Garlasco, sul cucchiaino non c’è il Dna di Chiara
A Garlasco continua la sequenza di abbagli del Ris. Che hanno riguardato anche il pc di Stasi: errori e danni, il portatile è stato compromesso fin da subito dalla Scientifica.
A Garlasco continua la sequenza di abbagli del Ris. Che hanno riguardato anche il pc di Stasi: errori e danni, il portatile è stato compromesso fin da subito dalla Scientifica.
La Procura di Larino ha disposto perquisizioni informatiche in tre istituti frequentati da persone vicine alle vittime, tra cui la scuola di Sara. Gli investigatori cercano eventuali ricerche online sul veleno e riscontri utili a identificare chi le ha effettuate.
L’ex commissario Covid ha ripreso la presidenza nel 2021 omettendo all’Autorità le dimissioni del 2020. Motivo: la legge vieta a un funzionario pubblico (Invitalia) di passare subito a una società privata collegata.
Dalle carte dell’inchiesta della Procura di Napoli su presunte pressioni alla stampa emergerebbe il mix tra soldi e condizionamenti utilizzato dal Gruppo per ottenere articoli più favorevoli: «A “Fanpage” mi hanno cambiato il titolo in tempo reale».
Estate 2007: il generale è in ferie, due dei suoi diventano consulenti per i rilievi nella villa. Cerca di imbucarsi, ma viene stoppato. Sempio a «Porta a Porta»: «Io vittima di errori». Invertiti, resi inutilizzabili e poi buttati campioni di t-shirt e pantaloni sporchi di sangue. Sviste marchiane pure sui prelievi del Dna: non dal corpo di Chiara ma da un cucchiaio.
A quasi nove mesi dallo sgombero del centro sociale, la Procura indaga sui disordini del 31 gennaio. Quattordici le perquisizioni eseguite in diverse città italiane. Le misure cautelari sono ancora al vaglio del gip.
Nel verbale del 4 settembre 2007 il Ris certifica di avere già il sangue della vittima come campione di confronto. Eppure sul cucchiaino della sala tv viene ricavato il Dna di Chiara. Ora la Procura chiede di recuperare i dati originari di quell’analisi.
La Procura di Larino disporrà nuovi accertamenti nell’istituto agrario di Riccia: nel mirino le ricerche sulla ricina effettuate dai computer della scuola. Gli investigatori seguono la pista dell’omicidio volontario.
Replicando alle parole del ministro su questo giornale, gli avvocati dei medici parlano di «distanza siderale» dalle indicazioni della Corte costituzionale. Ma l’ex prefetto contesta una circolare, non la Costituzione.
La Procura di Napoli indaga su alcune presunte pressioni nei confronti del ministro Bernini e su un sistema per ottenere articoli favorevoli per UniPegaso-Multiversity. Indagate 22 persone tra manager e direttori (e pure ex) delle principali testate nazionali.
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