Non c’è da ironizzare: ci sono ancora in ospedale i feriti, due in gravissime condizioni, e la turista tedesca è tornata in Germania ma ha perso le gambe. Però di fronte al goffo tentativo di negare che Salim El Koudri sia un terrorista serve Totò: è la «sunna» che fa il totale! «Sunna» con due enne è la vita secondo il Corano.
A questa si richiama il padre dell’italiano di origine marocchina che, il 16 maggio, ha falciato decine di passanti con la sua auto tra la via Emilia e Largo Garibaldi a Modena. Gli inquirenti che stanno scavando nella vita e nelle abitudini del trentunenne laureato in Economia aziendale, ora rinchiuso in carcere in isolamento, hanno trovato moltissimo materiale nella casa di Ravarino e sono saltati fuori alcuni scritti in arabo di Mohammed El Koudri, il padre dell’attentatore, in cui l’uomo inneggia contro i colonialisti occidentali. Testualmente: «Perché il colonialismo ha dominato, i Paesi nordoccidentali si sono imposti nel nord Africa, i Paesi colonizzati non hanno mai espresso la loro identità». A rivelarlo è un’inchiesta andata in onda ieri sera a Fuori dal coro, la trasmissione di Mario Giordano su Rete 4. Dal servizio emerge il profilo terroristico dell’azione di El Koudri: ci sono le testimonianze, si rivela che l’attentatore aveva cinque computer, quattro telefoni, due hard disk e due pennette Usb. Tra il materiale è stato trovato - testualmente - almeno «un video di violenza “molto significativo”».
Ha preso esempio? Non lascia spazio a dubbi Giampiero Spinelli, uno dei massimi esperti di antiterrorismo, intervistato dall’inviata di Mario Giordano. «Tecnicamente per quanto altri possano dire», sottolinea Spinelli, «è stato un attentato. Lo dimostra la dinamica dell’azione. Il movimento a zig zag dell’auto è tipico di chi compie queste azioni: serve a colpire quante più persone possibile e a evitare di essere colpiti per esempio dalla Polizia. Ha concentrato tutto in un tempo cortissimo per avere la massima efficacia. E l’utilizzo di un coltello è l’indizio che ci sarebbe stata una seconda fase se non fosse stato bloccato. Questi sono elementi di un protocollo usato in altri attentati». Spinelli aggiunge: «Non dobbiamo essere stupiti, dobbiamo tenere la guardia alta».
Il primo a stupirsi, però, è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Per lui «non è terrorismo, si tratta di disagio psichico: gli inquirenti faranno altri accertamenti». Che si stanno facendo, come mostra il servizio di Fuori dal coro, e portano al terrorismo islamico. Neppure il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il presidente del Consiglio, Gorgia Meloni, quando il 17 maggio sono andati a visitare i feriti hanno parlato di terrorismo. Matteo Salvini ha provato a dire: revochiamo la cittadinanza a El Koudri. La risposta di Fratelli d’Italia, di Antonio Tajani, ministro degli esteri e segretario di Forza Italia, è stata freddissima. Tutti col timore di svegliare l’islam che dorme. Molto oltre è andato il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, che ha detto: «Non si venga qui a speculare». Elly Schlein, segretaria del Pd, propone di assumere 12.000 psicologi e tutti a buttarla sul disagio mentale. Lo ha fatto anche la Procura che accusa Salim di strage, ma non di finalità terroristiche né di premeditazione. La gip Donatella Pianezzi, confermando l’arresto, ha però stabilito che El Koudri tutto è fuori che matto. Eppure il suo difensore - fervente pro Pal - Fausto Gianelli ha cominciato a costruire il personaggio: «Mi ha detto: “Sono italiano, voglio una Bibbia e parlare con un prete”». L’arcivescovo di Modena, Erio Castellucci, subito pronto al perdono, ma non si pari di Islam. L’Anm difende dell’avvocato - rara avis - e si dimentica delle vittime. El Koudri per tutti era ossessionato dal trovare lavoro; lo cercava così via e mail: «Bastardi cristiani di merda: il vostro Cristo in croce lo brucio». La sorella dice «non lo riconosco», i genitori: «Chiediamo scusa per quello che ha fatto». E i pensierini della sera di papà El Koudri?
Fuori dal coro rivela che girano sui canali jihadisti video dell’attentato di Modena con questi commenti in arabo: »Non ho mai visto nessuno più coraggioso del monoteista che compie da solo un’operazione nel cuore del territorio dei crociati. Se l’intenzione del fratello era sincera e ha agito per vendetta, Allah possa concedergli il paradiso». La pensano più o meno così alla moschea Al Wahada di Ravarino, dove pregano gli El Koudri. L’inviata di Fuori dal coro, accolta malamente, chiede: che ne pensate di quello che è successo a Modena? Rispondono: «È stato un incidente». Ancora: condannate quello che è successo? La risposta: no. Vedi che ha ragione il sindaco di Modena.







