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Aborto, Pro Vita & Famiglia: «Solidarietà all’assessore delle Marche Giorgia Latini. Violenza inaudita dei nuovi boia»

Aborto, Pro Vita & Famiglia: «Solidarietà all’assessore delle Marche Giorgia Latini. Violenza inaudita dei nuovi boia»

«Parole di una violenza inaudita contro l'assessore alle Pari Opportunità delle Marche, a cui esprimiamo la nostra solidarietà. Giorgia Latini è stata oggetto di minacce vergognose apparse su un cartellone esposto a Macerata riportante questo messaggio: "La storia ce lo insegna, andiamo a bruciargli la casa". Ecco cosa rischia chi oggi si esprime per difendere la vita e a sostegno della maternità. Siamo nella più feroce dittatura che la storia abbia mai visto, ma la chiamano democrazia e i boia del potere si credono moderni» ha dichiarato Jacopo Coghe, vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

«L'assessore Latini - ha concluso Coghe - si era detta contraria all'aborto, aveva anche espresso la volontà di mettere all'ordine del giorno della Giunta una riflessione sull'aborto farmacologico con la Ru486, tema affrontato nella nostra ultima campagna di sensibilizzazione sui rischi per la salute fisica e psicologica della donna. Evidentemente queste persone non operano affatto per il bene delle donne, ma sono disposte a sacrificarle sull'altare della più cieca ideologia insieme a chi tenta un cambiamento di approccio culturale sul tema».

Erdogan coi volenterosi: vuole il Mar Nero
Recep Tayyip Erdogan (Ansa)
Friedrich Merz: «Per la missione serve il consenso di Mosca». Che minaccia: «Le truppe saranno un obiettivo».

Che le truppe occidentali in Ucraina fossero aria fritta, lo si era intuito. La novità è che, a trarre vantaggio dalla messinscena dei volenterosi - con Emmanuel Macron che pontifica di autonomia strategica europea, mentre Keir Starmer, previo consenso del Parlamento, non ci metterebbe più di 7.500 soldati britannici per 60.000 chilometri quadrati di territorio da sorvegliare - potrebbe essere una potenza in tutti i sensi levantina, abituata a tenere i piedi in due scarpe e a condurre la sua partita con disinvolto cinismo: la Turchia di Recep Tayyip Erdogan.

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Sindaco musulmano e canto del muezzin. New York è il futuro dell’Occidente vinto
Zohran Mamdani (Ansa)
Il centro di Manhattan ormai sembra una città mediorientale. L’Islam vuol uscire dalla sfera privata, i cristiani si nascondono.

È l’Occidente che aveva descritto lo scrittore Michel Houellebecq: premier islamici (Humza Yousaf, ex primo ministro di Scozia), sindaci islamici (Sadiq Khan e Zohran Mamdani, primi cittadini delle metropoli occidentali più influenti e globali, Londra e New York) e adesso nella Grande Mela è sbarcato anche il canto del muezzin diffuso con l’altoparlante. Pochi giorni fa, un video girato a Midtown, a un solo isolato dal Madison Square Garden, è diventato virale: il commento fuori onda della donna che riprende la chiamata alla preghiera (Adhan, che in arabo vuol dire annuncio), talmente ad alto volume da sovrastare il trambusto del traffico newyorkese, riassume lo sconcerto di chiunque guardi quelle immagini: «Mai nella mia vita avrei immaginato di poter ascoltare l’Adhan a New York». Soprattutto a quel volume, a dispetto delle regole che stabiliscono che i dispositivi siano impostati su livelli di decibel adeguati (fino a 10, rispetto al livello sonoro).

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 9 gennaio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 9 gennaio con Carlo Cambi

L’omicida di Aurora è un pregiudicato. Ma nel casellario risulta incensurato
Aurora Livoli. Nel fotogramma, il suo omicida catturato in un frame delle videocamere di sorveglianza (Ansa)
Surreale interrogatorio del peruviano accusato di aver abusato e poi ammazzato la diciannovenne a Milano. «L’ho strangolata, non sapevo d’averla fatta fuori. Pensavo fosse in dormiveglia». Il giallo dei precedenti spariti.

Non si conoscevano. Si sono incrociati per caso su una banchina della linea 2 della metropolitana di Milano, stazione Cimiano. Lei, Aurora Livoli, 19 anni, gli avrebbe chiesto qualche euro per comprare le sigarette. Lui, Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57 anni, peruviano, in carcere per rapina, ieri, durante un interrogatorio a tratti surreale e zeppo di particolari, ha confessato di averla uccisa nel condominio di via Paruta.

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