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Vediamo cosa si inventa adesso Giuseppi

Vediamo cosa si inventa adesso Giuseppi
Ansa
Il 20 agosto, nel discorso al Senato dopo la mozione di sfiducia presentata dalla Lega, Giuseppe Conte disse che Matteo Salvini avrebbe fatto meglio a presentarsi a Palazzo Madama e chiarire il caso russo. Un mese e mezzo fa, quello del presidente del Consiglio apparve come un elogio non solo della trasparenza, in una vicenda dai contorni oscuri, ma anche una riaffermazione del ruolo del Parlamento, a cui si devono informazioni sui fatti rilevanti della vita politica. Non si scappa davanti alle domande, era il senso del discorso al veleno con cui il premier servì il ministro che intendeva sfiduciarlo. Certo, il capo del governo non immaginava che di lì a poche settimane, a non voler affrontare il fuoco di fila degli interrogativi sarebbe stato proprio lui. L'avvocato del popolo, tanto abile a giocare con il diritto e il rovescio, ma soprattutto tanto scaltro da disinnescare gli argomenti degli avversari nelle memorie difensive dei suoi clienti, non poteva pensare che presto si sarebbe trovato (...)
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Nuovi alberghi e tanti progetti. Pure Sanremo cambia musica
Sanremo (iStock)
Non solo Ariston e Casinò: la reginetta di Ponente è pronta a tornare protagonista della Riviera, con molte novità turistiche.

La rinascita di Sanremo è (finalmente) partita. La bella addormentata della Riviera ligure di Ponente, dopo anni seduta sugli allori di Festival e Casinò, unici motivi e occasioni per cui si svegliava, esce dal lungo letargo e si prepara a conquistare il reame del turismo italiano e straniero.

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Meno Ue, meno moralismo: l’Italia può farcela
Ursula von der Leyen (Ansa). Nel riquadro, la copertina del libro «Creatività o sottomissione?», di Emmanuele Massagli e Maurizio Sacconi
Nel libro di Emmanuele Massagli e Maurizio Sacconi l’analisi dei boom economici italiani, costruiti su fiducia, famiglia e innovazione. Condizioni che l’era dell’Intelligenza artificiale può rilanciare, a patto di mollare gli eccessi ideologici dell’Unione e la sua iperregolazione soffocante.

A chi dubita che l’Italia possa esprimere vitalismo demografico e lavorativo, dobbiamo ricordare che nella sua storia più recente il nostro Paese ha conosciuto due stagioni di grande e diffuso dinamismo. Tra il 1947 e il 1964, il «miracolo italiano» coniugò boom demografico, straordinari livelli di sviluppo industriale e occupazionale, assenza (o quasi) di debito pubblico, grande forza della nostra moneta. L’anello di congiunzione tra le due demografie fu la famiglia, solida protagonista della grande dimensione della natalità e del nuovo, diffuso, capitalismo popolare. Ancora nel 1963, alla vigilia della cosiddetta «congiuntura» che interruppe l’età dell’oro, si registrarono circa 400.000 matrimoni ed oltre un milione di nascite. Gli investimenti superarono il 25% del Pil. La propensione al risparmio delle famiglie sfiorò il 21%. Le compravendite immobiliari raggiunsero un valore di quasi il 4% del Pil. Si formò il grande ceto medio.

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Secondo Maurizio Belpietro, l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela non è una novità ma l’ennesima prova che le grandi potenze agiscono per interesse, non per ideali. Da Donald Trump a Nicolás Maduro, il direttore de La Verità smaschera le contraddizioni della sinistra italiana, pronta a indignarsi solo quando fa comodo.

Milano è la città più cara d’Italia. L’olio d’oliva a Bolzano costa 10 euro
Beppe Sala (Ansa)
Pesano i servizi. Meno marcate le differenze sugli alimentari. Pane a 2,40 euro a Napoli.

Milano si conferma anche nel 2025 la città italiana con il costo della vita più elevato, almeno secondo la metrica Codacons basata sui listini al pubblico di beni e servizi su base Osservatorio prezzi del Mimit. Nel paniere complessivo costituito da 28 prodotti alimentari/ortofrutticoli più una selezione di servizi – il totale per Milano è 598,95 euro. Napoli, al contrario, è all’estremo opposto con 368,90 euro: la differenza è del 62,3%.

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