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«Vaticano interprete dell’opinione di milioni di italiani. Fedez non dia lezioni: di ingerenze è il maestro»

«Vaticano interprete dell’opinione di milioni di italiani. Fedez non dia lezioni: di ingerenze è il maestro»
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«Sentiamo nostra la preoccupazione del Vaticano su alcuni "contenuti attuali" del Ddl Zan in esame presso la Commissione giustizia al Senato e se non era chiara la questione, ora è chiara a tutti. E' un fatto che si ridurrà la libertà garantita alla Chiesa Cattolica e questo in base all'articolo 2, commi 1 e 3 dell'accordo di revisione del Concordato» ha commentato a caldo Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, dopo che su Corriere della Sera è uscita l'indiscrezione che il Vaticano avrebbe chiesto formalmente al governo italiano di modificare il ddl Zan, esercitando le facoltà previste nei Patti Lateranensi.

«Il Vaticano si sta facendo interprete della preoccupazione di milioni di famiglie italiane e sta difendendo la laicità dello Stato e il pluralismo delle idee dalla colonizzazione ideologica a senso unico con l'imposizione dell'agenda LGBTQIA+ come religione di Stato. Come associazione di famiglie e genitori sono anni che denunciamo un vero e proprio indottrinamento arcobaleno nelle scuole dei nostri figli e con il Ddl Zan a causa dell'art. 7 tutto questo sarà legittimato» ha continuato Jacopo Coghe, vice presidente di Pro Vita e Famiglia.

«Bene Enrico Letta che ha aperto a valutare i nodi giuridici ammettendo, di fatto, gli errori contenuti nel testo della proposta di legge e contraddicendo le precedenti forzature. Ora si passi subito a un dibattito in Parlamento che capovolga quelle norme contrarie al diritto e alla Costituzione. Si cambi metodo e si torni a testa bassa sul testo per impedire che vengano resi legge una dittatura ideologica e l'indottrinamento dei nostri figli. E Fedez non dia lezioni che di ingerenze è lui il maestro» ha concluso la nota di Pro Vita e Famiglia.

Elezioni Colombia, primo turno alla destra. I compagni gridano subito ai brogli
Abelardo de la Ispriella, soprannominato El Tigre, è in testa dopo il primo turno delle elezioni colombiane (Ansa)

Avanti Abelardo De la Espriella, arcinemico di narcos e Farc. Ballottaggio il 21 giugno. Il premier argentino Javier Milei già esulta.

Abelardo de la Espriella, soprannominato El Tigre, vola in testa al primo turno delle elezioni presidenziali in Colombia ottenendo il 43,7%. De la Espriella è un ammiratore di Donald Trump e si è candidato per il partito Defensores de la patria, una formazione molto di destra che non ha rappresentanti in Parlamento.

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Riccardo Secchi: «Mio padre mi dà il testimone, riporto Alan Ford alle origini»
Il fumettista Max Bunker, pseudonimo di Luciano Secchi, in una foto degli anni Settanta. Nel riquadro il figlio Riccardo
L’autore, figlio di Max Bunker: «Tornano il negozio di fiori, i pochi soldi, la critica sociale. La mia collaborazione col “nemico” Sergio Bonelli non fu mai un problema in famiglia».
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Se non denunci l’aggressore sei suo complice
Studenti in un corridoio scolastico (iStock)
I prof di Parma picchiati dai maranza dicono di voler «seguire una logica educativa e non sanzionatoria». Questo è un messaggio chiaro a tutti gli «italiani di seconda generazione»: la vostra prepotenza resterà sempre impunita. È la logica della sottomissione.

Parma, Italia. Non un sobborgo dimenticato del mondo. Non una favela latinoamericana. Parma. Due professori richiamano un ragazzo, che prendendo a calci una lattina sta danneggiando la carrozzeria di un’auto. Una scena che apparteneva, un tempo, alla normalità educativa di qualsiasi Paese civile.

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L’Onu lancia l’allarme: le mafie fanno quasi gli stessi morti delle guerre
Controlli sulle merci in un porto commerciale. Secondo l'Onu, il traffico di droga continua a rappresentare una delle principali fonti di reddito della criminalità organizzata transnazionale (Getty Images)
Secondo il nuovo report dell’Unodc, la criminalità organizzata provoca ogni anno circa 95.000 omicidi, un numero vicino a quello dei conflitti armati. Le mafie globali infiltrano economia e istituzioni. E l’esperienza delle mafie italiane continua a rappresentare un riferimento per gli studiosi del fenomeno.
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