Cronache dell'invasione

Dottori, avvocati e associazioni: patto delle barricate contro i Cpr
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  • Gli attestati mendaci per evitare agli irregolari i rimpatri non sono una novità. Da anni la Simm incita i medici a dare parere negativo alle espulsioni. Ma gli appelli arrivano pure da enti quali l’Asgi, foraggiata da Soros.
  • Paragoni col Covid? Ora tutti muti. Chi protestava contro il green pass comparandolo ad alcune misure discriminatorie del Terzo Reich fu messo alla gogna. Invece adesso si parla liberamente di «lager».

Lo speciale contiene due articoli.

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Lo Stato italiano dovrà pagare i danni a un clandestino mandato in Albania
Il Cpr di Gjader in Albania (Ansa)
Condannato il Viminale: «Violati i diritti della persona». Una decisione che stravolge la linea dettata dalla Cassazione.

Una sera di primavera del 2025, in un centro di permanenza per il rimpatrio del Nord Italia, a un uomo viene detto che sarà trasferito a Brindisi. È un cinquantenne algerino che vive in Italia, irregolare da quasi vent’anni. Nei Cpr i trasferimenti sono una routine: si cambia struttura, si sale su un mezzo, si riparte. Solo che Brindisi non è la sua destinazione. A quanto pare, senza la possibilità di avvisare l’avvocato o la famiglia, l’uomo viene portato in Albania, nel centro di Gjader costruito dal governo italiano per la gestione dei migranti fuori dai confini nazionali.

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Immigrazione, trasporti, giustizia: siamo in ostaggio. È guerra agli italiani
(Imagoeconomica)

Falsi certificati contro i Cpr. I medici non sono soli: spunta il vademecum per la lotta. Tutta la «rete» che li sostiene.

Ancora non è noto il nome del medico che ha dichiarato Emilio Gabriel Valdez Velazco inidoneo al trattenimento in un Cpr. Di lui sappiamo però che ha contribuito alla liberazione del peruviano e di conseguenza involontariamente anche all’omicidio di Aurora Livoli: violentata e assassinata a 19 anni da un clandestino che senza quel certificato di esenzione avrebbe dovuto essere rinchiuso in un centro per il rimpatrio ed espulso.

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La Procura vaglia le chat dei sanitari. Il dem De Pascale corre a difenderli
Michele De Pascale (Ansa)
Pure il sindaco di Ravenna, del Pd, vicino agli indagati: «Dai ministri parole incaute».

«Stranieri irregolari», «rimpatrio», «Cpr», «inidoneità», «certificato», «parere negativo», «patologie acute», «patologie croniche». L’elenco di target da ricercare all’interno del materiale digitale sequestrato ai sei medici del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ferrara, indagati per falso ideologico continuato in concorso, è ampio.

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Indagati i medici che salvano i clandestini dall’espulsione
(iStock)
Per essere spediti in un Cpr serve l’ok sanitario. Un senegalese che ha molestato sette donne e un gambiano che ha distrutto la pensilina del bus non sono risultati idonei. Così come l’assassino di Aurora Livoli. Parte l’inchiesta.

Non bastavano le decisioni orientate di alcuni giudici: ora, in soccorso dei clandestini da espellere, scendono in campo anche i medici. Lo strumento messo a disposizione sarebbe il certificato anti rimpatrio. I pm della Procura di Ravenna, Daniele Berberini e Angela Scorza, l’altro giorno hanno disposto una perquisizione informatica nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci. L’ipotesi di reato è falsità ideologica continuata commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico.

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