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2022-07-06
I viaggi romantici da fare per recuperare il rapporto di coppia
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Esistono luoghi dove ritrovare l'intesa con il partner? La risposta più immediata è: ogni luogo è perfetto, purché sia presente in entrambi la voglia di riconciliarsi o di riaccendere la fiamma. Nonostante questo, esistono borghi, scenari naturali e singole zone che danno una mano ai sentimenti per via della loro tranquillità, bellezza e atmosfera.
L’Italia, in questo, è maestra. Non è un caso che venga scelta ogni anno da migliaia di coppie, ma anche da registi che, abilmente o maldestramente, si propongono di raccontare l’amore. Si pensi a Vacanze romane, pellicola che ha fatto di Roma lo sfondo ideale per l’indimenticabile incontro tra il reporter interpretato da Gregory Peck e la principessa Audrey Hepburn. Un omaggio reso alla città anche da Federico Fellini, che con la sua Dolce Vita ne ha riassunto – poetizzandola – l’essenza.
Film meno interessante dal punto di vista artistico, ma emblematico della mentalità che vede l’Italia come luogo ideale per innamorarsi o rinnamorarsi, è “Mangia prega ama”, di Ryan Murphy. Nonostante la parte propriamente dedicata all’amore si svolga a Bali, Roma e Napoli sono le città del godimento e della bellezza, quelle in cui la protagonista comincia ad apprezzare nuovamente la vita e ad adocchiare pretendenti.
Italia come luogo della poesia: ne Il postino, Procida è dove arriva in esilio Pablo Neruda, che qui stringe amicizia con il postino Mario (Massimo Troisi). Un incontro speciale, che per le sue caratteristiche non poteva che essere ambientato laddove le relazioni, una speciale visione della vita e la semplicità la facevano ancora da padroni.
Osteggiato dalla critica, To Rome with love, di Woody Allen, vede una coppia americana in luna di miele protagonista insieme ad altri personaggi e, soprattutto e ancora, a Roma, città che con la sua allure romantica non ha mai smesso di essere al centro di commedie e drammi sentimentali.
Letters to Juliet, Io ballo da sola, New Moon, Sotto il sole della Toscana. Si potrebbe continuare all’infinito, ma una domanda sorge spontanea: perché sono soprattutto gli americani e gli stranieri in generale ad accorgersi delle potenzialità romantiche del nostro Paese? Si tratta di un banale gusto per l’esotico o l’Italia ha davvero le carte in regola per esaltare questo sentimento e aiutarlo a insinuarsi nel cuore di giovani e meno giovani?
È innegabile che l’emotività degli italiani colpisca da sempre i popoli meno abituati a esternare le emozioni: la maggior parte non ha alcun problema né ad arrabbiarsi né a baciarsi per strada. In alcune zone sopravvive ancora l’usanza di camminare a braccetto tra uomini e da nessuna parte le effusioni – se nei limiti della decenza – scandalizzano qualcuno. La classica sceneggiata napoletana, mito che sembra scivolare sempre più nel passato e nella cinematografia d’antan, diventa realtà quando ci addentriamo nella città partenopea. Perché talvolta i luoghi comuni corrispondono al vero, anche se questo vero va contestualizzato e mai generalizzato o macchiato con inutili pregiudizi.
Siamo un popolo mediterraneo, che utilizza la gestualità per sottolineare ciò che dice o pensa. A dispetto di una globalizzazione che ci vuole tutti uguali, conserviamo almeno in parte le nostre caleidoscopiche radici, che ancora risentono degli influssi greco e arabo (tra gli altri).
Non solo: i borghi arroccati, i borghi colorati, i paesaggi che spaziano dal mare alla montagna, l’atmosfera festosa, la musica, il buon mangiare e il buon bere fanno sì che si identifichi l’Italia con la patria degli innamoramenti a 360 gradi. Sono gli italiani a dare per scontato il loro Paese, non certo chi approda in una penisola le cui profonde contraddizioni vengono addolcite dalle infinite qualità.
Che si tratti di un’Italia dal sapore vintage o di un’Italia che propone nuove forme di romanticismo, poco importa: riscoprire il nostro Paese dà la possibilità di riscoprire anche chi abbiamo accanto. Perché imparare a guardare con occhi nuovi ciò che abbiamo davanti a noi tutti i giorni, sia sul versante geografico che umano, è la dote più importante per portare avanti un rapporto di successo.
Trentino Alto Adige

Castel Toblino (iStock)
Una regione ad alto tasso di romanticismo è il Trentino Alto Adige.
Dobbiamo rendere grazie ai paesaggi di rara bellezza e ai tanti castelli, agli hotel di charme e alla speciale accoglienza degli operatori turistici locali, ma anche alla possibilità di isolarsi a guardare le stelle e ai ristoranti arredati come case delle bambole.
Un luogo ideale per gli innamorati è Castel Toblino, sulle sponde dell’omonimo lago. La location è da fiaba: vedere le mura merlate che si specchiano sulle acque verdi e incontaminate insieme alle montagne circostanti scioglierebbe il cuore a chiunque. Oltre allo scenario, il luogo offre a chi si ama anche le sue romantiche leggende, nonché un’allure che viene attribuita alla presenza delle fate durante le notti più calme. Qui si può anche cenare e pernottare.
Un’altra esperienza da fare in coppia è il breve viaggio in funivia da Trento a Sardagna, sua frazione. Un viaggio tra terra e cielo da fare soprattutto di sera, quando la città si illumina. La funivia, infatti, è aperta fino alle 22:30. Un brivido di soli 4 minuti.
Ultimo luogo in cui immergersi con amore e per amore sono i Giardini di Castel Trauttmansdorff, a Merano. Entrare qui significa respirare atmosfere mediterranee ed esotiche, grazie alla grande quantità di piante provenienti da tutto il mondo. Inoltre esistono stazioni multisensoriali, dove – appunto – riattivare i sensi.
Dormire in Trentino Alto Adige
- Karinhall, Loc. i Grezzi 17, Mattarello di Trento (TN). Mobili in legno, parquet e, soprattutto, una location da favola: siamo all’interno di Castel Toblino!
- La Villa – Luxury Guest House, Salita della Spalliera 3, Trento: a due passi dalla città, ma in posizione isolata;
- Hotel FleurAlp, Via dei Fiori 12, Cermes (BZ): un luogo magico, che offre anche una piscina e delle ottime colazioni.
Dove mangiare in Trentino Alto Adige
- Ristorante Castel Toblino, segnalato anche da Gambero Rosso e da Michelin nel 2021;
- Scrigno del Duomo, Piazza del Duomo 29, Trento: ambiente romantico e ottimi i tortel;
- Ristorante Castello Rametz, via Labers 4, Merano: da provare la tartare.
Riviera di Ulisse

Sperlonga (iStock)
Che Roma sia una città estremamente romantica lo sanno tutti. Chi sa, invece, che a pochi chilometri dalla capitale si trova un’altra zona dalle caratteristiche amorose? Si tratta della Riviera di Ulisse, tratto di costa laziale dominato da un mare pulito e, soprattutto, dai miti legati all’eroe greco, che qui approdò.
Sperlonga, Gaeta e San Felice Circeo sono solo alcuni dei luoghi bazzicati per lo più da persone provenienti da Lazio e Campania, ma meno conosciuti da chi viene da fuori.
Sperlonga, in particolare, è la quintessenza del romanticismo. Qui i ritmi scorrono lenti e l’ideale per assaporare al meglio un viaggio di coppia è venire in bassa stagione. La natura circostante è magnifica, dominata com’è dal mare e dai Monti Aurunci.
Imboccando Via Seconda Ripa dal centro storico, si arriva a delle panchine. Bisogna sedersi qui e godere dell’atmosfera, per poi proseguire verso Torre Truglia, affacciata sul mare. L’ideale è camminare sulla spiaggia mano nella mano e arrivare presso la Villa di Tiberio e il Museo Archeologico, dove sono custoditi i gruppi di Scilla e Polifemo. Emozioni garantite, ancora meglio se vissute in due.
Altro borgo marinaro dalla sicura atmosfera romantica è San Felice Circeo, che deve il suo nome e il suo fascino a Circe: si dice che fu proprio qui che la maga sedusse Ulisse. Se guardate la sagoma della montagna, vedrete il profilo di questo personaggio femminile della mitologia greca. Insomma, un luogo ad alto impatto seduttivo.
Infine Gaeta, cittadina dalle dimensioni più importanti, ma non per questo meno romantica: tra i must, segnaliamo la “scalata” al campanile, la Montagna Spaccata (impressionante fenditura nella roccia e uno dei luoghi più suggestivi della città) e il Parco di Monte Orlando, che offre scorci cinematografici sulla natura: qui, infatti, è stata girata la scena finale di Saturno Contro.
Dormire nella Riviera di Ulisse
- B&B Sperlonga, Via Lepanto snc, Sperlonga: una struttura molto curata e a due passi sia dal centro che dal lungomare;
- Boutique Hotel Il Faro, Piazza Antonio Valente 3, San Felice Circeo: hotel di lusso con vista sul mare;
- Villa Irlanda Grand Hotel, Via Lungomare Caboto 6, Gaeta: location splendida, arricchita da un grande giardino e da una piscina.
Mangiare nella Riviera di Ulisse
- Il Porticciolo, Via del Porto 13, Sperlonga: vista su Torre Truglia e pesce fresco;
- Il Grottino Al Porto, Via Ammiraglio Bergamini 58, San Felice Circeo: vista romantica e piatti ricercati;
- Le Sale del Gusto, Lungomare Giovanni Caboto 10, Gaeta: pesce fresco e vista sul golfo.
Umbria

Spello (iStock)
L’Umbria si attesta come una delle regioni più romantiche d’Italia per molti motivi: il turismo di massa praticamente inesistente, i deliziosi borghi circondati dalla natura e la spiritualità dei suoi luoghi, che spinge al raccoglimento.
Spello, borgo arroccato sul Monte Subasio, è un esempio perfetto: una passeggiata tra vicoli e monumenti è un’esperienza indimenticabile, soprattutto durante le infiorate. È in questi periodi (l’ultima si è svolta il 18 e il 19 giugno) che il paese si riempie di fiori a ogni angolo. Balconi, negozi e aiuole contribuiscono all’atmosfera da paese delle fiabe, alleggerendo la ricchezza storico-artistica che trasuda da ogni dove. Inoltre offre incredibili scorci panoramici.
Un altro luogo di sicura atmosfera è Assisi, al di là che si sia credenti o meno. È d’obbligo una visita alla Basilica, Patrimonio Unesco famoso in tutto il mondo per gli affreschi di Giotto che la decorano, come è d’obbligo fermarsi alla Porziuncola, chiesetta custodita all’interno di Santa Maria degli Angeli. Qui veniva San Francesco a pregare e qui - come dappertutto nella cittadina umbra - si può toccare con mano quel misticismo che non può non avvicinare all’amore nel suo senso più alto.
Infine il Lago Trasimeno, circondato anch’esso da bellissimi borghi (uno su tutti: Passignano) e caratterizzato da incredibili tramonti. Un’idea è quella di affittare una barca e godersi insieme la tranquillità del lago e delle leggende che lo popolano, tra cui quella dell’amore tra la ninfa Agilla e il principe Trasimeno, finito troppo presto per la sparizione del secondo nelle acque dell’omonimo specchio d’acqua. Da allora pare che il lamento della ninfa si possa udire quando il vento soffia tra gli alberi.
Dormire in Umbria
- Delfina Palace Hotel, Via della Fornacetta, Foligno (PG): immerso nel verde, è dotato di una piscina e offre ottime colazioni;
- TH Assisi – Hotel Cenacolo, Viale Patrono D’Italia 70, Santa Maria degli Angeli, Assisi: bella la struttura e ottima la posizione;
- Dimora Fra’ Giovanni B&B Relais, Viale Giacomo Matteotti 38, Magione (PG): stanze con letti a baldacchino e vicinanza al lago.
Mangiare in Umbria
- Ristorante Locanda del Postiglione, Via Roma 5, Spello: da provare gli gnocchi di patate al Sagrantino passito. Alle porte del borgo;
- Taverna dei Consoli, Piazza del Comune, Assisi: l’ideale è mangiare sulla terrazza, che offre una bellissima vista sul borgo;
- Ristorante Sottovento, Via Pompili Aganor 37, Passignano sul Trasimeno: per mangiare dell’ottimo pesce di mare sulle sponde di un lago.
Val di Noto

Ragusa (iStock)
La Val di Noto è l’ultima, ma non meno importante tappa di questo viaggio tra i luoghi più romantici d’Italia. Impossibile non innamorarsi tra architetture barocche, mare e ottimo cibo; insomma, immersi nel buon vivere tipico di Sicilia.
Il primo luogo da visitare è sicuramente la bellissima Noto, Patrimonio Unesco oltre che – così l’ha definita il Consiglio d’Europa - “città del Barocco”. Un luogo interamente in pietra calcarea bianca e gialla, al punto da sembrare fatto di sabbia. Ma è quando tramonta il sole che inizia la magia: Noto assume un colore irripetibile, che incanta tutti i visitatori.
I monumenti da ammirare sono un’infinità e vanno dalla Cattedrale di San Nicolò a Palazzo Ducezio (sede del municipio) e al Teatro Tina di Lorenzo.
A proposito di città Unesco, la Val di Noto ne conta 8, oltre alla già citata: Scicli, Caltagirone, Catania, Ragusa, Palazzolo Acreide, Militello Val di Catania e Modica. L’ideale sarebbe visitarle tutte, ma per un breve viaggio consigliamo Scicli e Modica, due perle di rara bellezza, non a caso anch’esse al centro di numerosi film e serie tv (come Il Commissario Montalbano).
Una passeggiata nel centro storico di Scicli è un atto di meraviglia continua. Basta fermarsi davanti a Palazzo Beneventano per capire le immense qualità architettoniche della zona. Inoltre è d’obbligo una visita alle chiese rupestri e alle tante grotte, che fanno di Scicli una sorta di Betlemme italiana.
Infine Modica: mozzafiato il Duomo di San Giorgio, come il Castello dei Conti di Modica, ma come per il resto vale la regola delle lente camminate nel centro storico. È l’unico modo per assaporare i ritmi e le bellezze di questa zona, così ricca da far girare la testa.
Dormire in Val di Noto
- Palazzo Tasca, Via Ascenzo Mauceri 47, Noto: palazzo storico a due passi da tutte le attrazioni principali;
- Hotel Novecento, Via Dupré 11, Scicli: camere romantiche in pieno centro storico;
- Modica Old Town Rooms, Via Santa 15, Piazza Matteotti, Modica: stanze molto colorate in posizione ottima.
Mangiare in Val di Noto
- Ristorante Crocifisso, Via Principe Umberto 48, Noto: cucina tipica, ma rivisitata in una romantica location;
- Ùmmara - vineria con cucina, Via Aleardi 9, Scicli: ottima vineria che offre anche piatti curati. L’ideale? Mangiare all’aperto;
- Singola Ristorante Naturale, Via Risorgimento 88, Modica: per una cena originale, possibilmente all’aperto e circondati dal verde. È un ristorante vegetariano e vegano con un’ottima scelta.
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Esistono luoghi dove ritrovare l'intesa con il partner: dai borghi arroccati e colorati, ai paesaggi che spaziano dal mare alla montagna, all’atmosfera festosa, la musica, il buon mangiare e il buon bere. Ecco un breve itinerario che parte dal Trentino Alto Adige e attraversa l'Italia lungo la Riviera di Ulisse, l'Umbria e la Val di Noto in Sicilia.Lo speciale contiene un articolo e quattro approfondimenti sulle tappe del viaggio.Esistono luoghi dove ritrovare l'intesa con il partner? La risposta più immediata è: ogni luogo è perfetto, purché sia presente in entrambi la voglia di riconciliarsi o di riaccendere la fiamma. Nonostante questo, esistono borghi, scenari naturali e singole zone che danno una mano ai sentimenti per via della loro tranquillità, bellezza e atmosfera.L’Italia, in questo, è maestra. Non è un caso che venga scelta ogni anno da migliaia di coppie, ma anche da registi che, abilmente o maldestramente, si propongono di raccontare l’amore. Si pensi a Vacanze romane, pellicola che ha fatto di Roma lo sfondo ideale per l’indimenticabile incontro tra il reporter interpretato da Gregory Peck e la principessa Audrey Hepburn. Un omaggio reso alla città anche da Federico Fellini, che con la sua Dolce Vita ne ha riassunto – poetizzandola – l’essenza.Film meno interessante dal punto di vista artistico, ma emblematico della mentalità che vede l’Italia come luogo ideale per innamorarsi o rinnamorarsi, è “Mangia prega ama”, di Ryan Murphy. Nonostante la parte propriamente dedicata all’amore si svolga a Bali, Roma e Napoli sono le città del godimento e della bellezza, quelle in cui la protagonista comincia ad apprezzare nuovamente la vita e ad adocchiare pretendenti.Italia come luogo della poesia: ne Il postino, Procida è dove arriva in esilio Pablo Neruda, che qui stringe amicizia con il postino Mario (Massimo Troisi). Un incontro speciale, che per le sue caratteristiche non poteva che essere ambientato laddove le relazioni, una speciale visione della vita e la semplicità la facevano ancora da padroni.Osteggiato dalla critica, To Rome with love, di Woody Allen, vede una coppia americana in luna di miele protagonista insieme ad altri personaggi e, soprattutto e ancora, a Roma, città che con la sua allure romantica non ha mai smesso di essere al centro di commedie e drammi sentimentali.Letters to Juliet, Io ballo da sola, New Moon, Sotto il sole della Toscana. Si potrebbe continuare all’infinito, ma una domanda sorge spontanea: perché sono soprattutto gli americani e gli stranieri in generale ad accorgersi delle potenzialità romantiche del nostro Paese? Si tratta di un banale gusto per l’esotico o l’Italia ha davvero le carte in regola per esaltare questo sentimento e aiutarlo a insinuarsi nel cuore di giovani e meno giovani? È innegabile che l’emotività degli italiani colpisca da sempre i popoli meno abituati a esternare le emozioni: la maggior parte non ha alcun problema né ad arrabbiarsi né a baciarsi per strada. In alcune zone sopravvive ancora l’usanza di camminare a braccetto tra uomini e da nessuna parte le effusioni – se nei limiti della decenza – scandalizzano qualcuno. La classica sceneggiata napoletana, mito che sembra scivolare sempre più nel passato e nella cinematografia d’antan, diventa realtà quando ci addentriamo nella città partenopea. Perché talvolta i luoghi comuni corrispondono al vero, anche se questo vero va contestualizzato e mai generalizzato o macchiato con inutili pregiudizi.Siamo un popolo mediterraneo, che utilizza la gestualità per sottolineare ciò che dice o pensa. A dispetto di una globalizzazione che ci vuole tutti uguali, conserviamo almeno in parte le nostre caleidoscopiche radici, che ancora risentono degli influssi greco e arabo (tra gli altri).Non solo: i borghi arroccati, i borghi colorati, i paesaggi che spaziano dal mare alla montagna, l’atmosfera festosa, la musica, il buon mangiare e il buon bere fanno sì che si identifichi l’Italia con la patria degli innamoramenti a 360 gradi. Sono gli italiani a dare per scontato il loro Paese, non certo chi approda in una penisola le cui profonde contraddizioni vengono addolcite dalle infinite qualità.Che si tratti di un’Italia dal sapore vintage o di un’Italia che propone nuove forme di romanticismo, poco importa: riscoprire il nostro Paese dà la possibilità di riscoprire anche chi abbiamo accanto. Perché imparare a guardare con occhi nuovi ciò che abbiamo davanti a noi tutti i giorni, sia sul versante geografico che umano, è la dote più importante per portare avanti un rapporto di successo.<div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/viaggi-romantici-recuperare-rapporto-coppia-2657615752.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="trentino-alto-adige" data-post-id="2657615752" data-published-at="1657106498" data-use-pagination="False"> Trentino Alto Adige Castel Toblino (iStock) Una regione ad alto tasso di romanticismo è il Trentino Alto Adige. Dobbiamo rendere grazie ai paesaggi di rara bellezza e ai tanti castelli, agli hotel di charme e alla speciale accoglienza degli operatori turistici locali, ma anche alla possibilità di isolarsi a guardare le stelle e ai ristoranti arredati come case delle bambole.Un luogo ideale per gli innamorati è Castel Toblino, sulle sponde dell’omonimo lago. La location è da fiaba: vedere le mura merlate che si specchiano sulle acque verdi e incontaminate insieme alle montagne circostanti scioglierebbe il cuore a chiunque. Oltre allo scenario, il luogo offre a chi si ama anche le sue romantiche leggende, nonché un’allure che viene attribuita alla presenza delle fate durante le notti più calme. Qui si può anche cenare e pernottare.Un’altra esperienza da fare in coppia è il breve viaggio in funivia da Trento a Sardagna, sua frazione. Un viaggio tra terra e cielo da fare soprattutto di sera, quando la città si illumina. La funivia, infatti, è aperta fino alle 22:30. Un brivido di soli 4 minuti.Ultimo luogo in cui immergersi con amore e per amore sono i Giardini di Castel Trauttmansdorff, a Merano. Entrare qui significa respirare atmosfere mediterranee ed esotiche, grazie alla grande quantità di piante provenienti da tutto il mondo. Inoltre esistono stazioni multisensoriali, dove – appunto – riattivare i sensi.Dormire in Trentino Alto Adige Karinhall, Loc. i Grezzi 17, Mattarello di Trento (TN). Mobili in legno, parquet e, soprattutto, una location da favola: siamo all’interno di Castel Toblino!La Villa – Luxury Guest House, Salita della Spalliera 3, Trento: a due passi dalla città, ma in posizione isolata;Hotel FleurAlp, Via dei Fiori 12, Cermes (BZ): un luogo magico, che offre anche una piscina e delle ottime colazioni.Dove mangiare in Trentino Alto AdigeRistorante Castel Toblino, segnalato anche da Gambero Rosso e da Michelin nel 2021;Scrigno del Duomo, Piazza del Duomo 29, Trento: ambiente romantico e ottimi i tortel;Ristorante Castello Rametz, via Labers 4, Merano: da provare la tartare. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/viaggi-romantici-recuperare-rapporto-coppia-2657615752.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="riviera-di-ulisse" data-post-id="2657615752" data-published-at="1657106498" data-use-pagination="False"> Riviera di Ulisse Sperlonga (iStock) Che Roma sia una città estremamente romantica lo sanno tutti. Chi sa, invece, che a pochi chilometri dalla capitale si trova un’altra zona dalle caratteristiche amorose? Si tratta della Riviera di Ulisse, tratto di costa laziale dominato da un mare pulito e, soprattutto, dai miti legati all’eroe greco, che qui approdò.Sperlonga, Gaeta e San Felice Circeo sono solo alcuni dei luoghi bazzicati per lo più da persone provenienti da Lazio e Campania, ma meno conosciuti da chi viene da fuori.Sperlonga, in particolare, è la quintessenza del romanticismo. Qui i ritmi scorrono lenti e l’ideale per assaporare al meglio un viaggio di coppia è venire in bassa stagione. La natura circostante è magnifica, dominata com’è dal mare e dai Monti Aurunci.Imboccando Via Seconda Ripa dal centro storico, si arriva a delle panchine. Bisogna sedersi qui e godere dell’atmosfera, per poi proseguire verso Torre Truglia, affacciata sul mare. L’ideale è camminare sulla spiaggia mano nella mano e arrivare presso la Villa di Tiberio e il Museo Archeologico, dove sono custoditi i gruppi di Scilla e Polifemo. Emozioni garantite, ancora meglio se vissute in due.Altro borgo marinaro dalla sicura atmosfera romantica è San Felice Circeo, che deve il suo nome e il suo fascino a Circe: si dice che fu proprio qui che la maga sedusse Ulisse. Se guardate la sagoma della montagna, vedrete il profilo di questo personaggio femminile della mitologia greca. Insomma, un luogo ad alto impatto seduttivo.Infine Gaeta, cittadina dalle dimensioni più importanti, ma non per questo meno romantica: tra i must, segnaliamo la “scalata” al campanile, la Montagna Spaccata (impressionante fenditura nella roccia e uno dei luoghi più suggestivi della città) e il Parco di Monte Orlando, che offre scorci cinematografici sulla natura: qui, infatti, è stata girata la scena finale di Saturno Contro.Dormire nella Riviera di UlisseB&B Sperlonga, Via Lepanto snc, Sperlonga: una struttura molto curata e a due passi sia dal centro che dal lungomare;Boutique Hotel Il Faro, Piazza Antonio Valente 3, San Felice Circeo: hotel di lusso con vista sul mare;Villa Irlanda Grand Hotel, Via Lungomare Caboto 6, Gaeta: location splendida, arricchita da un grande giardino e da una piscina.Mangiare nella Riviera di UlisseIl Porticciolo, Via del Porto 13, Sperlonga: vista su Torre Truglia e pesce fresco;Il Grottino Al Porto, Via Ammiraglio Bergamini 58, San Felice Circeo: vista romantica e piatti ricercati;Le Sale del Gusto, Lungomare Giovanni Caboto 10, Gaeta: pesce fresco e vista sul golfo. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/viaggi-romantici-recuperare-rapporto-coppia-2657615752.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="umbria" data-post-id="2657615752" data-published-at="1657106498" data-use-pagination="False"> Umbria Spello (iStock) L’Umbria si attesta come una delle regioni più romantiche d’Italia per molti motivi: il turismo di massa praticamente inesistente, i deliziosi borghi circondati dalla natura e la spiritualità dei suoi luoghi, che spinge al raccoglimento.Spello, borgo arroccato sul Monte Subasio, è un esempio perfetto: una passeggiata tra vicoli e monumenti è un’esperienza indimenticabile, soprattutto durante le infiorate. È in questi periodi (l’ultima si è svolta il 18 e il 19 giugno) che il paese si riempie di fiori a ogni angolo. Balconi, negozi e aiuole contribuiscono all’atmosfera da paese delle fiabe, alleggerendo la ricchezza storico-artistica che trasuda da ogni dove. Inoltre offre incredibili scorci panoramici.Un altro luogo di sicura atmosfera è Assisi, al di là che si sia credenti o meno. È d’obbligo una visita alla Basilica, Patrimonio Unesco famoso in tutto il mondo per gli affreschi di Giotto che la decorano, come è d’obbligo fermarsi alla Porziuncola, chiesetta custodita all’interno di Santa Maria degli Angeli. Qui veniva San Francesco a pregare e qui - come dappertutto nella cittadina umbra - si può toccare con mano quel misticismo che non può non avvicinare all’amore nel suo senso più alto.Infine il Lago Trasimeno, circondato anch’esso da bellissimi borghi (uno su tutti: Passignano) e caratterizzato da incredibili tramonti. Un’idea è quella di affittare una barca e godersi insieme la tranquillità del lago e delle leggende che lo popolano, tra cui quella dell’amore tra la ninfa Agilla e il principe Trasimeno, finito troppo presto per la sparizione del secondo nelle acque dell’omonimo specchio d’acqua. Da allora pare che il lamento della ninfa si possa udire quando il vento soffia tra gli alberi.Dormire in UmbriaDelfina Palace Hotel, Via della Fornacetta, Foligno (PG): immerso nel verde, è dotato di una piscina e offre ottime colazioni;TH Assisi – Hotel Cenacolo, Viale Patrono D’Italia 70, Santa Maria degli Angeli, Assisi: bella la struttura e ottima la posizione;Dimora Fra’ Giovanni B&B Relais, Viale Giacomo Matteotti 38, Magione (PG): stanze con letti a baldacchino e vicinanza al lago.Mangiare in UmbriaRistorante Locanda del Postiglione, Via Roma 5, Spello: da provare gli gnocchi di patate al Sagrantino passito. Alle porte del borgo;Taverna dei Consoli, Piazza del Comune, Assisi: l’ideale è mangiare sulla terrazza, che offre una bellissima vista sul borgo;Ristorante Sottovento, Via Pompili Aganor 37, Passignano sul Trasimeno: per mangiare dell’ottimo pesce di mare sulle sponde di un lago. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem4" data-id="4" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/viaggi-romantici-recuperare-rapporto-coppia-2657615752.html?rebelltitem=4#rebelltitem4" data-basename="val-di-noto" data-post-id="2657615752" data-published-at="1657106498" data-use-pagination="False"> Val di Noto Ragusa (iStock) La Val di Noto è l’ultima, ma non meno importante tappa di questo viaggio tra i luoghi più romantici d’Italia. Impossibile non innamorarsi tra architetture barocche, mare e ottimo cibo; insomma, immersi nel buon vivere tipico di Sicilia. Il primo luogo da visitare è sicuramente la bellissima Noto, Patrimonio Unesco oltre che – così l’ha definita il Consiglio d’Europa - “città del Barocco”. Un luogo interamente in pietra calcarea bianca e gialla, al punto da sembrare fatto di sabbia. Ma è quando tramonta il sole che inizia la magia: Noto assume un colore irripetibile, che incanta tutti i visitatori. I monumenti da ammirare sono un’infinità e vanno dalla Cattedrale di San Nicolò a Palazzo Ducezio (sede del municipio) e al Teatro Tina di Lorenzo.A proposito di città Unesco, la Val di Noto ne conta 8, oltre alla già citata: Scicli, Caltagirone, Catania, Ragusa, Palazzolo Acreide, Militello Val di Catania e Modica. L’ideale sarebbe visitarle tutte, ma per un breve viaggio consigliamo Scicli e Modica, due perle di rara bellezza, non a caso anch’esse al centro di numerosi film e serie tv (come Il Commissario Montalbano).Una passeggiata nel centro storico di Scicli è un atto di meraviglia continua. Basta fermarsi davanti a Palazzo Beneventano per capire le immense qualità architettoniche della zona. Inoltre è d’obbligo una visita alle chiese rupestri e alle tante grotte, che fanno di Scicli una sorta di Betlemme italiana.Infine Modica: mozzafiato il Duomo di San Giorgio, come il Castello dei Conti di Modica, ma come per il resto vale la regola delle lente camminate nel centro storico. È l’unico modo per assaporare i ritmi e le bellezze di questa zona, così ricca da far girare la testa.Dormire in Val di NotoPalazzo Tasca, Via Ascenzo Mauceri 47, Noto: palazzo storico a due passi da tutte le attrazioni principali;Hotel Novecento, Via Dupré 11, Scicli: camere romantiche in pieno centro storico;Modica Old Town Rooms, Via Santa 15, Piazza Matteotti, Modica: stanze molto colorate in posizione ottima.Mangiare in Val di NotoRistorante Crocifisso, Via Principe Umberto 48, Noto: cucina tipica, ma rivisitata in una romantica location;Ùmmara - vineria con cucina, Via Aleardi 9, Scicli: ottima vineria che offre anche piatti curati. L’ideale? Mangiare all’aperto;Singola Ristorante Naturale, Via Risorgimento 88, Modica: per una cena originale, possibilmente all’aperto e circondati dal verde. È un ristorante vegetariano e vegano con un’ottima scelta.
Giuseppe Conte (Ansa)
Su questo svicola, soprattutto dall’invito a presentarsi davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sfruttando cavilli procedurali legati alla propria nomina a commissario.
Adesso però è arrivato il momento di metterci un punto. Mentre fino ad oggi erano soprattutto quelli di Fratelli d’Italia a stare con il fiato sul collo all’ex premier, ora ci si sono messi anche i leghisti a colpire duro. «Conte venga in audizione a spiegare in che modo è stato gestito l’acquisto delle mascherine», incalza la deputata della Lega e capogruppo in Commissione d’inchiesta Covid, Simona Loizzo. «Deve chiarire le criticità che stiamo facendo emergere in commissione, da cui prende forma un quadro inquietante». La collega senatrice della Lega, Tilde Minasi, rilancia: «Il comportamento ostruzionistico di Conte e i suoi continui tentativi di sottrarsi al confronto istituzionale rappresentano uno schiaffo ai cittadini italiani. È nostro dovere fare piena luce sull’utilizzo dei soldi pubblici in un momento in cui la nazione era paralizzata da confinamenti stringenti e da rigide restrizioni della libertà personali, spesso imposte tramite decreti d’urgenza non adeguatamente supportati da evidenze scientifiche condivise e trasparenti».
Se davvero Conte non ha nulla da nascondere, così come non esita a dichiarare sulla stampa, perché è restio ad andare a riferire in commissione? Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, rincara: «Conte parla dovunque di Covid tranne dove dovrebbe, cioè la commissione d’inchiesta, mentre escono notizie preoccupanti di presunte fatture false intestate a consorzi cinesi fittizi per una commessa di mascherine farlocche di oltre un miliardo di euro. Il tutto senza gara ma con un affidamento diretto». Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid, chiede addirittura le sue dimissioni: «Conte si è fatto nominare componente di commissione nella consapevolezza che un commissario non può essere audito, creandosi così una sorta di immunità. Ci sono tanti aspetti su cui è doveroso fare luce. Stiamo combattendo contro il tempo perché l’ostruzionismo della sinistra ha fatto iniziare i lavori con due anni di ritardo».
Il leader M5s sceglie Repubblica per spararle grosse sostenendo di non saperne nulla: «Dal 2021 ho chiarito decine di volte che non mi sono mai occupato di contratti per l’acquisto di mascherine e respiratori, né di quali imprese o professionisti fossero coinvolti». Circostanza a dir poco risibile. E rigira addirittura la frittata: «Secondo voi è pensabile che un presidente del Consiglio possa pensare ai contratti delle mascherine? Siamo sicuri che nessun esponente di vertice di Fratelli d’Italia si sia preoccupato di suggerire o raccomandare imprese o professionisti?». Per il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, «va fatta chiarezza», perché «si sta evidenziando un uso del denaro pubblico caratterizzato da ombre e opacità, e soprattutto sugli affidamenti diretti di materiale sanitario si starebbe delineando un sistema che avrebbe favorito alcune consulenze e in particolare alcune aziende rispetto ad altre».
Conte fa la vittima attaccando i giornalisti, i quotidiani considerati nemici e il fantasmagorico sistema mediatico schierato contro di lui. L’atto di accusa è sempre lo stesso: se la prende con le televisioni che, secondo lui, sarebbero controllate dal governo. Chi osa porre l’accento sul dossier viene investito dall’ira contiana che la butta in caciara: «Il caldo ha dato alla testa a qualcuno, hanno individuato in me il nemico pubblico numero uno».
«Io sulla gestione Covid», si giustifica, «sono andato a fornire tutte le spiegazioni nei tribunali ricavandone una completa archiviazione, ho dato tutte le risposte di fronte all’opinione pubblica in decine e decine di interviste, ho comunicato subito la mia disponibilità anche ad essere audito dalla commissione Covid diventata un tribunale politico di FdI contro il sottoscritto senza ricevere risposte. Sono anni che ho dato la mia disponibilità a essere audito, solo che a questa disponibilità non è stato dato alcun seguito. Attendo quindi di sapere la data della mia audizione, perché è in corso un gioco sporco che non posso più permettere».
Ma la questione non è così semplice dato che, come detto, Conte fa parte della commissione Covid e la prassi parlamentare impedisce che venga convocato come testimone. Un cortocircuito procedurale che ha risvolti essenziali: capire se e come una commissione possa ascoltare in audizione un proprio componente. Facendosi nominare membro della stessa commissione, Conte ha sfruttato una prassi parlamentare non scritta per evitare l’audizione, creando di fatto una sorta di scudo protettivo. Una «stortura» che ha spinto i presidenti di Camera e Senato a convocare la Giunta per il regolamento per cercare una via d’uscita.
Il costituzionalista Tommaso Edoardo Frosini smonta però questo «scudo» e spiega subito come risolvere il cortocircuito: «È obbligato a spiegare, lo stabilisce la Carta». Non ci sono più scuse.
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Domenico Arcuri (Ansa)
Quasi per gioco ha inviato un messaggio a un amico per informarlo dell’avvistamento. Da qui è rimasto segnato sul cellulare l’orario d’arrivo. Ma dopo circa mezz’ora, il testimone ha avuto una visione che ha reso quell’incontro fortuito una notizia. Ebbene, verso le 20:30, nel portone si è infilato, a passo svelto, l’ex premier Giuseppe Conte.
Una coincidenza? Oppure il presidente del M5s è andato a discutere con il suo vecchio collaboratore? E di cosa?
Quel che è certo è che da giorni stanno montando le polemiche per la mancata audizione dell’ex premier in Commissione Covid.
Il motivo lo ricostruisce con La Verità il presidente Marco Lisei: «Un membro di una commissione d’inchiesta, quale è Conte, non può essere audito. Ma lui dice di essere disponibile a rispondere e, per questo, oltre un anno fa gli ho proposto di dimettersi, farsi audire e poi rientrare in commissione. Pochi giorni fa anche i presidenti di Camera e Senato hanno fatto capire che è una strada percorribile. Ma, di fronte a questa mia proposta, ha risposto negativamente. Mi pare che non abbia la volontà di rispondere alle domande dei commissari».
Ieri, in un’intervista alla Repubblica, Conte ha dato la sua versione: «Sono anni che ho dato la mia disponibilità a essere audito». E ha accusato Palazzo Chigi di avere dato l’ordine ai commissari di Fdi di screditare la sua persona: «È in corso un gioco sporco che non posso più permettere».
Il cuore del problema sono le provvigioni multimilionarie dietro all’appalto da 1,25 miliardi di euro e 800 milioni di mascherine cinesi rivelate da questo giornale nel novembre del 2020. Una vicenda che abbiamo sviscerato per più di un lustro e che, a distanza di anni, ha iniziato a interessare anche altre testate, sebbene a livello giudiziario e investigativo non ci siano reali novità rispetto a quanto da noi già raccontato. Conte ha respinto per l’ennesima volta i sospetti che lo inseguono dal nostro primo scoop, con queste parole: «Non mi sono mai occupato di contratti per l’acquisto di mascherine e respiratori, né di quali imprese o professionisti fossero coinvolti».
Di fronte all’incredulità dell’intervistatore («Come è possibile che lei non si occupasse delle forniture?»), l’ex premier non ha fatto un plissé: «Ma scusate, torniamo a quei mesi, con un’Italia in ginocchio e la riorganizzazione di un intero Paese da gestire, secondo voi è pensabile che un presidente del Consiglio possa pensare ai contratti delle mascherine?».
Purtroppo pm e giudici non hanno trovato nessun colpevole per quell’enorme spreco di denaro pubblico e Conte ha gioco facile nel rimarcare che «sono vicende che, da un punto di vista giudiziario, si sono tutte tradotte in un nulla di fatto». E per questo è meglio tornare alla nostra storia e alla bella piazza nel cuore di Roma.
Il 17 giugno, alle 8:30 del mattino, in commissione, succede qualcosa.
Durante la riunione dell’Ufficio di presidenza, convocato per discutere di nuove deleghe, è venuto fuori il tema, caro al Pd, di una seconda audizione di Arcuri. Una proposta su cui i dem insistono da inizio anno.
Il presidente Lisei, pur non sapendo che cosa Arcuri abbia di tanto importante da riferire, essendo già stato ascoltato per diverse ore, ha, però, ricordato che l’ex commissario non sarebbe più stato sentito in libera audizione, ma, come viene fatto da mesi, «a testimonianza», cioè come tutti i testi dei processi penali, a cui è fatto divieto assoluto di mentire, pena l’incriminazione per falsa testimonianza.
A quel punto sarebbe intervenuto il deputato pentastellato Alfonso Colucci, unico rappresentante delle opposizioni presente quel giorno: «No, Arcuri non si può sentire a testimonianza visto il ruolo che ha ricoperto», avrebbe dichiarato.
La notizia diventa subito virale e La Verità, il 18 giugno, titola: «Il Movimento 5 stelle pretende che Arcuri possa mentire sul Covid».
La stessa sera Arcuri e Conte si incontrano a casa del primo. Il giorno dopo l’ex commissario Covid invia al presidente Lisei una lettera in cui spiega di essere pronto a dire tutta la sua verità, alle condizioni della commissione: «Avendo appreso da alcuni organi di stampa i contenuti di discussioni che si sarebbero tenute in seno all’Ufficio di Presidenza della Commissione che Lei presiede e che riguarderebbero una mia futura audizione, ritengo doveroso comunicarLe con questa mia che non sussiste da parte del sottoscritto alcun problema né alcun impedimento ad essere sentito nella forma dell’audizione testimoniale, come peraltro previsto dalla vigente normativa» si legge nella missiva.
Che prosegue così: «Colgo altresì l’occasione per ribadire a Lei, come ho già fatto con gli Uffici della Commissione, il mio auspicio ad essere audito, Le ripeto in qualsiasi forma si riterrà opportuna, con l’esclusivo fine di dare ai componenti la Commissione un contributo autentico e complessivo intorno all’effettivo svolgimento dei fatti che hanno caratterizzato una stagione così drammatica per il nostro Paese, come quella della pandemia, fornendo loro il più adeguato materiale probatorio».
La lettera è stata concordata con Conte la sera precedente? Entrambi negano. L’ex premier prima ci spiega la natura del suo rapporto con il manager: «Da quando Arcuri è stato attaccato, pur essendo uscito indenne dalle inchieste della magistratura, gli ho offerto la mia solidarietà, apprezzando l’impegno con cui ha servito il Paese. La campagna di fango contro di lui è assolutamente indegna». E la cena del 18 giugno? Lo staff del presidente del Movimento è netto: «Arcuri e Conte non hanno mai parlato di eventuali lettere che Arcuri avrebbe fatto pervenire nei giorni successivi alla Commissione».
L’ex ad di Invitalia, dal suo buen retiro toscano, è molto meno sintetico: «Visto quello che leggo da parte di altri giornali, ho nostalgia di voi. Fate con profondità il vostro lavoro, poi certo, ognuno ha le sue idee, ma lo fate con un tasso di professionalità informativa che altrove non trovo».
Per questo accetta di spiegare il legame con Giuseppi, la cena del 18 giugno e che cosa potrebbe svelare nella sua possibile prossima audizione.
La prima risposta è sulla frequentazione: «Quando Conte è diventato presidente del Consiglio, io non l’avevo mai visto in vita mia. Abbiamo collaborato per questioni legate al Mezzogiorno per il mio ruolo di amministratore delegato di Invitalia. Quando mi ha chiesto di fare il commissario ho accettato e abbiamo stabilito, come con tutti gli attori di quella stagione, un rapporto di consuetudine. Lo chiami lei come vuole. Dopodiché, viste le tristi vicende che mi hanno colpito, diciamo che questo rapporto di consuetudine e di collaborazione si è trasformato in un rapporto di amicizia».
Gli chiediamo se il trait d’union possa essere stato Massimo D’Alema, in buoni rapporti con entrambi, e Arcuri risponde: «No, il rapporto tra me e Conte è nato, dimostrabilmente, sulle politiche innovative per lo sviluppo del Mezzogiorno che il governo Conte 1 avviò con Invitalia protagonista. Non ho nessun problema a dirle che mi capita di vedere Conte anche in questo periodo, mentre D’Alema io non lo incontro da molti anni». E con Giuseppi ogni quanto vi incrociate? L’ex commissario resta sul vago: «Ci capita di vederci, ma non è che abbiamo appuntamenti fissi, né ricorrenti».
Quindi il discorso passa alla lettera inviata alla Commissione: «È un anno e mezzo che io chiedo di essere audito. Sono stato sentito solo per la vicenda Jc electronics (società che per il Tribunale di Roma sarebbe stata ingiustamente estromessa dalla fornitura di mascherine, ndr) e, in quell’occasione, ero limitato, non potevo raccontare l’emergenza». Arcuri non si tiene: «Le opposizioni chiedono invano da un anno e mezzo che io venga chiamato. Sono stato inserito inutilmente nella loro lista delle persone da audire. Dopodiché ho letto che in un ufficio di presidenza si è detto che io dovessi essere sentito in libera audizione e che per alcuni media questo significava che si voleva che io andassi a dire menzogne. Allora ho preso carta e penna e ho detto: “Io vengo nella forma che volete voi”». Arcuri insiste sul fatto che è pronto a portare in commissione «adeguato materiale probatorio».
L’ex ad di Invitalia nega che la missiva sia da collegare all’incontro con Conte: «Si immagini se abbiamo parlato della lettera, quella è stata un mio automatismo, scattato dopo che mi sono indignato la mattina di fronte ai titoli dei giornali… con tutto quello che mi è successo, secondo lei, ho problemi ad andare in escussione testimoniale?».
A questo punto ci promette un’esclusiva, ma solo dopo l’audizione e ci annuncia che è pronto a mostrarci documenti inediti: «Facciamo un’intervista aperta in cui mi chiedete quello che volete. Avrei piacere di darvi anche un po’ di carte, perché ormai sono pubbliche, soltanto che non tutti hanno accesso. Il mio problema, sempre perché sono uno stupido amante delle istituzioni, è che io vorrei capire se questi signori mi audiscono, perché se non lo faranno, mi sentirò libero di venire da voi e dire ciò che voglio, visto che ho chiesto di farlo in commissione, senza riuscirci».
Gli spieghiamo che ci risulta difficile credere che, dopo gli articoli del 18 giugno, lui e Conte non abbiano discusso della lettera, ma Arcuri è irremovibile: «Il tema della serata non è stato quello. Con lui parliamo di tutto e di niente come persone che hanno condiviso una stagione brutta, e noi solo sappiamo quanto brutta, e che si sentono ingiustamente perseguitati».
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