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Cuciniamo insieme: le sfrappe di Carnevale
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La teoria dei dolci carnascialeschi è infinita e anche i nomi sono i più svariati, ma indicano quasi sempre la stessa cosa: pasta dolce in varie fogge, lievitata o meno, con lo zucchero o il miele, ma sempre invariabilmente fritta. Ed eccoci ora nella Marche con le sfrappe che sono più o meno parenti degli scroccafusi e consanguinee delle chiacchiere, dei cenci, delle frappe.

Cuciniamo insieme: le frappe di carnevale

Ci siamo: tra due giorni è martedì grasso e non potevamo non pescare dalle ricette della nonna. E le frappe, o sfrappe, o chiacchere o cenci, chiamatele con il dialetto che più vi suona familiare, sono la quintessenza della festa. Pochi ingredienti, buonissime, definiscono la gioia di lasciarsi andare.

Cuciniamo insieme: le sfrappe di carnevale

Si potrebbe e si dovrebbe scrivere un trattato sul carnevale, sia che l'origine del nome sia da carnem levare (cioè togliere la carne) per ricordare l'ultimo opulento banchetto prima della Quaresima, e cioè nel famoso martedì grasso, sia che sia da cursus navalis, cioè corsi di navi per ricordare le sfilate allegoriche e le naumachie che tanto piacevano ai romani e ai loro imperatori.

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