True
2025-10-31
«The Traitors Italia», il gioco del sospetto sbarca su Prime Video con Alessia Marcuzzi
True
«The Traitors Italia» (Amazon Prime Video)
In Inghilterra e negli Stati Uniti, The Traitors è partito in sordina. Le prime stagioni del reality show, complice l'ambientazione gotica, i cappucci, l'atmosfera artificiosa di un castello fuori dal tempo, sono state accolte con una certa diffidenza: quella di chi, ormai, ha fatto l'abitudine alla miriade di titoli e proposte, diverse nella forma, mai nella sostanza. Poi, però, le puntate si sono rincorse, il gioco è entrato nel vivo. E qualcosa, nell'accoglienza di quello show, è cambiato.
The Traitors è diventato un fenomeno. Il Guardian, certo non generoso nell'elargire buoni giudizi, gli ha accordato cinque stelle, il massimo. E, in Italia, ha cominciato a farsi largo l'idea di un adattamento proprio. Adattamento che, su Amazon Prime Video, è destinato a debuttare giovedì 30 ottobre. The Traitors Italia, con Alessia Marcuzzi a condurre, dovrebbe replicare pedissequamente il meccanismo del format originale (né inglese, né statunitense, ma tedesco). Dunque, un castello, quattordici concorrenti e una conduttrice a tenere le fila del gioco, sapendo, lei sola, chi sia il traditore del gruppo. Scopo del reality show, che la Marcuzzi ha detto averle consentito di realizzare un piccolo desiderio e farsi un po' attrice, prendendo le distanze dal modello materno e leggero che ha proposto al pubblico nei tanti anni di carriera, è quello di creare due diverse fazioni e lasciare si sfidino tra loro. Dei quattordici in gara, tutti vip, sette sono leali, altrettanti traditori. Ma chi sia cosa, agli altri, non è dato sapersi. Attraverso le prove, fisiche e logiche, i concorrenti dovranno capire da sé quale status abbiano gli altri. I leali dovranno riconoscersi e fare squadra, cercando di eliminare nel corso della competizione tutti i traditori. In questo modo, alla fine dello show, potranno dividersi il montepremi di centomila euro. Montepremi che, nel caso in cui uno fra i traditori riesca ad arrivare alla fine, gli sarà corrisposto per intero. The Traitors Italia, sei episodi totali, dovrebbe, dunque, allontanarsi dal meccanismo che i tanti (troppi) reality show hanno reso arcinoto. Non dovrebbero esserci altarini, convivenze forzate né gossip ad allungare il brodo. Solo la sfida fra individui e l'incognita della loro appartenenza. Le emozioni dovrebbero essere altre, il sospetto avere la meglio su ogni distrazione.
Il pubblico dovrebbe trovarsi a parteggiare come difficilmente oggi si riesce a fare. E, sull'onda di un gioco rapido e dinamico, i concorrenti (Paola Barale, Aurora Ramazzotti, Giuseppe Giofrè, Michela Andreozzi, Filippo Bisciglia, Giancarlo Commare, Pierluca Mariti, Tess Masazza, Alessandro Orrei, Mariasole Pollio, Raiz, Daniele Resconi, Rocco Tanica e Yoko Yamada) dovrebbero uscire dai propri personaggi per diventare altro: persone, diffidenti e dubbiose quanto e più di chi stia a guardarle.
Continua a leggereRiduci
Dopo il successo internazionale, arriva anche in Italia The Traitors. Nel cast quattordici vip e Alessia Marcuzzi alla conduzione, per un reality che rinuncia al gossip e punta tutto su logica, tensione e inganni all’interno di un castello misterioso.In Inghilterra e negli Stati Uniti, The Traitors è partito in sordina. Le prime stagioni del reality show, complice l'ambientazione gotica, i cappucci, l'atmosfera artificiosa di un castello fuori dal tempo, sono state accolte con una certa diffidenza: quella di chi, ormai, ha fatto l'abitudine alla miriade di titoli e proposte, diverse nella forma, mai nella sostanza. Poi, però, le puntate si sono rincorse, il gioco è entrato nel vivo. E qualcosa, nell'accoglienza di quello show, è cambiato.The Traitors è diventato un fenomeno. Il Guardian, certo non generoso nell'elargire buoni giudizi, gli ha accordato cinque stelle, il massimo. E, in Italia, ha cominciato a farsi largo l'idea di un adattamento proprio. Adattamento che, su Amazon Prime Video, è destinato a debuttare giovedì 30 ottobre. The Traitors Italia, con Alessia Marcuzzi a condurre, dovrebbe replicare pedissequamente il meccanismo del format originale (né inglese, né statunitense, ma tedesco). Dunque, un castello, quattordici concorrenti e una conduttrice a tenere le fila del gioco, sapendo, lei sola, chi sia il traditore del gruppo. Scopo del reality show, che la Marcuzzi ha detto averle consentito di realizzare un piccolo desiderio e farsi un po' attrice, prendendo le distanze dal modello materno e leggero che ha proposto al pubblico nei tanti anni di carriera, è quello di creare due diverse fazioni e lasciare si sfidino tra loro. Dei quattordici in gara, tutti vip, sette sono leali, altrettanti traditori. Ma chi sia cosa, agli altri, non è dato sapersi. Attraverso le prove, fisiche e logiche, i concorrenti dovranno capire da sé quale status abbiano gli altri. I leali dovranno riconoscersi e fare squadra, cercando di eliminare nel corso della competizione tutti i traditori. In questo modo, alla fine dello show, potranno dividersi il montepremi di centomila euro. Montepremi che, nel caso in cui uno fra i traditori riesca ad arrivare alla fine, gli sarà corrisposto per intero. The Traitors Italia, sei episodi totali, dovrebbe, dunque, allontanarsi dal meccanismo che i tanti (troppi) reality show hanno reso arcinoto. Non dovrebbero esserci altarini, convivenze forzate né gossip ad allungare il brodo. Solo la sfida fra individui e l'incognita della loro appartenenza. Le emozioni dovrebbero essere altre, il sospetto avere la meglio su ogni distrazione.Il pubblico dovrebbe trovarsi a parteggiare come difficilmente oggi si riesce a fare. E, sull'onda di un gioco rapido e dinamico, i concorrenti (Paola Barale, Aurora Ramazzotti, Giuseppe Giofrè, Michela Andreozzi, Filippo Bisciglia, Giancarlo Commare, Pierluca Mariti, Tess Masazza, Alessandro Orrei, Mariasole Pollio, Raiz, Daniele Resconi, Rocco Tanica e Yoko Yamada) dovrebbero uscire dai propri personaggi per diventare altro: persone, diffidenti e dubbiose quanto e più di chi stia a guardarle.
«Gina Lollobrigida - Diva Contesa» (HBO Max)
Soprattutto, è un tentativo di capire cos'abbia segnato gli ultimi momenti della sua esistenza e cosa abbia portato all'esplosione mediatica di quel che, poi, è stato ribattezzato come vero «caso». La serie televisiva, tre episodi disponibili online a partire da venerdì 3 aprile, percorre veloce l'epoca dei fasti, quasi ad averne bisogno come contrappunto. Come alibi, come a dire che non è sempre stato così, che un'alternativa, una finestra in cui la Lollo sia stato altro, c'è stata, splendida e ampia. Gli esordi, il cinema, la consacrazione a diva. Poi, verso la fine, l'involuzione. E, nel mezzo, una riflessione sulla fama, gioie e dolori.
Gina Lollobrigida - Diva Contesa, pur restituendo un'immagine vivida dell'attrice, corre veloce fino agli anni precedenti la sua morte. Quelli in cui Javier Rigau, imprenditore spagnolo che si dice abbia frequentato la Lollo sin dal 1976, dai suoi quindici anni contro i quarantanove di lei, ha provato a vendersi come marito dell'attrice, cercando parimenti di allungare le mani sul suo patrimonio. Lo spagnolo, la cui esistenza è stata tenuta segreta fino al 2006, quando la diva ha reso nota l'intenzione di voler convolare a nozze, avrebbe sposato l'attrice per procura, il 29 novembre 2011. Avrebbe, perché la Lollobrigida in seguito ha dichiarato di non aver mai delegato le proprie funzioni.
Dunque, l'intervento di Papa Francesco, che nel 2019 ha chiesto alla Sacra Rota di annullare il matrimonio, definito inesistente. Rigau non avrebbe mai ricoperto il ruolo di marito. Eppure, negli anni, sarebbe riuscito a instaurare un ottimo rapporto con il figlio dell'attrice, Milko Skofic. Ed è con lui che, alla morte dell'amata, avvenuta il 16 gennaio 2023, ha polemizzato. La ripartizione dei beni della diva, stimati tra i dieci e i venti milioni di valore, sarebbe stata ingiusta. Di qui, la richiesta di avere oltre un milione di euro di eredità. Una richiesta giudicata folle e sconsiderata da Andrea Piazzolla, assistente di Gina Lollobrigida. Sono stati questi tre uomini, Rigau, Piazzolla e Skofic, a mettere in piedi il gran caso della diva contesa, ciascuno promettendo e strepitando di conoscerla meglio degli altri e di loro amarla. Sono stati loro ad accusarsi, reciprocamente, di plagio e ruberie, di truffa, senza però arrivare ad un dunque. Rigau, che da quel gennaio 2023 reclama il ruolo di vedovo ufficiale, è stato escluso dal testamento della Lollo, la quale ha deciso, invece, di lasciare metà del suo patrimonio al figlio, metà all'assistente.
Nulla di sindacabile, sulla carta. Peccato, però, che negli anni i beni dell'attrice si siano notevolmente ridotti. Quel tesoretto di dieci-venti milioni di euro, comprensivo dell'arcinota e magnifica villa sull'Appia Antica, è stato eroso, lasciando spazio a debiti e ombre. Piazzolla, nel frattempo, è stato condannato per aver sottratto alla diva parti consistenti del suo patrimonio, negli anni compresi fra il 2013 e il 2018. Ma la condanna non lo ha portato a perdere i propri diritti sul lascito della Lollobrigida, conteso come da titolo dello show.
Continua a leggereRiduci