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Questo lasciapassare è un abominio. Abbandono l’università per protesta

Questo lasciapassare è un abominio. Abbandono l’università per protesta
L'Università di Firenze
Il docente Marco Villoresi si congeda dall'ateneo fiorentino in polemica con il green pass: «Non ho intenzione di esibirlo per entrare in facoltà o di chiederlo agli studenti. Scelgo il confino volontario, da libero cittadino».
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Né la cattura di Maduro né i dazi di Washington hanno frenato i titoli: Caracas segna +148% dal 23 dicembre. Messico da record, il Brasile rimane attraente. Gli operatori considerano l’area troppo cruciale per tutti.

Dopo il blitz Usa in Venezuela e la clamorosa «cattura» di Nicolás Maduro, i mercati non frenano: dal 23 dicembre la borsa di Caracas è salita del 148%. Reuters lega il repricing alla riapertura del dossier ristrutturazione (150-170 miliardi di debito, con la Cina esposta per 13-15), ma le sanzioni americane restano l’ostacolo tecnico che può accelerare o congelare tutto.

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La Casa Bianca: «Vogliamo comprare la Groenlandia». La Francia all’Ue: «Reagire»
(Ansa)
Parigi prova ad arruolare i partner contro le mire degli Stati Uniti sull’isola artica. Washington: «Prima la diplomazia». Allo studio pure un patto di libera associazione.

Parigi torna a fare la voce grossa contro Washington. E stavolta lo fa sulla questione della Groenlandia. «Vogliamo agire, ma vogliamo farlo insieme ai nostri partner europei», ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, annunciando che avrebbe discusso del dossier con gli omologhi di Germania e Polonia. Insomma, Parigi dice di voler «agire» contro le rivendicazioni statunitensi sulla Groenlandia, ma precisa di non volerlo fare da sola. Una presa di posizione, quella della Francia, avvenuta poco dopo che Washington si è rifiutata di escludere l’opzione militare nei confronti dell’isola più grande del mondo.

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Washington sequestra la petroliera di Putin e il petrolio di Caracas
La Guardia costiera Usa durante l'avvicinamento alla petroliera russa Bella 1 (Ansa)
  • Trump annuncia: «Compriamo fino a 50 barili e controllo io il denaro». L’esercito statunitense abborda due navi cisterna, di cui una russa.
  • Come con la Palestina, è gara tra Cgil e Usb a intestarsi la lotta bolivariana: prossimo presidio sabato.

Lo speciale contiene due articoli.

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L’Iran protesta, il regime reprime. Probabile un nuovo raid Usa-Israele
il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Nel riquadro, un fermo immagine dei recenti scontri a Teheran (Ansa)
Le manifestazioni proseguono da dieci giorni: il bilancio è di almeno 36 morti. Interviene l’erede dello Scià, che invita a resistere. Intanto si muove l’aviazione a stelle e strisce: forse imminente un nuovo attacco con l’Idf.

Le proteste antigovernative in Iran hanno raggiunto il decimo giorno consecutivo, con scontri sempre più violenti in oltre 250 località di 27 province su 31. Il regime intensifica la repressione nonostante l’appello del presidente Masoud Pezeshkian a non colpire i manifestanti pacifici. Ieri, ampi movimenti logistici dell’aviazione militare americana sembravano segnalare l’imminenza di un attacco statunitense e israeliano a supporto dei manifestanti, con l’intento di facilitare un cambio di regime. Secondo alcune fonti non controllate, l’anziano Ayatollah Ali Khamenei sarebbe pronto alla fuga.

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Le Firme

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