
Sep è una piattaforma che si applica agli impianti fotovoltaici e ridurre la bolletta fino al 14%
Si fa un gran parlare di riduzione delle accise o riduzione o aumento, a seconda della stagione, delle temperature nelle case e nei luoghi pubblici come unica soluzione per gestire l’aumento dei prezzi dell’energia, diventati oggi insostenibili per famiglie e imprese. Parlando con esperti di tecnologia pare non sia l’unica via.
Esistono infatti soluzioni innovative, basate su algoritmi di machine learning e artificial intelligence e piattaforme IOT, Internet of Things e su dispositivi plug-and-play, dispositivi che vanno inseriti nella presa elettrica, che consentono di ridurre gli sprechi e di conseguenza i costi dell’energia elettrica. Il meccanismo è semplice, la tecnologia elabora i dati, quelli del consumo energetico, sia variabili ambientali ed indici microclimatici, il tutto mantenendo alta la qualità degli ambienti interni e controllabile dal proprio smartphone.
Ne abbiamo parlato con Daniele Lembo, ad di Softlab S.p.A., società quotata alla borsa di Milano e attiva nel Business Consulting e nella Digital Transformation che ha recentemente lanciato sul mercato Sep - Smart Energy Platform, un’innovativa piattaforma per la gestione dei consumi energetici, applicabile agli impianti fotovoltaici, che ha sottolineato quanto ad oggi la trasmissione dati dai contatori elettrici sia ormai arrivata a un livello di maturità elevato: «Attraverso un protocollo dedicato, nominato chain2, è possibile leggere direttamente dal contatore i dati di consumo ogni quarto d’ora in termini di energia attiva, reattiva, di produzione da un impianto fotovoltaico, e di potenza impiegata, ottenendo così una base dati in tempo reale che, grazie a opportune elaborazioni con algoritmi specifici, permette di suggerire agli utenti importanti miglioramenti».
Vediamoli. Il primo livello di complessità, cioè quello più semplice da mettere in atto, comprende azioni di tipo comportamentale, grazie alla messa in evidenza di comportamenti errati nel profilo energetico dell’utente e, quindi, consente di promuovere azioni migliorative che possono portare a efficienze in bolletta anche importanti (fino al 14%).
Il secondo livello comprende azioni di tipo gestionale e manutentivo; in questo caso, i dati forniscono elementi valutativi per una migliore gestione del contratto energetico (e.g. potenze impegnate, scelta delle tariffe migliori monoraria o bioraria, etc..) o per l’intervento proattivo nella manutenzione degli impianti o delle utenze. Il terzo livello, caratterizzato da una complessità maggiore, ma anche da maggiori vantaggi a lungo termine, è di tipo infrastrutturale e richiede investimenti specifici per il cambio della configurazione tecnologica di un sito.
In questo caso la piattaforma può suggerire la direzione degli investimenti e monitora nel tempo gli effetti degli interventi.
«Un caso d’uso molto interessante da noi applicato – continua Daniele Lembo - è quello che riguarda il Risorgimento Resort Luxury hotel di Lecce che ha dimostrato una particolare sensibilità alla sostenibilità e all’ambiente. Il progetto ha rappresentato un elemento differenziante per l’offerta dell’hotel sia dal punto di vista della sostenibilità e della Csr, sia in chiave di promozione e immagine.
Comunicare ai clienti, in un momento storico come quello degli ultimi due anni, in cui l’attenzione alla sicurezza degli ambienti e alla salvaguardia della salute in locali chiusi frequentati da molte persone (pensiamo alle discoteche, ai mezzi di trasporto, agli uffici, etc..) è stata massima, ha significato molto e ha rappresentato un elemento di qualità ulteriore».
- Il cancelliere tedesco: «Vecchio ordine tramontato, era nuova». Il presidente francese fa il bullo con l’atomica e vuole più missili.
- L’asse Roma-Berlino è un segnale.. Con Parigi in crisi, tocca alle altre due potenze continentali interagire con Washington.
Lo speciale contiene due articoli.
È un vero e proprio test sulla tenuta delle relazioni transatlantiche quello attorno a cui ruota la Conferenza sulla sicurezza iniziata ieri a Monaco.
Per comprenderlo, basta guardare alle parole pronunciate dal cancelliere tedesco, Friedrich Merz: «La pretesa di leadership degli Stati Uniti è messa in discussione, forse è già persa», ha detto. «Nell’era delle grandi potenze, la nostra libertà non è più semplicemente garantita. È minacciata», ha proseguito, per poi aggiungere: «L’ordine internazionale basato su diritti e regole non esiste più come una volta, è iniziata una nuova era». «Noi tedeschi sappiamo che un mondo in cui la legge è dettata dalla forza sarebbe un posto buio. Il nostro Paese ha imboccato questa strada nel XX secolo, fino a una fine amara e terribile», ha continuato il cancelliere, che ha anche messo in guardia la platea di Monaco dall’ascesa della Cina.
«In futuro, Pechino potrebbe trovarsi sullo stesso piano degli Stati Uniti in termini militari», ha affermato. «Nell’era della rivalità tra grandi potenze, nemmeno gli Stati Uniti saranno abbastanza potenti da poter agire da soli. Cari amici, far parte della Nato non è solo un vantaggio competitivo per l’Europa, ma anche per gli Stati Uniti. Quindi, ripristiniamo e rilanciamo insieme la fiducia transatlantica. Noi europei stiamo facendo la nostra parte», ha anche detto, rivolgendosi agli Usa. Nell’occasione, Merz ha reso noto di essere in trattative con il presidente francese, Emmanuel Macron, per l’eventuale creazione di una forza nucleare europea congiunta. «Non lo faremo cancellando la Nato. Lo faremo costruendo un pilastro europeo forte e autosufficiente all’interno dell’Alleanza», ha precisato. Il cancelliere non ha comunque risparmiato ulteriori stoccate alla Casa Bianca. «Non crediamo nei dazi e nel protezionismo, ma nel libero scambio. Ci atteniamo agli accordi sul clima e all’Oms perché siamo convinti che le sfide globali possano essere risolte solo insieme», ha detto, sottolineando inoltre di voler rendere la Bundeswehr l’esercito convenzionale «più forte d’Europa».
Insomma, il cancelliere ha cercato una sorta di via intermedia: pur criticando duramente l’amministrazione Trump, non è parso intenzionato a rompere i rapporti transatlantici e, almeno per ora, pare orientato verso una posizione più morbida di quella francese che, negli scorsi mesi, ha più volte invocato lo scontro diretto con Washington (si pensi soltanto alla questione dei dazi). Sotto questo aspetto, si registra grande attesa per il discorso che terrà oggi Marco Rubio. «L’Europa è importante per noi. Siamo molto legati all’Europa. Credo che la maggior parte delle persone in questo Paese possa far risalire la propria eredità culturale o personale all’Europa. Siamo profondamente legati all’Europa e il nostro futuro è sempre stato legato a questo continente e continuerà a esserlo. Quindi, dobbiamo solo parlare di come sarà questo futuro», ha affermato il segretario di Stato americano prima di partire per Monaco, dove è arrivato ieri. E proprio nella giornata di ieri, Rubio ha avuto vari meeting, incontrando, tra gli altri, lo stesso Merz e il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi.
Non solo. Il capo del dipartimento di Stato americano ha avuto anche dei colloqui definiti «costruttivi» con i premier di Danimarca e Groenlandia, Mette Frederiksen e Jens Frederik Nielsen. In questo quadro, secondo il segretario generale dell’Alleanza atlantica Mark Rutte, oggi Rubio «continuerà senza dubbio a spingere gli europei ad assumere un ruolo di maggiore leadership nella Nato e a renderla maggiormente guidata dall’Europa». «Mi aspetto che ciò contribuisca solo a rafforzare il legame degli Stati Uniti con la Nato», ha anche affermato.
E attenzione. Washington non guarda soltanto alla necessità di riformare l’Alleanza atlantica: punta a fare altrettanto con l’Onu. «Stiamo spingendo con forza affinché l’Onu torni alle origini, a quella funzione di pacificazione e mantenimento della pace che è stata fondamentale fin dalla sua fondazione», ha dichiarato, ieri, l’ambasciatore americano presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, sostenendo che l’Onu vada messa «a dieta». «Tutti concordano sul fatto che sia necessaria una riforma», ha precisato.
A tenere banco, è infine stata la crisi ucraina. Pur dicendosi a favore di una «pace negoziata», Macron, in un discorso un po’ velleitario in cui ha definito l’Europa un «esempio» da seguire, ha detto che «la risposta non può essere cedere alle richieste della Russia, ma aumentare la pressione sulla Russia». Il presidente francese ha quindi cercato di rivendicare un peso diplomatico per l’Europa. «Nessuna pace senza gli europei. Voglio essere molto chiaro: si può negoziare senza gli europei, se si preferisce, ma non si arriverà alla pace al tavolo delle trattative», ha affermato, per poi aggiungere comunque che, a seguito della pace in Ucraina, l’Europa dovrà elaborare delle «regole di coesistenza» con la Russia.
Tutto questo, senza risparmiare stoccate agli Usa su dazi e Groenlandia. Non solo. Il capo dell’Eliseo ha invocato la regolamentazione dei social media, elogiando il Dsa: un passaggio, questo, che probabilmente irriterà assai Washington. Infine, Macron ha cercato di far leva sul settore della Difesa - e specialmente sui missili a lungo raggio - per avvicinarsi maggiormente a Berlino. Il presidente francese ha, in particolare, detto che bisogna «riformulare la deterrenza nucleare» e, a tal proposito, ha reso noto di aver «avviato un dialogo strategico» con Merz.
L’asse Roma-Berlino è un segnale. Ue moribonda, è l’ora delle nazioni
Dopo lo choc dello scorso anno con il discorso di J.D. Vance, quest’anno la Conferenza annuale sulla sicurezza ha portato a Monaco Marco Rubio, il segretario di Stato dell’amministrazione di Donald Trump. Un anno di presidenza Trump ha già sconvolto a sufficienza l’azzimata Europa e Rubio, probabilmente, sarà più morbido di quanto fu il vicepresidente un anno fa. In una città militarizzata (circa 5.000 poliziotti sono stati dispiegati per l’evento, con unità cinofile e cecchini sui tetti) il segretario parlerà oggi alla conferenza. Morbido non significa, però, meno determinato: «Il vecchio mondo è finito», ha detto Rubio prima di partire per Monaco. «Viviamo in una nuova era geopolitica e questo richiederà a tutti noi di riesaminare come si presenta e quale sarà il nostro ruolo».
Certamente il segretario di Stato nel suo discorso di oggi terrà il punto che più volte è stato sottolineato da Washington, stimolando l’Europa a fare di più come alleato e a ritornare ai fondamenti della democrazia europea, che Vance lo scorso anno aveva criticato duramente.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz lo ha citato all’inizio del suo lungo discorso: «Lasciatemi iniziare con la scomoda verità: tra l’Europa e gli Usa si è aperto un divario. Il vicepresidente J.D. Vance lo ha detto molto apertamente un anno fa qui a Monaco e aveva ragione, noi non crediamo nei dazi doganali e nel protezionismo, ma nel libero scambio». L’Europa è reduce dal molto fumoso vertice a 27 per salvare sé stessa dalla crisi e arriva divisa (tanto per cambiare) a questo importante appuntamento annuale.
Il nuovo ruolo di guida assunto dal duo Friedrich Merz-Giorgia Meloni potrebbe, però, essere un primo segnale verso gli Stati Uniti che, nel Documento strategico sulla sicurezza nazionale del novembre 2025, avevano indicato nell’Unione europea l’origine della debolezza dell’alleato europeo: «Tra i problemi più ampi che l’Europa deve affrontare rientrano le attività dell’Unione europea e di altri organismi transnazionali che minano la libertà e la sovranità politica, le politiche migratorie che stanno trasformando il continente e creando conflitti, la censura della libertà di parola e la soppressione dell’opposizione politica, il crollo dei tassi di natalità e la perdita di identità nazionali e di fiducia in se stessi», si legge nel documento.
Il ritorno a un maggiore protagonismo degli Stati nazionali in Europa, la fine della furia regolatoria dell’Unione e una maggiore assunzione di responsabilità nella difesa è ciò che chiedono gli Usa. Il nuovo tandem italo-tedesco che sta assumendo leadership in Europa sembra voglia cogliere questi stimoli. Per ragioni diverse, ma in maniera convergente.
La Francia al momento è in una situazione critica a causa della instabilità politica, con l’ennesimo governo fragilissimo e un Emmanuel Macron il cui indice di gradimento è crollato a un drammatico 19%, e delle difficoltà economiche. Senza consenso in patria, isolato su dossier importanti in Europa e in tensione con Washington dopo la questione Groenlandia, per Macron l’unica opzione resta quella nucleare. L’unico Paese Ue ad avere un arsenale atomico è la Francia e il richiamo che Merz ha fatto ieri nel suo discorso ad una deterrenza europea riporta il presidente francese nella discussione.
Dopo gli scossoni dell’ultimo anno e le tensioni poi rientrate sulla Groenlandia, chi parla di una improbabile rottura tra Usa ed Europa non ha colto che in realtà è anche interesse dell’Europa assumere maggiore autonomia. Al quadro manca, però, la consapevolezza che, per farlo, la sovrastruttura dell’Unione non è adatta, mentre la cooperazione rafforzata su singoli temi può essere una strada percorribile. Non è un caso che ieri il cancelliere tedesco e il segretario di Stato americano abbiano avuto un bilaterale durato trenta minuti.
Al di là delle dichiarazioni roboanti e degli alati discorsi, Monaco 2026 potrebbe essere l’occasione di un rilancio dei rapporti tra Usa ed Europa, una volta compreso che tocca agli Stati nazionali muoversi, le uniche entità che rappresentano democraticamente i cittadini.
Non Sparate sul Pianista | Il Club dei 27: «Nel cuore di Parma, nel nome di Giuseppe Verdi»
La storica «società» di appassionati di Verdi che conserva la memoria del «Cigno di Busseto» nel racconto del suo presidente. I riti, i ritrovi, la promozione dell'opera nelle scuole e le visite nel «covo» verdiano dei più grandi musicisti del mondo
Sono ore di apprensione per le condizioni del bimbo di due anni a cui è stato impiantato un cuore danneggiato. Mentre sul fronte giudiziario proseguono le indagini, la mamma del piccolo Tommaso spera che arrivino buone notizie per un nuovo cuore. Il bimbo è ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Monaldi di Napoli. Le sue condizioni si sono anche aggravate.
La mamma, in contatto con il ministero della Salute, durante la trasmissione La vita in diretta su Rai1 ha spiegato che suo figlio è stato «messo al primo posto nella lista dei trapiantandi italiani». Mamma Patrizia chiede che il piccolo sia inserito in una posizione di primissimo piano in una lista mondiale. Il ministero della Salute, sempre contattato dalla trasmissione, ha fatto sapere che, sulla base delle informazioni ricevute dal Centro nazionale trapianti, «la Rete nazionale trapianti è impegnata nella ricerca di un potenziale donatore per il bambino in attesa a Napoli. Il piccolo risulta il primo nella lista d’attesa per il suo gruppo sanguigno. Qualsiasi segnalazione compatibile anche proveniente dall’estero sarà immediatamente valutata e proposta al Centro trapianti. Tutti i centri di donazione nazionale sono sensibilizzati e sorveglieranno eventuali donatori potenziali».
Il ministero della Salute sta seguendo costantemente l’evoluzione e ha già disposto l’invio degli ispettori all’ospedale di Bolzano dove è stato espiantato il cuore assegnato per il trapianto, e nell'ospedale Monaldi di Napoli, dove invece il cuore è stato impiantato nel piccolo, affetto, da quando aveva appena 4 mesi, da una grave cardiopatia dilatativa. Gli ispettori dovranno fare chiarezza su quanto accaduto cercando di accertare se sia successo qualcosa durante il trasporto e se l’iter che ha portato alla decisione dell’intervento sia stato corretto. Bisognerà verificare se il cuore sarebbe stato danneggiato nel trasporto utilizzando ghiaccio secco invece di normale ghiaccio. Questa è una delle ipotesi su cui sta lavorando la Procura partenopea.
I carabinieri del Nas di Napoli, su delega della Procura, hanno sequestrato il contenitore utilizzato per trasportare il cuore, poi risultato danneggiato da «un’errata conservazione con ghiaccio secco (anidride carbonica) nel trasporto da Bolzano al capoluogo campano». Il contenitore sarà sottoposto a una perizia da parte di consulenti che la Procura nominerà. Nella giornata di giovedì, sono stati iscritti sul registro degli indagati sei operatori sanitari tra medici e paramedici dell’equipe dell’ospedale Monaldi di Napoli che si è occupata dell’espianto del cuore a Bolzano, del trasporto e del trapianto. Gli indagati sono accusati di lesioni colpose. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ieri in un messaggio inviato alla trasmissione Storie italiane su Rai 1 ha ribadito che il ministero sta seguendo la vicenda e soprattutto è impegnato nella ricerca del primo cuore disponibile per il piccolo. Anche il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha voluto far sentire la sua vicinanza alla famiglia del piccolo: «Voglio esprimere a nome mio e della Giunta regionale della Campania la più profonda vicinanza alla famiglia del bambino ricoverato al Monaldi. Sono ore di grande apprensione e sofferenza. Si tratta di una vicenda gravissima e dolorosissima su cui andrà fatta piena luce». Il governatore ha ribadito di aver disposto accertamenti specifici per quanto è di sua competenza: «In considerazione dell’estrema gravità del quadro che è andato emergendo, ho disposto l’attivazione dei poteri ispettivi e conoscitivi previsti in capo alla Direzione generale per la tutela della Salute della Regione Campania. Occorre fare totale e assoluta chiarezza su ciò che è successo e accertare ogni responsabilità. Con massima trasparenza e determinazione». Intanto, nella giornata di ieri, il legale della famiglia del piccolo Tommaso, l’avvocato Francesco Petruzzi, attraverso dichiarazioni rilasciate all’Adnkronos, ha voluto fare alcune precisazioni in merito allo stato di salute del bimbo evidenziando la necessità anche di avere un secondo consulto: «Non è inabile al trapianto, inoltre abbiamo chiesto all’ospedale Monaldi di chiedere un secondo parere all’ospedale Bambino Gesù di Roma, credo sia normale che si sia incrinato un po’ il rapporto fiduciario tra la famiglia del bambino e il Monaldi. La famiglia vuole solo la conferma che il cuore sia ancora trapiantabile, così tiriamo un sospiro di sollievo in più». I genitori, attraverso l’avvocato Petruzzi, sono stati in contatto con i vertici aziendali del Monaldi proprio in attesa di risposte sulla possibilità di avere un parere pure dall’ospedale Bambin Gesù di Roma. Sul piano giudiziario, la vicenda del cuore danneggiato è abbastanza complessa e delicata. La Procura di Bolzano, attraverso una nota diffusa dalle agenzie di stampa, ha assicurato che «alla data del 13 febbraio, non ha ricevuto nessuna notizia di reato». L’autorità giudiziaria ha precisato che «la notizia di reato, consistente in una querela presentata dai genitori del bambino che avrebbe dovuto ricevere l’organo donato, è stata presentata nel circondario della Procura di Napoli, la quale sta indagando sulla vicenda e la Procura di Napoli ha informato dell’indagine in corso la Procura di Bolzano. Contemporaneamente è stato depositato a Napoli e a Bolzano un esposto da un’associazione privata in relazione alla vicenda ed è stato aperto un procedimento ad ignoti per violazione dell’art. 590 sexies del codice penale anche alla Procura di Bolzano». Le due Procure sono in contatto tra di loro per valutare la competenza territoriale e le procedure da seguire al fine di accertare tutte le responsabilità.














