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L’urlo degli invisibili

L’urlo degli invisibili
Ansa
Le testimonianze dei nostri lettori. I bambini prime vittime del green pass. «Ho perso il lavoro, per mangiare ho dovuto vendere casa». «Medico esentato, i colleghi mi trattano da criminale». «Gravidanza a rischio, ma mi negano le cure». «Mio figlio di 12 anni sta male perché gli impediscono di fare sport». «Sono incinta, cacciata dal bar dell’ospedale».

Sono storie di famiglie, lavoro, burocrazia, umanità. L’indirizzo mail invisibili@laverita.info è stato sommerso in pochi giorni da diverse centinaia di testimonianze. Pubblichiamo le prime, dopo i necessari controlli giornalistici: ne seguiranno altre già in settimana. Genitori, lavoratori, anziani, fanno emergere un pezzo di società italiana discriminato per legge e cancellato dall’opinione pubblica e dalla rappresentanza. Non sono complottisti, non sono allucinati, neppure ribelli indisciplinati. Ma uomini e donne che, per una scelta - ovviamente discutibile, come tutte - si trovano espunti dalla società civile. E qui trovano voce.
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Sergio Cammariere: «Ho iniziato a improvvisare a 10 anni»
Sergio Cammariere (Ansa)
L’artista: «Durante una marcetta feci il mio primo «solo blues». In Brasile decisi di dedicarmi alla mia musica. A Sanremo sono andato quando non me l’aspettavo più. Sono parente di Rino Gaetano, l’ho scoperto per caso».
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I cattolici non versino benzina sul fuoco
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa (Ansa)
La denuncia del cardinale Pizzaballa sulla Messa negata la domenica delle Palme ha dato la stura a una serie di commenti antisemiti. Mentre ci si dimentica dei cristiani che, in quelle stesse ore, venivano massacrati in Nigeria nel silenzio globale.
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Dimmi La Verità | Santomartino: «Il blocco navale di Trump a Hormuz è rischiosissimo»

Ecco #DimmiLaVerità del 13 aprile 2026. Il generale Giuseppe Santomartino ci spiega perché il blocco navale di Trump a Hormuz è rischiosissimo e di difficile attuazione.

Iran, la rete africana di Teheran: religione, affari e sicurezza per resistere all’isolamento
Una manifestazione in Piazza della Nazione a Dakar, in Senegal, per protestare contro gli attacchi statunitensi e israeliani all'Iran e al Libano (Getty Images)

Sotto pressione militare e diplomatica, l’Iran rafforza la sua presenza in Africa. Dalle reti religiose alla cooperazione economica e militare, Teheran costruisce alleanze strategiche nel continente per sostenere una strategia di resistenza nel lungo periodo.

Sotto la pressione dei bombardamenti israeliani e statunitensi iniziati alla fine di febbraio, la leadership iraniana si trova in una fase particolarmente delicata. Nonostante il contesto militare sfavorevole e l’isolamento internazionale, la Repubblica islamica continua però a fare affidamento su una fitta rete di relazioni costruite nel tempo, in particolare in Africa, dove le ambizioni strategiche di Teheran sono cresciute in modo graduale nel corso degli ultimi decenni.

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