Ma nella fattispecie non vale perché alla sua prima edizione questo testo prezioso ebbe un’accoglienza tiepida. Ora, grazie a Cantagalli che meritoriamente lo riedita con una nuova veste grafica e la cura della carmelitana scalza Emanuela Ghini, che nelle 80 voci, da Aborto a Vuotezza, ha inserito sottotitoli che ne aiutano la lettura, un saggio dimenticato svela tutta la sua forza e attualità.
In ordine alfabetico, la prima voce è «Aborto». Scrive Biffi, citando un ministro che per promuovere un provvedimento ha detto che non è «un’istigazione al matrimonio», «riteniamo iniqua la legge 194 - ipocritamente intitolata “per la tutela della maternità” - che autorizza e addirittura finanzia la soppressione delle creature umane prima della nascita. Questa sì che è una “istigazione”: è una istigazione a commettere quello che il Concilio Vaticano II chiama l’“abominevole delitto dell’aborto”».
Trattandosi, però, di un dizionario del cristianesimo è da questa voce che conviene iniziare. Biffi muove dalla consapevolezza di quale tesoro contenga la fede e, geloso delle sue peculiarità fuori da ogni catalogo, ne canta la potenza e la carica eversiva rispetto alla «mentalità di questo secolo» (San Paolo). Non piega il cristianesimo a pretesto per militanze politiche, a spunto per posizioni che non abbiano a cuore il destino ultimo dell’uomo e la preoccupazione esclusiva per il suo bene. È «inconfrontabile» con le altre religioni «perché nella sua realtà più autentica è una persona, la persona di Cristo, il Verbo che si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi». Si può anche dire «che tutte le religioni hanno del buono […] purché non si dimentichi che […] il cristianesimo è un fatto, e i fatti non si scelgono, “sono”. Include ovviamente delle idee circa la divinità, delle norme etiche, dei riti, come tutte le religioni; ma primariamente è un avvenimento, e come tale è unico e imparagonabile».
In alcuni passaggi si avverte l’eco della predicazione di monsignor Luigi Giussani, con il quale Biffi ha condiviso la formazione nel seminario di Venegono. Fede e ragione sono sorelle. La ragione cerca la fede. Si apre all’avvento della fede, la contempla come possibilità reale. Invece, a un certo punto si è cominciato a dire «che sono suocera e nuora», incompatibili. E l’uomo, pensando di diventare padrone autosufficiente, in realtà, si è perso. Ha cancellato Dio Padre. Ha cominciato a teorizzarne la morte. Trasformando il mondo in un gigantesco e «malinconico orfanotrofio», abitato da gente che ha come prospettiva quella di essere «figlia del caso». «Anche oggi», continua l’arcivescovo, «la questione prima e più decisiva per l’umanità è riscoprire la paternità di Dio». Non c’è scampo, scrive Biffi osservando la presa nell’opinione pubblica dei vari socialismi e solidarismi: «Se vogliamo vivere da fratelli e salvarci, dobbiamo ripartire dal Padre». Ma per far questo occorre rispondere all’imperativo che ci pone Cristo. O è il Figlio di Dio fatto uomo, e allora non resta che seguirlo, o è un impostore. Nessuno, «per quanto faccia l’indifferente o il disinteressato», può sfuggire a questo interrogativo. «Non è possibile rimanere neutrali [...], Gesù non è uno che mette d’accordo tutti… Non è un ansiolitico, è una sfida». Per aiutarci a raccoglierla il Padreterno ci ha lasciato la Chiesa, il «capolavoro compiuto da Dio con i deludenti materiali umani». Ecco l’ironia di Biffi. La sua lezione di umiltà, l’invito a non tirarcela, a non attribuirci troppi meriti, ma a riconoscere la benevolenza divina.
Il cardinale si rivolge allora alla Chiesa, esortandola a prendere il largo se vuole che «la pesca di uomini non riesca infruttuosa. Una Chiesa assimilata a quella che san Paolo chiama “la mentalità di questo secolo” non converte nessuno». «Non dare ascolto a chi, nell’intento di avvicinarti alle realtà della terra, in definitiva ti conduce a insabbiarti. Se ti insabbi diventi superflua, anzi inutile nella vicenda umana, perché sei fatta per navigare». In altre parti usa la metafora del sale «dolcificato». È l’urgenza dell’identità. «Nessun doveroso rispetto di chi ha opinioni diverse dalle nostre deve portarci a poco a poco allo stemperamento della fedeltà a colui che è il solo Maestro». Sbagliano i cattolici che, desiderosi di essere accolti, si assimilano alle ideologie prevalenti. Il sale, «che ha un sapore pungente», dolcificato non serve se non a essere gettato.
Oltre ai cristiani tiepidi, bersaglio dell’autore di Contro maestro Ciliegia (Jaca Book, 1977) è l’enfasi del progresso. Il mondo contemporaneo vive un’«angoscia» causata all’uomo «dalle sue stesse bravure». Il Novecento «era iniziato con una immensa speranza che il mito del progresso, i trionfi della scienza, l’affermazione della libertà individuale e della socialità […] garantissero un’epoca illimitata di pace e di serena fraternità tra i popoli». Ma invece è diventato il «secolo più insanguinato e più crudele della storia». Le guerre sono sempre state orrende ma, «prima che un culto enfatizzato e irrazionale della ragione spegnesse il senso cristiano dei nostri popoli», riguardavano i soldati di mestiere. Oggi «“le guerre totali” - dove non vengono risparmiati né le donne né i bambini né gli anziani - sono un apporto del così detto progresso. Davvero c’è da augurarsi che l’umanità non “progredisca” più in modo così perverso e insipiente».
Questo mito alimenta il proliferare di «troppe cattedre senza autorevolezza» protese più all’apparire che all’essere. «La “scena di questo mondo” sembra essere ciò che più di tutto viene ricercato e apprezzato», osserva Biffi. «L’immagine di un uomo, che occupi frequentemente gli schermi televisivi, diventa più importante dell’originalità dei suoi pensieri, della saggezza delle sue parole, della qualità morale del suo comportamento […]. Il messaggio è buono a misura non della positività del suo contenuto, ma del suo successo e dell’ampiezza della sua risonanza». E pazienza se genera «confusione» promuovendo relativismo e scetticismo. Più che mai affilato lo sguardo con cui il cardinale descrive la società contemporanea, priva di speranza. «Il nostro tempo ha saputo dare all’uomo tanti ritrovati mirabili: per esempio, la velocità negli spostamenti, la diffusione domiciliare delle notizie, i prodigi dell’informatica, nuove sorgenti di suoni e di frastuoni, nuove inesauste fabbriche di chimere e di sogni», comprese, potremmo aggiungere oggi, le mirabilie dell’Intelligenza artificiale. «La sola cosa che non ha saputo dare all’uomo è proprio la speranza, la quale anzi è andata nel mondo sempre più affievolendosi».
Gesù è venuto per salvare i peccatori. Questo è il contenuto dell’«evangelizzazione». Poi certo, i cristiani esorteranno alla solidarietà e si preoccuperanno della giustizia, ma senza dimenticare che lo scopo della missione in terra di Cristo è «la salvezza integrale e trascendente degli sventurati figli di Adamo». Non bastano, dunque, un solidarismo sentimentale o un amore delegato alle istituzioni. «Il Samaritano non è andato a interessare l’Unità sanitaria locale, si è piegato lui sul ferito». Perciò, «non è più possibile amare Dio senza amare il fratello; e non è più possibile amare il fratello senza amare Dio». Quando la testimonianza dei battezzati sbiadisce, «compaiono manifestazioni di razzismo e di sopraffazione di un gruppo sull’altro», ma non di rado, osserva Biffi, ci si imbatte in «qualche forma di razzismo culturale e ideologico, in cui capita che particolarmente si distinguano proprio coloro che a gran voce si conclamano antirazzisti».
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Il Crystal Palace festeggia la Conference League dopo la vittoria per 1-0 in finale contro il Rayo Vallecano (Ansa)
Gli inglesi battono 1-0 il Rayo Vallecano nella finale di Lipsia e conquistano il primo trofeo europeo della loro storia. Decide Mateta nella ripresa. Terzo titolo in un anno per la squadra di Glasner dopo FA Cup e Community Shield.
La chiusura del cerchio perfetto nel calcio esiste. Chiedere al Crystal Palace, uno dei 17 club professionistici di Londra e uno dei 7 che militano in Premier League, da questa notte sul tetto d’Europa, per la prima volta nella sua storia lunga 121 anni.
Le Eagles, alla loro prima partecipazione in una competizione europea, hanno fatto subito centro battendo nella finale di Lipsia il Rayo Vallecano e aggiungendo in bacheca la Conference League. Una bacheca fino a poco meno di un anno fa praticamente vuota e che sotto la gestione di Oliver Glasner, tecnico austriaco classe 1974 che in Europa aveva già trionfato vincendo nel 2021 l’Europa League alla guida dell’Eintracht Francoforte, ha improvvisamente iniziato a riempirsi. Il 17 maggio 2025 la vittoria in FA Cup, battendo in finale il Manchester City di Pep Guardiola. Qualche mese più tardi, il 10 agosto, il successo ai rigori contro il Liverpool nel Community Shield. E ora la consacrazione europea. Tre trofei nel giro di 12 mesi a chiusura di un cerchio, appunto, dove nulla è stato scontato, anzi. La stagione del Palace aveva tutti i presupposti per non essere all’altezza della precedente, con le cessioni eccellenti di Eze all’Arsenal e Guehi al City che ne hanno compromesso l’andamento in campionato, tanto da chiudere la Premier con un modestissimo 15° posto. Motivo per cui, a un certo punto della stagione, Glasner ha deciso di puntare tutto sulla Conference. La vittoria in coppa dà al club del Sud di Londra in un colpo solo lustro internazionale e la qualificazione alla prossima Europa League. Competizione che di fatto aveva già conquistato il diritto a parteciparvi lo scorso anno grazie alla vittoria della FA Cup, ma dalla quale è stata esclusa per la concomitante presenza dell’Olympique Lione, club francese con cui il Palace condivide il proprietario, John Textor.
Dall’altra parte, però, il Rayo Vallecano esce sconfitto ma non ridimensionato. Per il club di Vallecas, quartiere popolare e storicamente operaio della periferia madrilena, quella di Lipsia era la prima finale europea della propria storia. Un traguardo che conferma la crescita di una squadra diventata negli anni simbolo identitario del suo quartiere e riferimento per una tifoseria che ha sempre rivendicato un’idea diversa di calcio, lontana dalle logiche dei grandi club della capitale. Il ko contro il Palace non cancella il percorso europeo del Rayo, capace di eliminare Samsunspor, Aek Atene e Strasburgo dopo avere chiuso al quinto posto la fase campionato. E forse il senso della serata lo hanno raccontato proprio i tifosi spagnoli al triplice fischio, quando nel settore occupato dai sostenitori biancorossi è comparso uno striscione con scritto: «No conocí mayor victoria, que contigo en una derrota» («Non ho conosciuto vittoria più grande di quella ottenuta con te nella sconfitta»).
In campo, del resto, la finale è stata a lungo bloccata, quasi condizionata dal peso della posta in palio e dall’inesperienza europea di entrambe. Il Crystal Palace ha provato subito a prendere in mano il possesso, affidandosi soprattutto alle accelerazioni di Sarr e Pino sugli esterni, mentre il Rayo ha scelto un atteggiamento più prudente, compatto e attento a non concedere spazi. Il risultato è stato un primo tempo con poche occasioni e ritmi bassi. Gli spagnoli si sono fatti vedere per primi al 25’, quando Alemao ha girato fuori da buona posizione un cross di Chavarria, mentre poco prima dell’intervallo Unai Lopez ha mancato lo specchio con un destro dal limite. La chance più grande dei primi 45 minuti, però, l’ha costruita il Palace nel recupero: Wharton ha pescato Mitchell con un pallone morbido dalla trequarti, ma il colpo di testa in tuffo dell’esterno inglese è terminato di pochissimo a lato. La partita è cambiata all’inizio della ripresa. Al 50’ Wharton - eletto a fine gara «man of the match» - ha trovato spazio centralmente e ha calciato dal limite costringendo Batalla a una respinta corta: sul pallone si è avventato Mateta, il più rapido di tutti a ribadire in rete il gol dell’1-0. Una rete pesantissima per il centravanti francese, vicino a lasciare Londra già nel mercato di gennaio e decisivo invece nella notte più importante della storia del club. Il vantaggio ha acceso improvvisamente la finale. Cinque minuti dopo il Palace è andato a centimetri dal raddoppio in una delle azioni più incredibili della partita: punizione di Pino sul doppio palo, pallone che torna in mezzo e nuovo legno colpito involontariamente da Valentin nel tentativo di anticipare Mateta. Il Rayo ha accusato il colpo e per alcuni minuti ha rischiato di crollare, salvato ancora da Batalla su Mateta e da una difesa che, pur soffrendo, è riuscita a restare dentro la partita fino alla fine.
Nel finale la squadra di Perez ha provato ad alzare il baricentro senza però creare vere occasioni pulite. L’ultima possibilità è capitata ancora sui piedi di Alemao al 95’, ma il destro al volo dal limite è terminato fuori. Poco dopo è arrivato il triplice fischio di Mariani - unica nota italiana nella serata di Lipsia - e la festa del Palace, accompagnata dagli oltre 39.000 spettatori della Red Bull Arena.
Con questo successo il Crystal Palace diventa la terza squadra inglese - e la terza londinese - a vincere la Conference League dopo West Ham e Chelsea. Un altro segnale della supremazia recente del calcio inglese nelle competizioni Uefa. E adesso l’Inghilterra sogna addirittura il pieno europeo: dopo il trionfo dell’Aston Villa in Europa League e quello del Palace in Conference, sabato a Budapest toccherà all’Arsenal nella finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain. Un possibile treble continentale che confermerebbe ulteriormente il dominio della Premier sul calcio europeo.
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Naturalmente, bisogna rapportarli alla produzione. I dati «ufficiali», riprodotti nella tabella, ci dicono i morti per ogni Terawattora elettrico prodotto da carbone, petrolio, biomassa, gas naturale, idroelettrico, eolico, nucleare e fotovoltaico. Giusto per avere un’idea di cosa sia il Terawattora, basti sapere che è l’energia elettrica consumata in un solo giorno dall’Italia.
Come si vede, fotovoltaico, nucleare ed eolico sono le più sicure. Anche più dell’idroelettrico: non dimentichiamo che, per esempio, il disastro del Vajont spezzò 2.000 vite in una sola notte. Noi però siamo come San Tommaso e non ce li beviamo a occhi chiusi. Se apriamo gli occhi, vedremo che il nucleare è ancora più sicuro. La figura è stata costruita assumendo che nei successivi 70 anni da quando si è cominciato a produrre elettricità da nucleare, la tecnologia avrebbe causato circa 2.700 decessi (400 da Chernobyl e 2.300 da Fukushima). Ma la conta è sbagliata o, comunque, arbitraria.
Scrivono gli autori: «A Chernobyl, due lavoratori alla centrale morirono sotto le macerie dell’esplosione». Come arrivano allora a 400? Ecco il riassunto: «Tra le diverse migliaia di soccorritori inviati, a 134 fu diagnosticata la sindrome da radiazione acuta (Sra): di costoro 28 morirono nei primi quattro mesi e altri 19 nei successivi 20 anni». La verità, però, è che fu il regime comunista sovietico, incurante della sicurezza dei lavoratori, a mandarli senza protezione. Furono mandati a suicidarsi, cosicché la manifestata Sra fu una conseguenza non del nucleare in sé ma del disprezzo che aveva quel regime per la vita. Per i successivi 19, gli stessi autori scrivono che «molti di questi morirono per cause non correlate alla Sra», cosicché non si capisce perché li aggiungano ai precedenti 28.
Non è finita: ne aggiungono altri 15 per tumore alla tiroide, registrati nel corso dei 20 anni successivi in un’area di 6 milioni d’abitanti attorno a Chernobyl. Il fatto è che ogni anno c’è, in media, un morto per tumore alla tiroide per ogni milione d’abitanti (per esempio, in Italia sono circa 300 l’anno quelli con decorso fatale), cosicché in quell’area, in 20 anni, ci si potevano aspettare oltre 100 morti. Insomma, attribuire quei 15 all’incidente è come pretendere da quell’area di essere l’unica al mondo immune dalle fatalità di quella patologia. Verosimilmente, i decessi furono 15 anziché più di 100 perché in seguito all’incidente si decise di passare sotto l’ecografo la tiroide di quei 6 milioni di persone, cosicché la maggior parte dei tumori fu diagnosticata in tempo e curata. Senza l’incidente non ci sarebbe stata quella capillare diagnostica e i decessi sarebbero stati in linea con la media mondiale.
Finora siamo a 64 morti con nome e cognome. Gli autori come sono arrivati a 400? Questo è interessante perché è lo stesso modo con cui arrivano a 2.300 per i morti da nucleare a Fukushima, per i quali cominciano con lo scrivere: «Lì nessuno è morto direttamente dall’incidente». I 2.300 - così come i 400 da Chernobyl - sono allora una stima di individui (tutti immaginari, nessun nome e cognome) che, statisticamente, sarebbero morti tenendo conto delle radiazioni assorbite.
Un conto della serva. Sappiamo per certo che assorbendo una dose di radiazione pari a 5 Sv (Sievert), la probabilità di morire è del 50%. Ogni turista che si ferma qualche ora in piazza San Pietro assorbe circa 1 milionesimo di Sv (i sanpietrini del selciato contengono uranio e torio, che sono naturalmente radioattivi), cosicché i 10 milioni di turisti l’anno che visitano la piazza avranno assorbito 10 Sv dovrebbero bastare, «statisticamente», per mandare un cristiano all’obitorio. Ecco, di morti statistici, che sarebbero stati 2.700 per colpa della produzione elettrica da elettronucleare, ce ne sarebbe uno l’anno tra i visitatori di piazza San Pietro. Chissà chi è.
La verità secondo la buona scienza è che in oltre 70 anni di produzione elettrica da nucleare, gli incidenti occorsi hanno causato solo due morti, e non i 2.700 «ufficiali». In ogni caso, anche a bersi questi dati, tra le tecnologie di produzione elettrica che funzionano, quella da nucleare è - e di gran lunga - la più sicura.
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