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Vediamo cosa si inventa adesso Giuseppi

Vediamo cosa si inventa adesso Giuseppi
Ansa
Il 20 agosto, nel discorso al Senato dopo la mozione di sfiducia presentata dalla Lega, Giuseppe Conte disse che Matteo Salvini avrebbe fatto meglio a presentarsi a Palazzo Madama e chiarire il caso russo. Un mese e mezzo fa, quello del presidente del Consiglio apparve come un elogio non solo della trasparenza, in una vicenda dai contorni oscuri, ma anche una riaffermazione del ruolo del Parlamento, a cui si devono informazioni sui fatti rilevanti della vita politica. Non si scappa davanti alle domande, era il senso del discorso al veleno con cui il premier servì il ministro che intendeva sfiduciarlo. Certo, il capo del governo non immaginava che di lì a poche settimane, a non voler affrontare il fuoco di fila degli interrogativi sarebbe stato proprio lui. L'avvocato del popolo, tanto abile a giocare con il diritto e il rovescio, ma soprattutto tanto scaltro da disinnescare gli argomenti degli avversari nelle memorie difensive dei suoi clienti, non poteva pensare che presto si sarebbe trovato (...)
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«Il liscio oggi mescola più stili e riempie le sale di giovani»
Moreno Conficconi
Parla il re di questo genere musicale, già braccio destro di Raoul Casadei: «A Sanremo con Sal Da Vinci abbiamo vinto pure noi. Il mio sogno? Unire il folklore di tutto il mondo».

Moreno Conficconi, rigorosamente romagnolo - è nato nel 1958 a Meldola, provincia di Forlì-Cesena - è stato per 10 anni, dal 1990 al 2000, il braccio destro di Raoul Casadei, il secondo re del liscio. Il primo fu Secondo Casadei, zio di Raoul, che fondò la celebre orchestra romagnola.

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«Smonto i falsi miti su San Francesco»
Luigi Maria Epicoco (Imagoeconomica)
Luigi Maria Epicoco, teologo, coautore di un saggio sul santo di Assisi: «Non era il capofila di ecologisti e pacifisti, né un ingenuo che parlava con gli uccellini. Riformò la Chiesa, però senza dividerla: in questo è un esempio anche per i Papi».

Otto secoli fa Giovanni di Pietro di Bernardone diventava un riferimento per tutta l’umanità. Con la morte San Francesco, il patrono d’Italia, il poverello d’Assisi lasciava sull’umanità un segno indelebile, talmente forte che ai giorni nostri è diventato un simbolo per tutto e per il contrario di tutto.

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Dimmi La Verità | Gianluigi Paragone : «I musulmani vogliono il Ramadan festa nazionale»

Ecco #DimmiLaVerità del 4 maggio 2026. Il nostro Gianluigi Paragone commenta la richiesta delle comunità islamiche di istituzionalizzare il Ramadan.

Il satanismo «pop» va a nozze col potere
iStock
Nell’Ottocento evocare il demonio era un gioco letterario e una provocazione dotta (ma mai innocua). Oggi i simboli occulti invadono scenografie di grandi eventi e video musicali: tanto conformismo, zero trasgressione. Però gli effetti sulla psiche sono devastanti.
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