«Dopo la bomba Ranucci ferma i suoi sfoghi»
La difesa di Valter chiede un nuovo interrogatorio e torna al Riesame. Gli esecutori dell’attentato: «Se lo son fatti tra loro». La Russa: «Report va cambiato, tace sul Pd».
La difesa di Valter chiede un nuovo interrogatorio e torna al Riesame. Gli esecutori dell’attentato: «Se lo son fatti tra loro». La Russa: «Report va cambiato, tace sul Pd».
Non solo Mieli e Cappellini: l’ex editore parlava del piano «politico» su Ranucci pure con D’Amato di «Open». L’intero gruppo è di area progressista. Eppure c’è ancora chi sostiene che dietro al pregiudicato ci sia il governo.
Gli uomini che hanno piazzato l’ordigno a casa di Sigfrido si sentono traditi dai mandanti e dai clan: «Avevano promesso copertura economica e legale». E adesso vogliono fare altre rivelazioni. Spunta la soffiata per farli beccare: «Ecco chi è il deficiente».
Giuseppi sventola in aula un documento ricevuto da una fonte anonima che, però, si riferisce a una partita di mascherine diversa da quella oggetto dell’accordo siglato dal governo. Che invece fu validata dalle Dogane.
Un servizio del 2016 su un’ipotetica truffa dei diamanti, non portò a nessuna condanna definitiva. Rovinando però un ad.
Se Ranucci avesse dovuto ricostruire la vicenda, l’avrebbe rimontata a suo modo. Per fortuna ci ha pensato la magistratura. Ma il silenzio dei vari Saviano, Giannini e Lerner, che avevano accusato la destra, fa rumore.
Sul caso Ranucci-Lavitola a sinistra prende piede una nuova teoria: dietro l’attentato ci sarebbe una strategia della destra per screditare il conduttore di Report. Ma la ricostruzione presenta più di una contraddizione.
Ne parla lo stesso Lavitola, intercettato mentre riferisce a un commensale i sospetti dei carabinieri: «Per loro la mente dell’attentato sono io ma non da solo: “È uno a fianco a lei”, mi hanno detto». Per il comitato etico Rai, danno reputazionale e ricadute pubblicitarie.
Niente domiciliari per il faccendiere: «Da lui ricostruzioni inverosimili e disinvoltura criminale nel pianificare l’atto intimidatorio» contro il conduttore. Che sarà sentito a settembre: gli inquirenti vogliono vederci chiaro.
L’indagine parte da un caso di minacce, violenze e richieste di soldi, ma può allargarsi.
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