La Verità

Inchieste

Lavitola confessa l’attentato. Ranucci sapeva? «No comment»

L’interrogatorio dell’amico rischia di inguaiare il conduttore di «Report». Che intanto si paragona a Moro, Falcone e Borsellino. Studi, sondaggi, Mieli e Cappellini: nulla di intentato per la scalata a Palazzo Chigi. Quei giochetti spregiudicati sui servizi segretI.

Deas, cade l’accusa per tentato peculato

La Procura di Roma, al termine delle indagini sull’inchiesta Sogei, ha escluso ogni contestazione nei confronti della società di cybersicurezza, inizialmente coinvolta come persona giuridica ai sensi del d.lgs. 231/2001.

Ranucci provò a fornire l’alibi a Lavitola

Nell’ordinanza di arresto, tutti i tentativi del conduttore di «Report» di giustificare la presenza dell’amico (incastrato dalle celle telefoniche) davanti a casa sua durante il sopralluogo in vista del «finto» attentato. Obiettivo: lanciare Sigfrido come premier.

Ecco perché Lavitola è finito in cella soltanto adesso

L’indagine restituisce la meticolosità degli inquirenti: le intercettazioni degli esecutori, i riferimenti al mandante, gli accordi su soldi e assistenza legale, l’Africa: tutto porta alle manette per Valterino. Tavares (latitante) al «Tg1»: «Il cardiologo mi dice di non tornare».