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2023-01-01
Tutto lo sport in arrivo nel 2023
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I preparativi per la Parigi-Dakar 2023 (Ansa)
Il 2023 è appena cominciato e con esso anche lo sport. Come da tradizione, a inaugurare i grandi eventi sportivi sono i motori e in particolare il rally con la mitica e spesso drammatica corsa della Parigi-Dakar. La 45ª edizione della corsa, che anche questa volta si svolgerà per intero sul territorio dell'Arabia Saudita, è scattata ufficialmente nella giornata a Yanbu, città situata sul mar Rosso e ritenuta simbolo della potenza dell'industria petrolchimica saudita in virtù della sua grande raffineria. Da qui un percorso che si snoda in 14 tappe fino al 15 gennaio a Dammam. Restando in tema di motori, bisognerà attendere ancora un paio di mesi per l'avvio delle due competizioni più importanti e seguite dagli appassionati. Il mondiale di Formula 1 scatterà infatti nel weekend del 5 marzo dal Bahrain, per un totale di 24 gran premi, numero record per le quattro ruote, con due appuntamenti in Italia da segnare sul calendario: Imola il 21 maggio e Monza il 3 settembre. Chiusura, come ormai di consueto, ad Abu Dhabi il 26 novembre. Da ricordare, inoltre, quella che rappresenta la più grande novità della Formula 1 di quest'anno, ovvero il ritorno storico di un gran premio sul tracciato di Las Vegas, fissato nel weekend del 16-18 novembre. La stagione della MotoGp, invece, partirà domenica 26 marzo dal Portogallo con il Gp di Portimao e si concluderà il 26 novembre in Spagna con il gran premio della comunità valenciana, per un totale di 21 gare. L'appuntamento italiano, in questo caso, è l'11 giugno al Mugello, oltre al 10 settembre quando si correrà a Misano (San Marino) sul circuito intitolato a Marco Simoncelli.
Tornando all'inizio dell'anno, gennaio è anche il mese in cui ricomincia la stagione del grande tennis. Ad aprire i battenti toccherà al primo dei quattro Slam, l'Australia Open, in programma a Melbourne dall'16 al 29 gennaio. Per la 111ª edizione del torneo è stato messo in palio un montepremi record da oltre 48 milioni di euro. Il Roland Garros sarà di scena dal 28 maggio all'11 giugno; Wimbledon dal 3 al 16 luglio, gli Us Open dal 28 agosto al 10 settembre; mentre la stagione si chiuderà con i consueti appuntamenti di fine anno: le Next Gen Atp Finals dal 12 al 16 novembre, le Atp Finals dal 12 al 19 novembre e la Coppa Davis dal 21 al 26 novembre. Gli Internazionali Bnl d'Italia, invece, si svolgeranno a Roma tra il 10 e il 21 maggio.
Maggio, in assenza quest'anno di grandi tornei come mondiali o europei, sarà il mese clou per quanto riguarda il calcio, italiano e soprattutto europeo. Se il campionato di Serie A, come più o meno anche i maggiori europei, si concluderà il 4 giugno, nel giro di pochi giorni si disputeranno le finali delle tre competizioni europee: si parte il 25 maggio con l'atto conclusivo della Conference League a Praga in Repubblica Ceca, si prosegue il 31 maggio con la finale di Europa League a Budapest in Ungheria, si chiude il 10 giugno con la Champions League a Istanbul in Turchia. La Coppa Italia, invece, si assegnerà il 24 maggio, con la data soggetta a modifiche nel caso una delle due squadre o entrambe dovessero essere coinvolte in una delle finali europee. Quel che è certo è che tra pochi giorni, mercoledì 18 gennaio, Inter e Milan si contenderanno il primo trofeo dell'anno nella finale di Supercoppa italiana in Arabia Saudita, allo stadio dell'Università Re Sa'ud di Riad. Altro appuntamento importante per il calcio italiano sarà a giugno, subito dopo la fine del campionato, quando dal 14 al 18 giugno in Olanda si giocherà la fase finale della Uefa Nations League 2022/2023 con Italia, Croazia, Spagna e Olanda: semifinali il 14 e 15 giugno a Rotterdam ed Enschede, finale e finalina il 18 giugno. Dall'1 all'11 febbraio in Marocco si disputerà il mondiale per club che vedrà impegnati i vincitori dell'ultima Champions League, il Real Madrid, oltre ai brasiliani del Flamengo (Copa Libertadores), gli egiziani dell'Al-Ahly (finalisti della Caf Champions League, la coppa asiatica), gli americani del Seattle Sounders (vincitori della Concacaf Champions League), i neozelandesi dell'Auckland City (vincitori della OFC Champions League) e i marocchini del Wydad Casablanca (vincitori della Botola, la coppa africana).
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Dalla Parigi-Dakar, al via oggi, agli Australia Open che aprono la stagione del tennis, dall'All Star Game dell'Nba al Super Bowl, dal mondiale di calcio per club agli europei di rugby.Il 2023 è appena cominciato e con esso anche lo sport. Come da tradizione, a inaugurare i grandi eventi sportivi sono i motori e in particolare il rally con la mitica e spesso drammatica corsa della Parigi-Dakar. La 45ª edizione della corsa, che anche questa volta si svolgerà per intero sul territorio dell'Arabia Saudita, è scattata ufficialmente nella giornata a Yanbu, città situata sul mar Rosso e ritenuta simbolo della potenza dell'industria petrolchimica saudita in virtù della sua grande raffineria. Da qui un percorso che si snoda in 14 tappe fino al 15 gennaio a Dammam. Restando in tema di motori, bisognerà attendere ancora un paio di mesi per l'avvio delle due competizioni più importanti e seguite dagli appassionati. Il mondiale di Formula 1 scatterà infatti nel weekend del 5 marzo dal Bahrain, per un totale di 24 gran premi, numero record per le quattro ruote, con due appuntamenti in Italia da segnare sul calendario: Imola il 21 maggio e Monza il 3 settembre. Chiusura, come ormai di consueto, ad Abu Dhabi il 26 novembre. Da ricordare, inoltre, quella che rappresenta la più grande novità della Formula 1 di quest'anno, ovvero il ritorno storico di un gran premio sul tracciato di Las Vegas, fissato nel weekend del 16-18 novembre. La stagione della MotoGp, invece, partirà domenica 26 marzo dal Portogallo con il Gp di Portimao e si concluderà il 26 novembre in Spagna con il gran premio della comunità valenciana, per un totale di 21 gare. L'appuntamento italiano, in questo caso, è l'11 giugno al Mugello, oltre al 10 settembre quando si correrà a Misano (San Marino) sul circuito intitolato a Marco Simoncelli.Tornando all'inizio dell'anno, gennaio è anche il mese in cui ricomincia la stagione del grande tennis. Ad aprire i battenti toccherà al primo dei quattro Slam, l'Australia Open, in programma a Melbourne dall'16 al 29 gennaio. Per la 111ª edizione del torneo è stato messo in palio un montepremi record da oltre 48 milioni di euro. Il Roland Garros sarà di scena dal 28 maggio all'11 giugno; Wimbledon dal 3 al 16 luglio, gli Us Open dal 28 agosto al 10 settembre; mentre la stagione si chiuderà con i consueti appuntamenti di fine anno: le Next Gen Atp Finals dal 12 al 16 novembre, le Atp Finals dal 12 al 19 novembre e la Coppa Davis dal 21 al 26 novembre. Gli Internazionali Bnl d'Italia, invece, si svolgeranno a Roma tra il 10 e il 21 maggio.Maggio, in assenza quest'anno di grandi tornei come mondiali o europei, sarà il mese clou per quanto riguarda il calcio, italiano e soprattutto europeo. Se il campionato di Serie A, come più o meno anche i maggiori europei, si concluderà il 4 giugno, nel giro di pochi giorni si disputeranno le finali delle tre competizioni europee: si parte il 25 maggio con l'atto conclusivo della Conference League a Praga in Repubblica Ceca, si prosegue il 31 maggio con la finale di Europa League a Budapest in Ungheria, si chiude il 10 giugno con la Champions League a Istanbul in Turchia. La Coppa Italia, invece, si assegnerà il 24 maggio, con la data soggetta a modifiche nel caso una delle due squadre o entrambe dovessero essere coinvolte in una delle finali europee. Quel che è certo è che tra pochi giorni, mercoledì 18 gennaio, Inter e Milan si contenderanno il primo trofeo dell'anno nella finale di Supercoppa italiana in Arabia Saudita, allo stadio dell'Università Re Sa'ud di Riad. Altro appuntamento importante per il calcio italiano sarà a giugno, subito dopo la fine del campionato, quando dal 14 al 18 giugno in Olanda si giocherà la fase finale della Uefa Nations League 2022/2023 con Italia, Croazia, Spagna e Olanda: semifinali il 14 e 15 giugno a Rotterdam ed Enschede, finale e finalina il 18 giugno. Dall'1 all'11 febbraio in Marocco si disputerà il mondiale per club che vedrà impegnati i vincitori dell'ultima Champions League, il Real Madrid, oltre ai brasiliani del Flamengo (Copa Libertadores), gli egiziani dell'Al-Ahly (finalisti della Caf Champions League, la coppa asiatica), gli americani del Seattle Sounders (vincitori della Concacaf Champions League), i neozelandesi dell'Auckland City (vincitori della OFC Champions League) e i marocchini del Wydad Casablanca (vincitori della Botola, la coppa africana).
Il presidente della Fondazione Giuseppe Olmo ETS, Annabella Pascale
Alla Villa Medicea La Ferdinanda confronto tra ricercatori ed esperti su alimentazione, vino e salute. Al centro del convegno promosso dalla Fondazione Giuseppe Olmo il valore della dieta mediterranea, i rischi dei cibi ultra-processati e il consumo consapevole.
Alla Villa Medicea di Artimino, tra studiosi, medici e ricercatori, si è discusso di alimentazione, salute e consumo consapevole. Al centro della giornata di studio promossa dalla Fondazione Giuseppe Olmo ETS il tema della «misura», intesa come equilibrio tra stili di vita, cultura mediterranea e approccio scientifico, lontano da slogan e semplificazioni.
L’incontro, dal titolo Elogio della misura. Verità scientifiche per difendere il modello mediterraneo, ha riunito alcuni dei principali esperti italiani di nutrizione, epidemiologia e medicina per affrontare un tema sempre più centrale nel dibattito pubblico: il progressivo abbandono della dieta mediterranea e la crescita dei cibi ultra-processati.
Ad aprire i lavori nella cornice della Villa Medicea La Ferdinanda di Artimino è stata il presidente della Fondazione Giuseppe Olmo ETS, Annabella Pascale, che ha sottolineato la necessità di riportare il confronto pubblico su basi scientifiche «senza semplificazioni ideologiche».
La giornata, organizzata dal professor Fulvio Mattivi in collaborazione con il professor Attilio Scienza, ha messo in evidenza come la dieta mediterranea venga oggi considerata non soltanto un modello alimentare, ma un sistema culturale e sociale più ampio. A evidenziarlo è stata la professoressa Licia Iacoviello, secondo cui le disuguaglianze sociali stanno trasformando progressivamente la dieta mediterranea da patrimonio condiviso a comportamento sempre più diffuso tra le fasce sociali più avvantaggiate. Ampio spazio è stato dedicato anche all’aumento dei consumi di cibi ultra-processati, indicati durante il convegno come una delle principali criticità per la salute pubblica. Secondo i dati illustrati dagli studiosi, la combinazione tra bassa adesione alla dieta mediterranea e alto consumo di alimenti ultra-processati sarebbe associata ai peggiori esiti di salute.
Tra gli interventi più attesi quello del professor Giovanni de Gaetano, che ha affrontato il tema del rapporto tra vino e salute, invitando a evitare approcci assoluti o ideologici. Il ricercatore ha spiegato come il consumo moderato di vino non possa essere ridotto a una contrapposizione tra «bene» e «male», ma debba essere interpretato attraverso il rapporto tra benefici e rischi. De Gaetano ha richiamato il concetto scientifico della «curva a J», secondo cui esisterebbe una finestra di moderazione distinta dagli effetti dannosi dell’eccesso. Nel suo intervento ha inoltre ricordato il ruolo storico e culturale del vino nella civiltà mediterranea, citando l’Odissea di Omero e il contrasto simbolico tra Ulisse e Polifemo come esempio dell’uso moderato e di quello eccessivo della stessa sostanza.
Sul concetto di equilibrio biologico si è soffermato anche il professor Fulvio Ursini, professore emerito dell’Università di Padova. Ursini ha criticato la tendenza contemporanea a ricercare il «rischio zero», sostenendo invece che la salute derivi da un equilibrio dinamico tra stimoli, limiti e capacità di adattamento dell’organismo. Nel suo intervento ha richiamato il principio dell’«ormesi», spiegando come anche sostanze potenzialmente tossiche possano produrre effetti positivi entro determinati limiti e dosaggi.
A chiudere la giornata è stata la professoressa Fabiola Sfodera, che ha analizzato l’evoluzione dei comportamenti di consumo in Italia e il valore culturale della convivialità mediterranea. Secondo quanto illustrato dalla docente, il consumo italiano di vino e bevande alcoliche continuerebbe a distinguersi per un profilo moderato e fortemente legato ai pasti e alla socialità.
L’iniziativa si inserisce nelle attività della Fondazione Giuseppe Olmo dedicate alla promozione della cultura scientifica e della tradizione mediterranea contemporanea. Una realtà che porta il nome dell’imprenditore Giuseppe Olmo, fondatore di un gruppo industriale attivo in diversi settori, dall’industria ai poliuretani, fino al turismo e al vino, con la Tenuta di Artimino e la Villa Medicea La Ferdinanda tra i simboli più rappresentativi del progetto di valorizzazione del territorio portato avanti dalla famiglia Olmo.
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L’obiettivo è fare il punto sulle varie partite aperte nel Belpaese, partendo da un presupposto: l’intenzione della casa automobilistica francese a livello globale di fare una decisa retromarcia (il progetto «futuREady» si concentra sull’ibrido) rispetto agli obiettivi sull’elettrificazione della produzione che cozzano plasticamente con la realtà. Per carità, nulla che non sia in ballo anche tra gli altri grandi player dell’automotive. Perché la sbornia per le EV complice la spinta del Green deal europeo è stata collettiva e adesso un po’ tutti provano a metterci una pezza. Con una consapevolezza: far rientrare il dentifricio nel tubetto e assai più complicato che farlo uscire e quindi il riposizionamento per nessuno sarà indolore.
Torniamo quindi al Piano Italia, quello che il precedente ad, Luca de Meo, aveva disegnato su misura per il Belpaese. De Meo è un ex Marchionne boys (come Antonio Filosa, l’attuale ad di Stellantis, del resto) e aveva avuto un approccio meno «incauto» e più pragmatico sull’elettrico. Anzi, da presidente di Acea (l’associazione dei costruttori) era stato tra i primi a tirare il freno rispetto all’elettrificazione senza se e senza ma. Il suo mantra, purtroppo inascoltato, partiva dalla richiesta di una maggiore flessibilità normativa e arrivava fino all’idea che in mancanza di infrastrutture adeguate, la transizione sarebbe stata un bagno di sangue. E in effetti è andata proprio così. Questo per dire che i progetti di De Meo non erano una sorta di elenco utopistico di desiderata, ma obiettivi che a metà del 2022 sembravano realistici, e che poi con il reiterarsi degli errori politici di Bruxelles sono diventati complicati da raggiungere.
Ma cosa ha in ballo Renault in Italia? Da una parte c’era un rafforzamento significativo degli acquisti sulla filiera nazionale, soprattutto lato componentistica e siderurgia con volumi stimati per alcuni miliardi di euro in un arco temporale di 5 anni. Rafforzamento che aveva ben impressionato il governo. Il problema è che i riscontri, soprattutto lato industriale, parlano di un volume di commesse che sta disattendendo le attese. Non solo. Perché tra i dossier discussi con le istituzioni rientrava anche la possibilità di rafforzare le attività tecnologiche e le competenze sui software per l’automotive. E anche questa pratica è rimasta sulla carta, anzi, a dirla tutta, non è mai decollata.
Ma forse la partita più spinosa riguarda Free To X, la società strategica per la realizzazione di nuove colonnine di Autostrade per l’Italia. Le infrastrutture che De Meo considerava centrali e che contava di realizzare grazie alla collaborazione con Aspi, controllata da HRA (Holding Reti Autostradali), il veicolo che ha come socio di maggioranza Cdp Equity (51%) e come altri azionisti Blackstone Infrastructure Partners al 24,5% e i fondi gestiti da Macquarie Asset Management con il restante 24,5%. Insomma un mix pubblico-privato.
Renault ha una partecipazione praticamente paritaria con Aspi nel capitale di Free to X e il governo si aspetta che collabori attivamente al raggiungimento degli obiettivi originari che prevedevano la realizzazione di almeno 400 nuove stazioni di ricarica in tempi rapidi.
I numeri restano gli stessi? François Provost ha intenzione di garantire l’impegno di Renault nel progetto nonostante il ridimensionamento sull’elettrico? Sono questi alcuni degli interrogativi che dovrebbero trovare risposte adeguate dopo l’incontro con il ministro Urso. Questione di giorni e se ne saprà di più. Anche perché se i riscontri lato transalpino non dovessero essere convincenti, non è escluso che si vada alla ricerca di partner diverso sul mercato.
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Ecco #DimmiLaVerità del 12 maggio 2026. Il generale Giuseppe Santomartino spiega le conseguenze nel medio e lungo periodo di quello che sta accadendo in Iran.