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A Roma affisso il più grande manifesto contro aborto

A Roma affisso il più grande manifesto contro aborto

Questa mattina, a Roma in via Tiburtina, è stato affisso il più grande manifesto pro life d'Italia (250 metri quadri), che ha come protagonista Michelino a 11 settimane dal concepimento e lo slogan: «Cara Greta se vuoi salvare il pianeta, salviamo i cuccioli d'uomo. #Scelgolavita». A spiegare il cartellone dell'associazione Pro Vita e Famiglia sono direttamente Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente anche del Congresso mondiale delle famiglie, sottolineando come l'affissione arrivi poco dopo la vittoria di Pro Vita davanti al Tar in merito ai manifesti anti-aborto che il sindaco di Magione aveva fatto rimuovere con delle assurde motivazioni e in violazione dell'articolo 21 della Costituzione. «Noi scegliamo Michelino, ci battiamo per la vita di tutti, senza discriminazioni in base all'età o alla fase di sviluppo. Non ci fermeranno» hanno concluso Brandi e Coghe che saranno presenti all'appuntamento del mondo pro life del 18 maggio, la Marcia per la Vita, che partirà da Piazza della Repubblica alle ore 14.

Fiere del libro e festival letterari vogliono imporre il pensiero unico: dal patentino antifascista al tentativo di zittire scrittori come Erri De Luca ed Eshkol Nevo, attaccati perché non parlano di «genocidio» a Gaza.

Da Roma un messaggio chiaro: aborto e suicidio non sono diritti
Ansa
Messaggio dei pro life ai politici: non ci rassegniamo ad aborto e suicidio assistito.

Per il quinto anno consecutivo si è svolta a Roma la Manifestazione «Scegliamo la Vita», appuntamento nazionale organizzato da più di cento sigle del mondo pro-life, con la partecipazione di decine di migliaia di persone.

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Lagarde fa già campagna elettorale: «Francia europeista o interverrò...»
Christine Lagarde (Ansa)
Il presidente «indipendente» della Bce invade la politica per frenare l’ascesa di Jordan Bardella.

Christine Lagarde, presidente della Bce, giura di non voler correre per l’Eliseo. Però ascolta. Osserva. Vigila. E soprattutto usa una intervista radiofonica per avvertire: «Seguirò le dichiarazioni di tutti, le campagne, i programmi, e se mi renderò conto che la posizione della Francia nella Ue è minacciata da incomprensioni o tendenze separatiste, mi farò sentire».

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In attesa del calcio, per ora c’è solo il woke
Curacasao contro Germania ai mondiali 2026 (Ansa)
La kermesse iridata sin qui ha deluso: aumentare a tutti i costi il numero di squadre ha creato partite inutili, come quella in cui i tedeschi hanno asfaltato 7-1 Curaçao. Il gioco si ferma se c’è uno spot in tv e la Fifa indaga un arbitro per razzismo immaginario.

«Dai ricominciamo, perché perdiamo altro tempo?». Joshua Kimmich ha fretta, i suoi compagni sono tutti a centrocampo dopo il cooling break (loro lo interpretano così) nello stadio di Houston e non vedono l’ora di sbranare il Curaçao.

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