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Toscana choc: «Spara a Giorgia». Firmato Br

Toscana choc: «Spara a Giorgia». Firmato Br
La scritta apparsa a Marina di Pietrasanta (Ansa)
Gli autori della scritta sul lungomare di Marina di Pietrasanta, pubblicata da Donzelli (Fdi), si richiamano alle Brigate rosse. Solidarietà al premier e al suo partito da Lega, Fi, Noi Moderati e diversi ministri. Silenzio lungo e imbarazzante di Pd, Avs e M5s.

«Spara a Giorgia». Accanto, una stella a cinque punte, firmata con la sigla Br. Un messaggio diretto al premier Giorgia Meloni, sintetico e brutale, scritto su un muro del lungomare di Marina di Pietrasanta. A rilanciare la foto sui social ci ha pensato il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, il deputato Giovanni Donzelli, che denuncia con forza il gesto «firma dell’estremismo comunista delle brigate rosse». «Solidarietà a Giorgia», aggiunge: «Il linguaggio di odio di certa sinistra fa guadagnare qualche ospitata televisiva e molti like, ma rischia di fomentare i facinorosi e far ripiombare l’Italia in un clima che non vorremo mai più rivivere. Giorgia non si farà intimidire. Non ci fermeremo».

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Per Fausto Biloslavo l'attacco di Modena fatto da Salim El Koudri ricalca fedelmente la cosiddetta «tattica dei mille tagli», una strategia di terrore teorizzata dallo Stato Islamico e rilanciata anche di recente sulle sue riviste digitali. Un metodo che spinge lupi solitari e soggetti instabili a colpire nelle piazze europee usando armi di uso quotidiano, come automobili e coltelli da cucina. Ne è prova anche l'arresto eseguito a Reggio Emilia dell'ennesimo radicalizzato che progettava attacchi.

Altro che pazzo isolato: Salim cercò informazioni su degli attentati jihadisti
L'attentato di Modena. Nel riquadro, Salim El Koudri (Ansa)
  • Secondo gli inquirenti, El Koudri si sarebbe interessato agli attacchi sui civili. Intanto il sindaco di Modena annuncia denunce contro gli odiatori.
  • Un kamikaze entrò già in azione a Modena nel 2003. Con il solito copione giustificazionista.

Lo speciale contiene due articoli.

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Fermato un altro soldato dell’Isis. Preparava una strage alla partita
Il 22enne Jaggay Naber è stato fermato dagli uomini della Digos di Reggio Emilia (Polizia di Stato)
Ventiduenne italomarocchino arrestato a Reggio Emilia: voleva colpire nel cuore della città in concomitanza con un match di basket. È accusato anche di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale.

Non è il terrorismo delle cellule internazionali, dei kalashnikov o dei combattenti addestrati nel deserto siriano. Naggay Jaber, nato a Montecchio Emilia nel 2004 da genitori marocchini e fermato dagli investigatori della Digos di Reggio Emilia, coadiuvati dagli agenti della Sezione antiterrorismo e coordinati dalla Direzione centrale di polizia di prevenzione e dalle Procure di Reggio e di Bologna, è accusato di essersi «posto a disposizione dell’Isis» mostrando una «concreta e incondizionata disponibilità» a compiere violenze jihadiste.

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Cisint: «Pur di racimolare qualche voto i dem esigono la cittadinanza facile»
Anna Maria Cisint (Imagoeconomica)
L’eurodeputata: «Subito la legge per togliere il permesso di soggiorno agli estremisti».

Anna Maria Cisint, a lungo sindaco di Monfalcone, oggi eurodeputata della Lega. L’islam lo ha visto da vicino. E ha subito denunciato l’uso che la sinistra ha fatto degli immigrati, in particolare islamici, per accrescere il proprio consenso alle urne...

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