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«La delega fiscale mette in ginocchio l'e-commerce delle e-cig»

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«La delega fiscale mette in ginocchio l'e-commerce delle e-cig»
Il presidente di Anafe, Umberto Roccatti

Il presidente di Anafe, Umberto Roccatti: «La norma sulla vendita delle e-cig online spazza via un settore rispettoso delle leggi e non contrasta il mercato illegale».

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Daniele Calenda: «Anarchici e suprematisti. Ecco chi dobbiamo temere»
Daniele Calenda (Ansa)
Il capo del Servizio anti eversione e terrorismo interno: «Tensione per l’evento leghista del 18, ma Askatasuna è isolato».

Daniele Calenda, ciociaro doc (è nato a Frosinone sessant’anni fa), entra in polizia nel 1987 come agente ausiliario. Nel 1995 diventa vicecommissario e due anni dopo entra nella Digos. Dirige quelle di Verona, Vicenza e Venezia, dove, sotto la sua guida, nel 2017 viene disarticolata una cellula jihadista di kosovari che stava progettando un attentato tra le calli.

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Renzi apparecchia la tavola per la Salis: «Se vince Conte? Pronto a sostenerlo»
Matteo Renzi (Ansa)
L’ex Rottamatore esce allo scoperto e tira la volata al sindaco di Genova Silvia Salis alle primarie. «Va fermato Ignazio La Russa al Quirinale».

Era talmente chiara a La Verità la strategia dell’ex premier e leader di Italia viva, Matteo Renzi, che gli sono bastate poche ore per tirare giù le carte. «La disponibilità del sindaco di Genova, Silvia Salis, a correre come candidata premier se invocata da tutti i partiti del centrosinistra è una buona notizia, ma la leadership politica si conquista sul campo, misurandosi con gli altri, non attraverso un’incoronazione. Fossi in lei, mi candiderei alle primarie. Se vince, si prende Palazzo Chigi.

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Elezioni Ungheria, se Orbán perde è una sberla a Trump ma di sicuro non è la rivincita dell’Ue
Viktor Orbán e sua moglie Aniko Levai votano alle elezioni generali a Budapest (Ansa)
Benché si venda come europeista, lo sfidante del leader ungherese è uomo di destra, attento ai confini e poco favorevole all’ingresso di Kiev nell’Unione. E se la spuntasse, cadrebbe il mito del pericolo di ingerenze russe.

Messaggi su Telegram a favore di Viktor Orbán manovrati dal Cremlino. Una ricerca di Vox Harbor, società di analisi dati, ha rivelato che i post affiliati alla Russia rappresentano una quota significativa dei contenuti filo-Orbán, diffusi tramite Telegram dopo averli tradotti e adattati al pubblico ungherese.

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