La vera bomba su Ranucci: volevano facesse il premier
Il faccendiere Lavitola: «Dopo gli arresti l’ho bloccato, troppa esposizione mediatica». Il conduttore: «È vero, lo aiutavo a scrivere le domande, ma non mi sarei candidato».
Il faccendiere Lavitola: «Dopo gli arresti l’ho bloccato, troppa esposizione mediatica». Il conduttore: «È vero, lo aiutavo a scrivere le domande, ma non mi sarei candidato».
Repubblica, cioè un giornale tutt’altro che ostile nei confronti di Sigfrido Ranucci, l’ha definita una strana coppia.
Milano, la Procura ipotizza la truffa ai soci. Le sorelle accusate si rivalgono su Reinvest.
L’Eurocamera valuterà l’allineamento di Esn ai «valori Ue». Esulta anche Forza Italia
Pakistano ricercato in tutta Europa fermato per caso durante un controllo. Aveva addirittura regolare permesso di soggiorno
Nella prigione inglese che ha ospitato per due anni Saidilly, si sono registrati episodi di diffusione di materiale estremista. E l’aggressore di Milano era stato autore di assalti con lame nei confronti di agenti penitenziari.
Fraccaro ammette che fu avvisato dei dispositivi farlocchi ma non lo disse né alla Procura né all’ex premier: «Lo ritenni inverosimile e non volevo intralciare le indagini». Intanto Conte ne inventa di ogni per distrarre.
Blitz della Procura capitolina, secondo cui un pensionato dell’intelligence avrebbe agito «per conto» del Gru in cambio di soldi, acquisendo informazioni sensibili «tramite sei fonti». Indagate anche altre cinque persone.
Inquirenti orientati a escludere il movente mafioso. Sotto il faro l’amicizia del giornalista con Lavitola, accusato dell’attentato.
La vicenda è oscura. Perché non c’entra la malavita organizzata ma nemmeno la politica. C’entra «un amico vero». Parola di Sigfrido Ranucci, che alla notizia del coinvolgimento di Valter Lavitola nell’attentato del 16 ottobre assicura che fra lui e l’ex editore dell’Avanti c’è un grande affetto».
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