Inchieste

Vendola e le sue risate sui tumori prescritti nel processo all’Ilva
Nichi Vendola (Ansa)
È trascorso troppo tempo: l’ex governatore esce dal procedimento. All’epoca dell’inchiesta sul polo industriale, fu intercettato mentre faceva ironia su un reporter maltrattato per le domande sui dati oncologici.

Per l’ex governatore pugliese Nichi Vendola la prescrizione è stata più veloce della verità giudiziaria. E, con la sua posizione, dal processo ribattezzato «Ambiente svenduto», che gli era costato 3 anni e 6 mesi prima che una Corte d’appello decidesse che era tutto da rifare, trasferendo il fascicolo da Taranto a Potenza, escono dalle aule di udienza anche le famose, intercettate, risate sulle domande per i tumori.

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Lo scoop della «Verità» fa scioperare gli avvocati
La casa circondariale di Perugia (Ministero Giustizia)
«In carcere a Perugia intercettati i dialoghi avvocati-detenuti». Astensione di 5 giorni.

La denuncia dell’ex procuratore di Spoleto Alessandro Cannevale, oggi combattivo avvocato, non è caduta nel vuoto. La giunta dell’Unione delle Camere penali italiane, l’associazione che riunisce tutti i penalisti del Paese, ha indetto cinque giorni di astensione dal lavoro per protestare contro un sistema in cui le garanzie delle difese vengono calpestate tutti i giorni dalla pubblica accusa.

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«L’attentato di Modena è terrorismo»
L'auto di Salim El Koudry poco dopo l'attacco di Modena. Nel riquadro, Claudio Bertolotti (Ansa)
Il direttore dell’Osservatorio React Claudio Bertolotti: «Le turbe mentali non escludono questa definizione, la spiegano. Anche se non si fa parte di una vera e propria organizzazione. Lo Stato islamico rivendica quando ci sono vittime».
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L’aspirante jihadista fermato a Firenze: «Che Dio ci conceda di farli esplodere»
(Polizia di Stato)
Nelle chat il quindicenne nordafricano sognava di utilizzare le molotov. «Non servono, basta un’arma», gli diceva il suo guru.

Il quindicenne nordafricano, accusato di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale, ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere. È in cella, nel carcere minorile di Firenze, perché questa risulta «l’unica misura idonea», secondo il gip del tribunale per i minorenni, Giuditta Merli, che ha disposto l’ordinanza su richiesta del procuratore di Firenze, Roberta Pieri. Per il magistrato, infatti, «sussiste il concreto pericolo che l’indagato, se non adeguatamente cautelato, reiteri il reato intensificando il processo di radicalizzazione ed esponendo la collettività al rischio di atti di violenza dimostrativi e indiscriminati». Il ragazzo era già stato sottoposto a misura cautelare a ottobre 2025, con la medesima accusa però con collocamento in comunità.

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Sala ha lasciato Milano ai costruttori. Ora chiede soldi per comprare case
Beppe Sala (Getty Images)
Dopo aver aggravato l’emergenza abitativa a colpi di «riqualificazioni», finite pure nel mirino della Procura, il sindaco ha il lampo di genio: dare fondi statali ai Comuni per acquistare immobili da banche e assicurazioni.
«In Italia abbiamo tra i 30 e i 40 milioni di appartamenti, ma mancano case nelle città. Il governo dovrebbe dare fondi esclusivamente alle città per acquistare appartamenti da banche, assicurazioni, enti previdenziali che vogliono liberarsene e metterli a disposizione subito». Così pensa e parla il sindaco di Milano, Beppe Sala, al Festival dell’Economia di Trento in una sessione dedicata al «Governare le città».
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