Inchieste

«Bimbi manipolati con filmati sui lager»
(IStock)
Testimonianza choc a Torino: secondo un ufficiale dei carabinieri, le affidatarie omosessuali di due bambini avrebbero tentato di condizionarli per pilotare la sentenza. Ai piccoli mostrati minori che invocavano la mamma e poi venivano gettati nei forni.

Interi settori della giurisdizione, «dalla famiglia ai cosiddetti nuovi diritti, dell’immigrazione e del diritto minorile» sono finiti in mano a una sorta di «egemonizzazione culturale». Queste parole scritte ieri sulla Verità da Antonio Sangermano, l’ex pm che guida il dipartimento della Giustizia minorile del ministero di Via Arenula, hanno rotto il silenzio su una serie di fenomeni che tanti avvocati, e tanti genitori tenuti sotto schiaffo dai «professionisti» dei bambini, conoscono bene ma non possono denunciare.

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(Arma dei Carabinieri)

Un arsenale completo di armi da guerra tra cui razzi anticarro, esplosivi e munizioni, è stato rinvenuto dai Carabinieri della Compagnia di Bianco durante una vasta operazione di controllo del territorio nelle zone impervie delle montagne calabresi e in case abbandonate della Locride.

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Dieci indagati dalla Finanza nel Padovano: estorcevano contratti o finanziamenti con il porta a porta. Raggirate soprattutto donne.

Dopo quattro visite in tre anni di un venditore porta a porta, una pensionata è stata costretta ad acquistare prodotti per 22.000 euro, con 3.000 euro di interessi e un finanziamento dilazionato fino al 2030. Vincolata a vita.

Una storia, ha scoperto la Guardia di finanza di Padova, simile a quella di altre 1.200 pensionate sparse per 54 province del Nord e del Centro Italia. La truffa porta a porta era diventata un metodo. I dieci indagati, hanno ricostruito gli investigatori, si presentavano a casa di persone anziane, avrebbero estorto loro contratti con l’inganno e imposto finanziamenti con ricarichi fino all’800% su prodotti di scarso valore. Un copione ripetuto, pieno di parole rassicuranti e un’escalation di pressioni.

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(Arma dei Carabinieri)

Individuata un’organizzazione con base nel quartiere di Arghillà: auto rubate, smontate in poche ore o restituite con il «cavallo di ritorno». Sequestrate anche armi e molti pezzi di ricambio grazie al successo dell'operazione «Car-cash».

Questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, assieme al personale di supporto del 14° Battaglione Carabinieri «Calabria» di Vibo Valentia e della Stazione di Senago (MI) hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria con la quale è stata disposta l’applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di 7 indagati e degli arresti domiciliari nei confronti di altri 10 per reati di furto aggravato, ricettazione, estorsione aggravata, detenzione e porto abusivo di armi.

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Fondi ad Hamas, tre scarcerati. Ma Hannoun rimane in galera
Mohammad Hannoun (Ansa)
Delusi dal Riesame i legali dell’architetto, che promettono battaglia in Cassazione.

Rimarrà nel carcere di Terni Mohammad Hannoun, l’architetto attivista palestinese accusato di aver finanziato Hamas, l’organizzazione terroristica responsabile della strage del 7 ottobre, attraverso le associazioni benefiche che controllava e indicato dalla Procura antiterrorismo di Genova come vertice della cellula italiana dell’organizzazione. Lo hanno deciso ieri i giudici del Tribunale del Riesame, Marina Orsini, Luisa Camposaragna e Paola Calderan (che depositeranno le motivazioni tra 30 giorni), chiamati a pronunciarsi sulle misure cautelari eseguite il 27 dicembre scorso su ordine del gip Silvia Carpanini.

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