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2018-07-08
Un solo cavo trasporta corrente 500 volte più del rame
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Si è tenuto a La Spezia un convegno che ha riunito una sessantina tra esperti e operatori del settore energia, l'occasione è stata la presentazione di un filo superconduttivo di nuova generazione in grado di trasportare un quantitativo di energia 500 volte maggiore rispetto ai normali cavi in rame e di trasportare fino a 3.2 Gw di potenza elettrica ma in realtà lo scenario è ben più importante perché i possibili impatti riguardano il futuro delle reti elettriche caratterizzate dalla presenza di grandi quantitativi di energia legati alle rinnovabili, eolico o necessità particolari che dovessero derivare dalla realizzazione di una rete "europea" di trasmissione dell'energia su grandi distanze. Tra le aziende e gli enti presenti Nexans, Terna e Rte, Réseau de Transport d'Électricité,ma anche il Cern e due aziende italiane della famiglia Malacalza, Asg e Columbus Superconductors che operano da anni nel settore della superconduttività, già note per aver realizzato magneti per progetti di ricerca sulla fusione come Iter o il Cern di Ginevra, che hanno partecipato al progetto come fornitori del cuore di questo cavo. Si tratta di un filo superconduttivo in Diboruro di Magnesio che diventa superconduttivo (ndr quindi opponendo «resistenza zero» alla trasmissione di energia ed evitando dispersioni) a temperature più «alte» rispetto ai superconduttori tradizionali.
Di fatto le tecnologie utilizzate che partono dal filo in MgB₂ come superconduttore che presenta caratteristiche di economicità molto interessanti nella produzione ma comprendono anche molti altri particolari decisivi come gli isolamenti ad alto voltaggio, le terminazioni e importanti sviluppi che hanno coinvolto dieci aziende europee ed enti di ricerca come Iass, l'università di Postdam che nell'insieme hanno stabilito nuovi record di trasmissione. I traguardi scientifici e i nuovi record sono stati raggiungi nell'ambito del progetto dimostrativo numero 5 di Best Path, si tratta nel suo complesso del più grande progetto di ricerca finanziato dall'Unione europea con oltre 60 milioni di euro (4,4 solo per il progetto del cavo costato complessivamente 6,7) nel settore energia degli ultimi dieci anni e rappresenta quindi un caso di Europa che a livello tecnologico vede vera collaborazione e condivisione sia delle risorse che dei risultati. Le dichiarazioni e i messaggi tecnologici usciti dal convegno spingono tutti nella stessa direzione, ovvero verso i prossimi passi necessari alla sperimentazione si questa promettente tecnologia per le reti elettriche del futuro. Reti che dovranno fare i conti con i picchi e le grandi quantità di energia prodotti da rinnovabili ed eolico e che grazie a tecnologie come quella presentata, si avvantaggerebbero in termini di prestazioni, per la «portata» maggiore ma anche per il minore impatto ambientale grazie all'interramento possibile di questi cavi. Che risolverebbero quindi anche in modo socialmente accettabile il tema di trasmettere grandi quantitativi di energia senza ricorrere a enormi scavi o tralicci. O almeno riducendone notevolmente le dimensioni. Christian-Eric Bruzek, senior project manager di Nexans, società quotata in Borsa a Parigi, ha dichiarato:«Abbiamo per la prima volta progettato un sistema con cavo superconduttivo capace di operare in corrente continua (DC), mentre fino ad ora tutti gli altri progetti esistenti si erano limitati alla corrente alternata (AC). La più grande sfida tecnologica è stata gestire la connessione tra il cavo e la rete esistente utilizzando terminazioni ad alto voltaggio. Questo progetto stabilisce gli standard per le future reti ad alto voltaggio». Da Asg e Columbus Superconductors, aziende guidate dall'amministratore delegato, Sergio Frattini, chiamato dalla famiglia Malacalza alla guida della filiera tecnologica di Asg poco più di un anno fa dopo rilevanti esperienze internazionali nell'ambito della produzione siderurgica, fanno sapere che «L'affidabilità dei nostri fili in MgB₂ Diboruro di Magnesio è stata già dimostrata da una serie di sistemi per la risonanza magnetica, forni a induzione e limitatori di corrente di corto circuito. Ora stiamo lavorando sia all'incremento delle prestazioni sia nel rendere questi fili meccanicamente robusti con una produzione efficiente e con costi competitivi». Massimo Rebolini, in rappresentanza di Terna e come presidente del Cigre Italian national committee, ha dichiarato. «Terna è sempre stata interessata alle attività di ricerca e sviluppo sui cavi superconduttivi con le prime esperienze che risalgono agli anni Novanta. In accordo alla strategia di sviluppo sostenibile, noi abbiamo continuamente monitorato i progressi della ricerca per superare le barriere tecnologiche per una completa ingegnerizzazione di cavi superconduttivi per la trasmissione di energia. I criteri normalmente utilizzati da Terna per l'utilizzo di innovativi cavi superconduttivi sono basati su quattro pilastri: aspetti tecnologici, criteri ambientali, resilienza e integrazione con la rete. Parte di questi temi sono stati investigati e risolti nel progetto Best Path». Il prossimo passo per la diffusione di questa tecnologia sarà lo sviluppo di linee guida per cavi superconduttivi ad alto voltaggio con corrente diretta con un consorzio di produttori che assicuri gli standard di sicurezza e qualità e non a caso, tornando in Francia, Jean-Yves Astic, R&D program Manager di Rte, ha sottolineato che «per coinvolgere gli operatori di rete negli investimenti in punti di rete superconduttivi, noi avremmo bisogno di sistemi su misura, che spazieranno da 63 a 320 kilovolt compresi tutti i dettagli relativi ai costi, il funzionamento e le operations dei sistemi compresa la manutenzione».
Una tecnologia che serve anche per la ricerca e la medicina

Sito dell'azienda Asg
Sembra uno scioglilingua, Diboruro di Magnesio, ma la sigla è molto semplice da ricordare MgB₂ e volendo semplificare si tratta di un filo superconduttivo che grazie alle particolari proprietà meccaniche e chimiche della fase di progettazione e produzione diventa superconduttivo a temperature meno proibitive rispetto ai superconduttori tradizionali. Risultato? Siamo sempre sottozero e servono sempre macchinari per refrigerare il cavo, ma molto meno complessi e anche meno costosi e impattanti per l'ambiente. Quindi il filo in MgB2 consente di avvicinare la tecnologia superconduttiva ad applicazioni innovative sia nel settore ricerca, il Cern lo sta sperimentando per alimentare le linee elettriche dell'acceleratore Lhc, sia nel settore energia vedi il caso del cavo record Best Path. In Asge Columbus, aziende eredi della tradizione Ansaldo nella superconduttività privatizzate nel 2001 con il passaggio ad un azionista privato (famiglia Malacalza), dopo averci creduto e averlo progettato hanno anche dimostrato la praticabilità tecnica del MgB₂ in sistemi completi come macchine a risonanza magnetica "anticlaustrofobia" grazie al design "aperto" reso possibile dai magneti che utilizzano questo filo superconduttivo. In questi anni sono stati fatti molti sviluppi a livello prototipale, con esempi di utilizzo sempre in ambito scientifico sia per turbine eoliche ad alta potenza piuttosto che per progetti di trasmissione di energia con cavi o sistemi anti-black out. E mentre nelle colline di Genova si lavora per rendere sempre più stabili e affidabili prestazioni e qualità su scala industriale inizia a venire il sospetto che il premio Nobel per la Fisica, Carlo Rubbia nel 2014 avesse visto lungo quando dichiarò «Per la prima volta abbiamo un cavo capace di trasportare correnti elettriche elevate a distanze di migliaia di chilometri, usando un sistema semplice con materiali poco costosi e di larga reperibilità».
La parola chiave è superconduttività
La superconduttività, scoperta nel 1911, è una tecnologia con notevoli sviluppi industriali e potenzialmente in grado di rivoluzionare l'intera filiera di produzione e trasmissione dell'energia: i materiali superconduttori permettono il trasporto di energia «senza perdite», poiché possono essere attraversati dalla corrente elettrica senza offrire resistenza al suo passaggio. Questa proprietà si manifesta al di sotto di una determinata temperatura (temperatura critica, molto prossima allo zero assoluto, 0 K = −273 °C o anche a temperature meno fredde, con diversi vincoli di prestazioni e costi, in base ai materiali utilizzati). Molti i settori di possibile applicazione, dalla ricerca come nel caso della fisica delle alte energie, alla fusione nucleare, fino al il trasporto e l'immagazzinamento dell'energia e i trasporti su rotaia, con la levitazione magnetica. Inoltre la superconduttività trova applicazioni nel campo medicale, dove sono già funzionanti sistemi di risonanza magnetica e sistemi di protonterapia per la cura dei tumori.
MgB2: Il di Diboruro di magnesio è un composto ionico binario che si è dimostrato un utile e poco costoso materiale superconduttore. Le sue potenzialità come superconduttore sono state annunciate nella rivista statunitense Nature nel marzo del 2001. La sua temperatura critica di 39 kelvin è la più alta tra i superconduttori convenzionali. Questo materiale venne sintetizzato per la prima volta nel 1953, ma le sue proprietà come superconduttore non sono state scoperte se non nel 2001.
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Presentato a la Spezia il filo superconduttivo in Diboruro di Magnesio. Nasce da un progetto internazionale (Best Path) composto da Nexans, Rte, Iass Postdam e, per l'Italia, Asg della famiglia Malacalza. Funziona a temperature più alte rispetto ai superconduttori tradizionali, trasporta fino a 3,2 gigawatt e servirà a gestire i picchi elettrici in tutta Europa. La tecnologia si applica anche alla medicina e alla ricerca scientifica.Lo speciale contiene due articoliSi è tenuto a La Spezia un convegno che ha riunito una sessantina tra esperti e operatori del settore energia, l'occasione è stata la presentazione di un filo superconduttivo di nuova generazione in grado di trasportare un quantitativo di energia 500 volte maggiore rispetto ai normali cavi in rame e di trasportare fino a 3.2 Gw di potenza elettrica ma in realtà lo scenario è ben più importante perché i possibili impatti riguardano il futuro delle reti elettriche caratterizzate dalla presenza di grandi quantitativi di energia legati alle rinnovabili, eolico o necessità particolari che dovessero derivare dalla realizzazione di una rete "europea" di trasmissione dell'energia su grandi distanze. Tra le aziende e gli enti presenti Nexans, Terna e Rte, Réseau de Transport d'Électricité,ma anche il Cern e due aziende italiane della famiglia Malacalza, Asg e Columbus Superconductors che operano da anni nel settore della superconduttività, già note per aver realizzato magneti per progetti di ricerca sulla fusione come Iter o il Cern di Ginevra, che hanno partecipato al progetto come fornitori del cuore di questo cavo. Si tratta di un filo superconduttivo in Diboruro di Magnesio che diventa superconduttivo (ndr quindi opponendo «resistenza zero» alla trasmissione di energia ed evitando dispersioni) a temperature più «alte» rispetto ai superconduttori tradizionali. Di fatto le tecnologie utilizzate che partono dal filo in MgB₂ come superconduttore che presenta caratteristiche di economicità molto interessanti nella produzione ma comprendono anche molti altri particolari decisivi come gli isolamenti ad alto voltaggio, le terminazioni e importanti sviluppi che hanno coinvolto dieci aziende europee ed enti di ricerca come Iass, l'università di Postdam che nell'insieme hanno stabilito nuovi record di trasmissione. I traguardi scientifici e i nuovi record sono stati raggiungi nell'ambito del progetto dimostrativo numero 5 di Best Path, si tratta nel suo complesso del più grande progetto di ricerca finanziato dall'Unione europea con oltre 60 milioni di euro (4,4 solo per il progetto del cavo costato complessivamente 6,7) nel settore energia degli ultimi dieci anni e rappresenta quindi un caso di Europa che a livello tecnologico vede vera collaborazione e condivisione sia delle risorse che dei risultati. Le dichiarazioni e i messaggi tecnologici usciti dal convegno spingono tutti nella stessa direzione, ovvero verso i prossimi passi necessari alla sperimentazione si questa promettente tecnologia per le reti elettriche del futuro. Reti che dovranno fare i conti con i picchi e le grandi quantità di energia prodotti da rinnovabili ed eolico e che grazie a tecnologie come quella presentata, si avvantaggerebbero in termini di prestazioni, per la «portata» maggiore ma anche per il minore impatto ambientale grazie all'interramento possibile di questi cavi. Che risolverebbero quindi anche in modo socialmente accettabile il tema di trasmettere grandi quantitativi di energia senza ricorrere a enormi scavi o tralicci. O almeno riducendone notevolmente le dimensioni. Christian-Eric Bruzek, senior project manager di Nexans, società quotata in Borsa a Parigi, ha dichiarato:«Abbiamo per la prima volta progettato un sistema con cavo superconduttivo capace di operare in corrente continua (DC), mentre fino ad ora tutti gli altri progetti esistenti si erano limitati alla corrente alternata (AC). La più grande sfida tecnologica è stata gestire la connessione tra il cavo e la rete esistente utilizzando terminazioni ad alto voltaggio. Questo progetto stabilisce gli standard per le future reti ad alto voltaggio». Da Asg e Columbus Superconductors, aziende guidate dall'amministratore delegato, Sergio Frattini, chiamato dalla famiglia Malacalza alla guida della filiera tecnologica di Asg poco più di un anno fa dopo rilevanti esperienze internazionali nell'ambito della produzione siderurgica, fanno sapere che «L'affidabilità dei nostri fili in MgB₂ Diboruro di Magnesio è stata già dimostrata da una serie di sistemi per la risonanza magnetica, forni a induzione e limitatori di corrente di corto circuito. Ora stiamo lavorando sia all'incremento delle prestazioni sia nel rendere questi fili meccanicamente robusti con una produzione efficiente e con costi competitivi». Massimo Rebolini, in rappresentanza di Terna e come presidente del Cigre Italian national committee, ha dichiarato. «Terna è sempre stata interessata alle attività di ricerca e sviluppo sui cavi superconduttivi con le prime esperienze che risalgono agli anni Novanta. In accordo alla strategia di sviluppo sostenibile, noi abbiamo continuamente monitorato i progressi della ricerca per superare le barriere tecnologiche per una completa ingegnerizzazione di cavi superconduttivi per la trasmissione di energia. I criteri normalmente utilizzati da Terna per l'utilizzo di innovativi cavi superconduttivi sono basati su quattro pilastri: aspetti tecnologici, criteri ambientali, resilienza e integrazione con la rete. Parte di questi temi sono stati investigati e risolti nel progetto Best Path». Il prossimo passo per la diffusione di questa tecnologia sarà lo sviluppo di linee guida per cavi superconduttivi ad alto voltaggio con corrente diretta con un consorzio di produttori che assicuri gli standard di sicurezza e qualità e non a caso, tornando in Francia, Jean-Yves Astic, R&D program Manager di Rte, ha sottolineato che «per coinvolgere gli operatori di rete negli investimenti in punti di rete superconduttivi, noi avremmo bisogno di sistemi su misura, che spazieranno da 63 a 320 kilovolt compresi tutti i dettagli relativi ai costi, il funzionamento e le operations dei sistemi compresa la manutenzione».<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/un-solo-cavo-trasporta-corrente-500-volte-piu-del-rame-2584611027.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="una-tecnologia-che-serve-anche-per-la-ricerca-e-la-medicina" data-post-id="2584611027" data-published-at="1767145579" data-use-pagination="False"> Una tecnologia che serve anche per la ricerca e la medicina Sito dell'azienda Asg Sembra uno scioglilingua, Diboruro di Magnesio, ma la sigla è molto semplice da ricordare MgB₂ e volendo semplificare si tratta di un filo superconduttivo che grazie alle particolari proprietà meccaniche e chimiche della fase di progettazione e produzione diventa superconduttivo a temperature meno proibitive rispetto ai superconduttori tradizionali. Risultato? Siamo sempre sottozero e servono sempre macchinari per refrigerare il cavo, ma molto meno complessi e anche meno costosi e impattanti per l'ambiente. Quindi il filo in MgB2 consente di avvicinare la tecnologia superconduttiva ad applicazioni innovative sia nel settore ricerca, il Cern lo sta sperimentando per alimentare le linee elettriche dell'acceleratore Lhc, sia nel settore energia vedi il caso del cavo record Best Path. In Asge Columbus, aziende eredi della tradizione Ansaldo nella superconduttività privatizzate nel 2001 con il passaggio ad un azionista privato (famiglia Malacalza), dopo averci creduto e averlo progettato hanno anche dimostrato la praticabilità tecnica del MgB₂ in sistemi completi come macchine a risonanza magnetica "anticlaustrofobia" grazie al design "aperto" reso possibile dai magneti che utilizzano questo filo superconduttivo. In questi anni sono stati fatti molti sviluppi a livello prototipale, con esempi di utilizzo sempre in ambito scientifico sia per turbine eoliche ad alta potenza piuttosto che per progetti di trasmissione di energia con cavi o sistemi anti-black out. E mentre nelle colline di Genova si lavora per rendere sempre più stabili e affidabili prestazioni e qualità su scala industriale inizia a venire il sospetto che il premio Nobel per la Fisica, Carlo Rubbia nel 2014 avesse visto lungo quando dichiarò «Per la prima volta abbiamo un cavo capace di trasportare correnti elettriche elevate a distanze di migliaia di chilometri, usando un sistema semplice con materiali poco costosi e di larga reperibilità». <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/un-solo-cavo-trasporta-corrente-500-volte-piu-del-rame-2584611027.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="la-parola-chiave-e-superconduttivita" data-post-id="2584611027" data-published-at="1767145579" data-use-pagination="False"> La parola chiave è superconduttività La superconduttività, scoperta nel 1911, è una tecnologia con notevoli sviluppi industriali e potenzialmente in grado di rivoluzionare l'intera filiera di produzione e trasmissione dell'energia: i materiali superconduttori permettono il trasporto di energia «senza perdite», poiché possono essere attraversati dalla corrente elettrica senza offrire resistenza al suo passaggio. Questa proprietà si manifesta al di sotto di una determinata temperatura (temperatura critica, molto prossima allo zero assoluto, 0 K = −273 °C o anche a temperature meno fredde, con diversi vincoli di prestazioni e costi, in base ai materiali utilizzati). Molti i settori di possibile applicazione, dalla ricerca come nel caso della fisica delle alte energie, alla fusione nucleare, fino al il trasporto e l'immagazzinamento dell'energia e i trasporti su rotaia, con la levitazione magnetica. Inoltre la superconduttività trova applicazioni nel campo medicale, dove sono già funzionanti sistemi di risonanza magnetica e sistemi di protonterapia per la cura dei tumori.MgB2: Il di Diboruro di magnesio è un composto ionico binario che si è dimostrato un utile e poco costoso materiale superconduttore. Le sue potenzialità come superconduttore sono state annunciate nella rivista statunitense Nature nel marzo del 2001. La sua temperatura critica di 39 kelvin è la più alta tra i superconduttori convenzionali. Questo materiale venne sintetizzato per la prima volta nel 1953, ma le sue proprietà come superconduttore non sono state scoperte se non nel 2001.
Ansa
L’accordo è stato siglato con Certares, fondo statunitense specializzato nel turismo e nei viaggi, nome ben noto nel settore per American express global business travel e per una rete di partecipazioni che abbraccia distribuzione, servizi e tecnologia legata alla mobilità globale. Il piano è robusto: una joint venture e investimenti complessivi per circa un miliardo di euro tra Francia e Regno Unito.
Il primo terreno di gioco è Trenitalia France, la controllata con sede a Parigi che negli ultimi anni ha dimostrato come la concorrenza sui binari francesi non sia più un tabù. Oggi opera nell’Alta velocità sulle tratte Parigi-Lione e Parigi-Marsiglia, oltre al collegamento internazionale Parigi-Milano. Dal debutto ha trasportato oltre 4,7 milioni di passeggeri, ritagliandosi il ruolo di secondo operatore nel mercato francese. A dominarlo il monopolio storico di Sncf il cui Tgv è stato il primo treno super-veloce in Europa. Intaccarne il primato richiede investimenti e impegno. Il nuovo capitale messo sul tavolo servirà a consolidare la presenza di Fs non solo in Francia, ma anche nei mercati transfrontalieri. Il progetto prevede l’ampliamento della flotta fino a 19 treni, aumento delle frequenze - sulla Parigi-Lione si arriverà a 28 corse giornaliere - e la realizzazione di un nuovo impianto di manutenzione nell’area parigina. A questo si aggiunge la creazione di centinaia di nuovi posti di lavoro e il rafforzamento degli investimenti in tecnologia, brand e marketing. Ma il vero orizzonte strategico è oltre il Canale della Manica. La partnership punta infatti all’ingresso sulla rotta Parigi-Londra entro il 2029, un corridoio simbolico e ad altissimo traffico, finora appannaggio quasi esclusivo dell’Eurostar. Portare l’Alta velocità italiana su quella linea significa non solo competere su prezzi e servizi, ma anche ridisegnare la geografia dei viaggi europei, offrendo un’alternativa all’aereo.
In questo disegno Certares gioca un ruolo chiave. Il fondo americano non si limita a investire capitale, ma mette a disposizione la rete di distribuzione e le società in portafoglio per favorire la transizione dei clienti business verso il treno ad Alta velocità. Parallelamente, l’accordo guarda anche ad altro. Trenitalia France e Certares intendono promuovere itinerari integrati che includano il treno, semplificare gli strumenti di prenotazione e spingere milioni di viaggiatori a scegliere la ferrovia come modalità di trasporto preferita, soprattutto sulle medie distanze. L’operazione si inserisce nel piano strategico 2025-2029 del gruppo Fs, che punta su una crescita internazionale accelerata attraverso alleanze con partner finanziari e industriali di primo piano. Sarà centrale Fs International, la divisione che si occupa delle attività passeggeri fuori dall’Italia. Oggi vale circa 3 miliardi di euro di fatturato e conta su 12.000 dipendenti.
L’obiettivo, come spiega un comunicato del gruppo, combinare l’eccellenza operativa di Fs e di Trenitalia France con la potenza commerciale e distributiva globale di Certares per trasformare la Francia, il corridoio Parigi-Londra e i futuri mercati della joint venture in una vetrina del trasporto europeo. Un’Europa che viaggia veloce, sempre più su rotaia, e che riscopre il treno non come nostalgia del passato, ma come infrastruttura del futuro.
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Brigitte Bardot guarda Gunter Sachs (Ansa)
Ora che è morta, la destra la vorrebbe ricordare. Ma non perché in passato aveva detto di votare il Front National. Semplicemente perché la Bardot è stata un simbolo della Francia, come ha chiesto Eric Ciotti, del Rassemblement National, a Emmanuel Macron. Una proposta scontata, alla quale però hanno risposto negativamente i socialisti. Su X, infatti, Olivier Faure ha scritto: «Gli omaggi nazionali vengono organizzati per servizi eccezionali resi alla Nazione. Brigitte Bardot è stata un'attrice emblematica della Nouvelle Vague. Solare, ha segnato il cinema francese. Ma ha anche voltato le spalle ai valori repubblicani ed è stata pluri-condannata dalla giustizia per razzismo». Un po’ come se esser stata la più importante attrice degli anni Cinquanta e Sessanta passasse in secondo piano a causa delle sue scelte politiche. Come se BB, per le sue idee, non facesse più parte di quella Francia che aveva portato al centro del mondo. Non solo nel cinema. Ma anche nel turismo. Fu grazie a lei che la spiaggia di Saint Tropez divenne di moda. Le sue immagini, nuda sulla riva, finirono sulle copertine delle riviste più importanti dell’epoca. E fecero sì che, ricchi e meno ricchi, raggiungessero quel mare limpido e selvaggio nella speranza di poterla incontrare. Tra loro anche Gigi Rizzi, che faceva parte di quel gruppo di italiani in cerca di belle donne e fortuna sulla spiaggia di Saint Tropez. Un amore estivo, che però lo rese immortale.
È vero: BB era di destra. Era una femmina che non poteva essere femminista. Avrebbe tradito sé stessa se lo avesse fatto. Del resto, disse: «Il femminismo non è il mio genere. A me piacciono gli uomini». Impossibile aggiungere altro.
Se non il dispiacere nel vedere una certa Francia voltarle le spalle. Ancora una volta. Quella stessa Francia che ha dimenticato sé stessa e che ha perso la propria identità. Quella Francia che oggi vuole dimenticare chi, Brigitte Bardot, le ricordava che cosa avrebbe potuto essere. Una Francia dei francesi. Una Francia certamente capace di accogliere, ma senza perdere la propria identità. Era questo che chiedeva BB, massacrata da morta sui giornali di sinistra, vedi Liberation, che titolano Brigitte Bardot, la discesa verso l'odio razziale.
Forse, nelle sue lettere contro l’islamizzazione, BB odiò davvero. Chi lo sa. Di certo amò la Francia, che incarnò. Nel 1956, proprio mentre la Bardot riempiva i cinema mondiali, Édith Piaf scrisse Non, je ne regrette rien (no, non mi pento di nulla). Lo fece per i legionari che combattevano la guerra d’Algeria. Una guerra che oggi i socialisti definirebbero colonialista. Quelle parole di gioia possono essere il testamento spirituale di BB. Che visse, senza rimpiangere nulla. Vivendo in un eterno presente. Mangiando la vita a morsi. Sparendo dalla scena. Ora per sempre.
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«Gigolò per caso» (Amazon Prime Video)
Un infarto, però, lo aveva costretto ad una lunga degenza e, insieme, ad uno stop professionale. Stop che non avrebbe potuto permettersi, indebitato com'era con un orologiaio affatto mite. Così, pur sapendo che avrebbe incontrato la riprova del figlio, già inviperito con suo padre, Giacomo aveva deciso di chiedergli una mano. Una sostituzione, il favore di frequentare le sue clienti abituali, consentendogli con ciò un'adeguata ripresa. La prima stagione della serie televisiva era passata, perciò, dalla rabbia allo stupore, per trovare, infine, il divertimento e una strana armonia. La seconda, intitolata La sex gurue pronta a debuttare su Amazon Prime video venerdì 2 gennaio, dovrebbe fare altrettanto, risparmiandosi però la fase della rabbia. Alfonso, cioè, è ormai a suo agio nel ruolo di gigolò. Non solo. La strana alleanza professionale, arrivata in un momento topico della sua vita, quello della crisi con la moglie Margherita, gli ha consentito di recuperare il rapporto con il padre, che credeva irrimediabilmente compromesso. Si diverte, quasi, a frequentare le sue clienti sgallettate. Peccato solo l'arrivo di Rossana Astri, il volto di Sabrina Ferilli. La donna è una fra le più celebri guru del nuovo femminismo, determinata ad indottrinare le sue simili perché si convincano sia giusto fare a meno degli uomini. Ed è questa convinzione che muove anche Margherita, moglie in crisi di Alfonso. Margherita, interpretata da Ambra Angiolini, diventa un'adepta della Astri, una sua fedele scudiera. Quasi, si scopre ad odiarli, gli uomini, dando vita ad una sorta di guerra tra sessi. Divertita, però. E capace, pure di far emergere le abissali differenze tra il maschile e il femminile, i desideri degli uni e le aspettative, quasi mai soddisfatte, delle altre.
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iStock
La nuova applicazione, in parte accessibile anche ai non clienti, introduce servizi innovativi come un assistente virtuale basato su Intelligenza artificiale, attivo 24 ore su 24, e uno screening audiometrico effettuabile direttamente dallo smartphone. L’obiettivo è duplice: migliorare la qualità del servizio clienti e promuovere una maggiore consapevolezza dell’importanza della prevenzione uditiva, riducendo le barriere all’accesso ai controlli iniziali.
Il lancio avviene in un contesto complesso per il settore. Nei primi nove mesi dell’anno Amplifon ha registrato una crescita dei ricavi dell’1,8% a cambi costanti, ma il titolo ha risentito dell’andamento negativo che ha colpito in Borsa i principali operatori del comparto. Lo sguardo di lungo periodo restituisce però un quadro diverso: negli ultimi dieci anni il titolo Amplifon ha segnato un incremento dell’80% (ieri +0,7% fra i migliori cinque del Ftse Mib), al netto dei dividendi distribuiti, che complessivamente sfiorano i 450 milioni di euro. Nello stesso arco temporale, tra il 2014 e il 2024, il gruppo ha triplicato i ricavi, arrivando a circa 2,4 miliardi di euro.
Il progetto della nuova app è stato sviluppato da Amplifon X, la divisione di ricerca e sviluppo del gruppo. Con sedi a Milano e Napoli, Amplifon X riunisce circa 50 professionisti tra sviluppatori, data analyst e designer, impegnati nella creazione di soluzioni digitali avanzate per l’audiologia. L’Intelligenza artificiale rappresenta uno dei pilastri di questa strategia, applicata non solo alla diagnosi e al supporto al paziente, ma anche alla gestione delle esigenze quotidiane legate all’uso degli apparecchi acustici.
Accanto alla tecnologia, resta centrale il ruolo degli audioprotesisti, figure chiave per Amplifon. Le competenze tecniche ed empatiche degli specialisti della salute dell’udito continuano a essere considerate un elemento insostituibile del modello di servizio, con il digitale pensato come strumento di supporto e integrazione, non come sostituzione del rapporto umano.
Fondato a Milano nel 1950, il gruppo Amplifon opera oggi in 26 Paesi con oltre 10.000 centri audiologici, impiegando più di 20.000 persone. La prevenzione e l’assistenza rappresentano i cardini della strategia industriale, e la nuova Amplifon App si inserisce in questa visione come leva per ampliare l’accesso ai servizi e rafforzare la relazione con i pazienti lungo tutto il ciclo di cura.
Il rilascio della nuova applicazione è avvenuto in modo progressivo. Dopo il debutto in Francia, Nuova Zelanda, Portogallo e Stati Uniti, la app è stata estesa ad Australia, Belgio, Germania, Italia, Olanda, Regno Unito, Spagna e Svizzera, con l’obiettivo di garantire un’esperienza digitale omogenea nei principali mercati del gruppo.
Ma l’innovazione digitale di Amplifon non si ferma all’app. Negli ultimi anni il gruppo ha sviluppato soluzioni come gli audiometri digitali OtoPad e OtoKiosk, certificati Ce e Fda, e i nuovi apparecchi Ampli-Mini Ai, miniaturizzati, ricaricabili e in grado di adattarsi in tempo reale all’ambiente sonoro. Entro la fine del 2025 è inoltre previsto il lancio in Cina di Amplifon Product Experience (Ape), la linea di prodotti a marchio Amplifon già introdotta in Argentina e Cile e oggi presente in 15 dei 26 Paesi in cui il gruppo opera.
Già per Natale il gruppo aveva lanciato la speciale campagna globale The Wish (Il regalo perfetto) Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, oggi nel mondo circa 1,5 miliardi di persone convivono con una forma di perdita uditiva (o ipoacusia) e il loro numero è destinato a salire a 2,5 miliardi nel 2050.
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